Andrew Wasylyk

Balgay Hill: Morning In Magnolia

2021 (Clay Pipe) | chamber folk, orchestral, ambient

Nessuno come Andrew Wasylyk descrive spazi e habitat naturali con eguale estro musicale. Il musicista scozzese (già negli Idlewild e Hazey Janes) continua l’elegante e suggestivo viaggio in luoghi terreni, accordandovi un identico percorso spirituale e contemplativo.

Dopo le ardimentose creazioni chamber-folk e spiritual-jazz di “Fugitive Light And Themes Of Consolation”, il nuovo album “Balgay Hill: Morning in Magnolia” sceglie uno scenario più bucolico, ovvero quel Balgay Park di Dundee che Andrew ha attraversato spesso prima del sorgere del sole, durante i lunghi giorni della pandemia.
Arpeggi chitarristici e discreti accordi di piano (“Through The Rose Window”), a volte rinvigoriti dall’evocativo loop ciclico del Fender Rhodes (“Avril Hydrangeas”), un’ariosa sezione fiati (“Through The Rose Window”) e percussioni elettroniche (“Observatory In Bloom”) conducono per mano l’ascoltatore in una visita virtuale che la musica rende quasi fisica, reale.
Spesso il suono del theremin dona leggerezza e grazia (“Smiling School For Calvinists”) a un insolito album strumentale che sfiora la suggestione dei paesaggi ambient-elettronici dei Boards Of Canada (“Magpie Spring”). Le alchimie library music dei Belpury Poly (“Western Necropolis Twilight”) lambiscono alcune tonalità tipiche della musica progressive con orchestrazioni che possiedono la magia dei Genesis di “Trespass” o del Mike Oldfield di “Hergest Ridge” (“Sun Caught Cloud Like The Belly Of A Cat”).

“Balgay Hill: Morning In Magnolia” è un album di ambient music nel senso più nobile del termine (“Blossomlessness #2”), a suo modo incline a una sperimentazione priva di azzardi eppure finemente creativa, che non solo non smarrisce l’intrinseca natura artigianale e parimenti mistica (“The Ghost Who Never Arrived”) ma trova alfine una dialettica apoteosi nel sontuoso chamber-folk-jazz di “The Morning Of Magnolia Light”. Il fruscio delle foglie, il suono della pioggia, gli echi in lontananza del fragore cittadino, il canto degli uccelli, lo starnazzare delle oche e persino un tosaerba completano la prospettiva di musica ambient e field recording, aggiungendo ulteriori sfumature e consistenza a una tavolozza cromatica che, come in un quadro naif o surrealista, smuove l’inconscio e la fantasia, trasmutando la realtà terrena - in questo caso il parco di Dundee - in un sogno fantastico dove la mente umana si riposa e si nasconde.

Meno audace e più incline a una sbarazzina sinfonia pastorale, “Balgay Hill: Morning In Magnolia” non ripercorre le strade del precedente album. Una scelta creativa che non ridimensiona l’autorevolezza della musica di Andrew Wasylyk, promettendo ulteriori viaggi onirici in luoghi e spazi reali ai quali difficilmente rinunceremo.

(25/10/2021)

  • Tracklist
  1. Blossomlessness #2
  2. Through The Rose Window
  3. Magpie Spring
  4. Sun Caught Cloud Like The Belly Of A Cat
  5. Avril Hydrangeas
  6. Western Necropolis Twilight
  7. The Ghost Who Never Arrived
  8. Observatory In Bloom
  9. Smiling School For Calvinists
  10. The Morning Of Magnolia Light




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