Eugenio Finardi

40 anni di Musica Ribelle

2016 (Universal) | cantautorato rock

Eugenio Finardi è stato uno dei nostri più autentici (se non addirittura l'unico) cantautori rock, quello che maggiormente ha saputo esprimere le angosce esistenziali metropolitane. Lui, più di chiunque altro in Italia, ha saputo condensare la rabbia e la ribellione giovanile degli anni Settanta con un piglio tanto politico quanto musicalmente valido, senza quasi mai scadere in facili "copia & incolla" di modelli esteri, sebbene le influenze del rock e del folk anglosassone c'erano tutte, così come certe derivazioni blues. Eppure, esisteva un qualcosa che rendeva Finardi unico nel panorama musicale tricolore.

Dotato di un timbro vocale unico, riconoscibile all'instante (ora flebile e suadente, ma altrove ruggente e arrabbiato), Finardi ebbe la fortuna di incontrare, giovanissimo, Lucio Battisti. Il suo approdo alla Numero Uno, nel 1973, fu assai fortunato, nonostante l'unico 45 giri inciso per la label di Mogol, "Spacey Stacey", è oggi di interesse puramente collezionistico. Fu comunque lì che conobbe Demetrio Stratos, il quale, impressionato dalle qualità musicali di Eugenio, lo presentò a Gianni Sassi, che aveva da poco fondato la Cramps. Il gioco fu fatto e, per il ventiduenne Finardi, si aprì il mondo discografico, che iniziò nel 1975 con la pubblicazione di "Non gettate alcun oggetto dai finestrini", passato all'epoca ingiustamente inosservato.

Lo stile era ancora in fase di rodaggio, ma contiene degli ottimi episodi rock come l'iniziale "Se solo avessi" e una bella cover di "Saluteremo il signor padrone", che controbilanciano brani più delicati (e, a loro modo, poetici) come "Quando stai per cominciare", "Taking It Easy" e "Afghanistan". Le liriche sono ancora un po' acerbe, essendo in bilico tra tematiche post-sessantottine e pre-settantasettine ("Caramba"), scritte appunto da un ragazzo che ha molta voglia di dire la sua, ma che ancora non sa bene come farlo compiutamente.
Splendida e al contempo suggestiva è "La storia della mente", dall'afflato quasi cosmico, scritta insieme al suo amico Claudio Rocchi. L'altro suo amico e compagno d'avventure, Alberto Camerini, dà manforte con i suoi solidi e originali interventi alla chitarra elettrica. Idem per il lavoro svolto dalla sezione ritmica, composta da Walter Calloni alla batteria e da Hugh Bullen al basso.

Il grande sucesso arrivò l'anno seguente con il classico "Sugo", disco tra i più importanti mai fatti in Italia in ambito rock e su cui è quasi superfluo spendere ulteriori parole (dall'anthem generazionale "Musica ribelle" e l'aggressiva "Soldi" all'inno delle radio libere "La radio", dal jazz-rock alla Weather Report di "Quasar" al country-rock melodioso di "Oggi ho imparato a volare" all'incisiva "Voglio", dal reggae di "La C.I.A." alla sperimentale "La paura del domani", con i disturbi elettronici di Patrizio Fariselli). Quasi tutti gli Area partecipano alle registrazioni e la loro presenza si avverte in modo tangibile. "Sugo" fa di Finardi il massimo cantautore metropolitano italiano di sempre.

"Diesel", del 1977, è l'altro grande disco di Eugenio. Anche qui, dalle vibranti "Tutto subito" e "Giai Phong" (l'ennesima arringa politica) alle dolci "Zucchero" e "Non è nel cuore" fino alla polemica "Scuola", alla sarcastica "Si può vivere anche a Milano" e alla drammatica "Scimmia" (che racconta la sua prima esperienza con la droga), è tutto un susseguirsi di piccole pietre miliari del rock italiano, che culminano nel lungo excursus di "Non diventare grande mai" (con un grande Paolo Tofani alla chitarra).
Finardi attenuò un po' il suo impegno politico nei successivi "Blitz" (1978) e, soprattutto, "Roccando Rollando" (1979), segno dei tempi che stavano cambiando (il nefasto reflusso culturale-generazionale), dando quindi maggiormente spazio alle proprie vicende umane e personali e mitigando la musica verso soluzioni più semplici.

"Blitz" è un disco assai sottovalutato, di cui spesso ci si ricorda solo per la celeberrima "Extraterrestre", dimenticandosi dell'amara "Northampton, Genn. '78", delle gradevoli "Affetto" e "Cuba". "Op. 29 in Do Maggiore" è la nuova "Musica ribelle". I Crisalide (Mark Harris, Luciano Ninzatti, Mauro Spina e Stefano Cerri, che in seguito si tramutarono nell'interessante combo italo-disco Kano) suonarono di supporto in questo e nel successivo album "Roccando Rollando", disco che segna la fine del rapporto con la Cramps (anche perché la label era sull'orlo del fallimento).

Il nuovo lavoro prosegue così nella stessa direzione, senza grandi innovazioni, ma gettando un ponte con il futuro musicale di Finardi, stabilizzandosi su un folk-rock di facile presa, ma mai banale ("La canzone dell'acqua", "Zerbo", "Why Love?"), quando moderatamente energico ("Song Fly High", "Lasciati andare", "Legalizzatela").
Da lì in avanti, iniziò per Finardi un'altra storia e un'altra strada, quella degli anni Ottanta, con ancora buoni album come "Finardi" (Fonit Cetra, 1981) e "Dal Blu" (Fonit Cetra, 1983).

"40 Anni di Musica Ribelle" è quindi un essenziale compendio per capire (e possedere) tutta la prima fase musicale di Finardi, quella in cui molti ragazzi italiani del "movimento" si identificarono (Eugenio era un ragazzo qualunque, non si atteggiava a rockstar e stava sempre dalla parte delle barricate, nonostante ebbe anche lui dei problemi con gli autonomi). Non è quindi un'operazione di sola nostalgia.
Nel cofanetto è contenuto anche un bel libro fotografico (con tutte le session di studio per la Cramps), in cui non mancano testimonianze scritte da parte di amici e collaboratori (Max Casacci dei Subsonica, Gianna Nannini, Franco Battiato (che prestò a Finardi il suo VCS3 ai tempi del primo album), Lucio Fabbri, Guido Harari, Roberto Masotti, Walter Calloni, David Stewart, Stefano Bollani, Manuel Agnelli, Carlo Massarini (suo amico di vecchia data che ha scritto la presentazione di questo booklet) e tanti altri (persino uno stralcio da un vecchio articolo di Umberto Eco).

Interessante è anche il Dvd allegato, contenente tracce storiche che si possono "rimodellare" a piacimento (inserendo ovviamente il supporto nel Pc) da parte degli ascoltatori.
Su tutto trionfa un remastering finalmente degno di questo nome, realizzato per la prima volta dai nastri multitraccia originali. Il costo non è economicissimo, ma ci si può stare (l'edizione in 5 Lp contiene pure tre sticker e tre stampe a colori, ma non il Dvd).

(30/10/2016)

  • Tracklist
Cd 1

Non gettate alcun oggetto dai finestrini (1975)

  1. Se solo avessi
  2. Quando stai per cominciare
  3. La storia della mente
  4. Saluteremo il signor padrone
  5. Taking it easy
  6. Caramba
  7. Afghanistan

Cd 2

Sugo (1976)

  1. Musica ribelle
  2. La radio
  3. Quasar
  4. Soldi
  5. Ninna nanna
  6. Sulla strada
  7. Voglio
  8. Oggi ho imparato a volare
  9. La C.I.A.
  10. La paura del domani

Cd 3

Diesel (1977)

  1. Tutto subito
  2. Scuola
  3. Zucchero
  4. Non diventare grande mai
  5. Giai Phong
  6. Non è nel cuore
  7. Diesel
  8. Si può vivere anche a Milano
  9. Scimmia

Cd 4

Blitz (1978)

  1. Extraterrestre
  2. Come un animale
  3. Drop out rock
  4. Affetto
  5. Cuba
  6. Op. 29 in Do maggiore
  7. Northampton, Genn. '78
  8. Guerra Lampo

Cd 5

Roccando Rollando (1979)

  1. 15 bambini
  2. Why love?
  3. Zerbo
  4. Paura
  5. La canzone dell'acqua
  6. Lasciati andare
  7. Legalizzatela
  8. Song fly high
  9. Ridendo e scherzando

Dvd:

  1. Extraterreste tracks
  2. Musica ribelle tracks
  3. Voglio tracks








Eugenio Finardi su OndaRock
Recensioni

EUGENIO FINARDI

Fibrillante

(2014 - Universal)
Dopo 16 anni, il menestrello della "Musica ribelle" torna con un disco che incrocia tre generazioni

EUGENIO FINARDI

Sessanta

(2012 - Cramps)
Il cantautore milanese festeggia il sessantesimo compleanno con un imperdibile triplo album riepilogativo ..

Eugenio Finardi on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.