M83

Fantasy

2023 (Virgin / Other Suns)
dream-pop, indietronica, synth-pop, shoegaze

Se si esclude una manciata di colonne sonore, sono passati quattro anni dall'ultimo album rilasciato da M83 o se preferite Anthony Gonzalez, da tempo nome unico in testa al progetto. A dire il vero, se la precedente realizzazione distribuita risale al 2019 (l'inadeguato "DSVII"), per riallacciarsi al più recente lavoro a marchio M83 che possa considerarsi quantomeno accettabile bisogna indietreggiare fino al 2011, quando "Hurry Up, We're Dreaming" sparigliò letteralmente le carte in tavola: nomination ai Grammy Award come miglior album alternative e feedback commerciale ai limiti del colossale, senza eludere qualche vistosa critica per aver annientato ogni barlume di quel revival shoegaze riemerso con l'egregio "Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts" del 2003.
Con il nuovo full length "Fantasy", M83 ritorna a modellare materiale piuttosto convincente, plasmato su una miscela multiforme di ingredienti quali dream-pop, shoegaze (finalmente), elettronica, sentori cinematografici, ma anche new wave, synth-pop, flebili fragranze post-rock e persino post-punk. Insomma, un menù decisamente invitante che - lo vedremo - non è rimasto solo un lungo elenco di buone intenzioni.

 

"Fantasy" è un disco esteso (oltre i sessanta minuti), libero da schemi precostituiti, probabilmente il lavoro meno ancorato ad auto-imposizioni stilistiche. Basti analizzare il primo sestetto di brani, tra l'altro pubblicati in Ep già agli inizi di febbraio.
L'opener "Water Deep" apre i giochi in modo inedito, quasi spiazzante, tra puntate new age e adattamenti filmici, mentre il pregevole singolo "Oceans Niagara" è forgiato da ritmi dream-pop e shoegaze che richiamano i fasti dell'epoca di "Hurry Up" per catapultarli nelle più attuali dimensioni del Sottosopra. Una chitarra new wave connette "Amnesia" a intrecci elettronici, anch'essi decisamente eighties, che mostrano tutta la padronanza che Gonzalez ha da sempre mostrato nell'uso dei sintetizzatori.
Nella vangelisiana "Us And The Rest" si insinuano sontuose variabili dai toni onirici e ancestrali, prima che il riconoscibile crescendo, quasi liturgico, venga dissolto dalle note raminghe e minimali del pianoforte, ricordando l'ottimo lavoro compiuto da Gonzalez a corredo della celebre serie Tv "Versailles".
Tra i movimenti preferiti, spiccano "Earth Of Sea", con il suo iniziale pop elettronico che deflagra nel pirotecnico shoegaze conclusivo, e l'incantata "Radar For Gone", guidata dai morbidi accordi della chitarra acustica.

La decisione di reinserire la voce all'interno delle composizioni, a differenza di quanto avvenuto nell'immediato passato, ha certamente giovato all'assemblaggio degli strumentali di Gonzalez, che avrebbero alla lunga rischiato di assumere connotati stucchevoli. Anche nella seconda parte del disco, quella completamente inedita, seppur con qualche attimo di fisiologico calo qualitativo, non mancano rappresentazioni degne di nota: le arie introduttive à-la Tangerine Dream di "Deceiver", colorata da percussioni di stampo afrobeat, gli elementi funky accorpati al synth-pop e persino all'italo-disco della title track, le arcate darkwave, poi tramutate in uno spigoloso e sofisticato dream-pop di "Sunny Boy" si aggiungono a un catalogo che mostra la chiara volontà di Gonzalez di spingersi oltre le canoniche prospettive, senza lasciare che la corda di sicurezza si sleghi da quei capisaldi che lo hanno accompagnato per tutta la carriera.
Le luci si abbassano in "Kool Nuit"; il palcoscenico è affidato a dilatate tessiture sintetiche che razionalizzano una via d'uscita più cadenzata, quasi motorik, per disintegrarsi, come già accaduto in numerosi frangenti, addosso a una massiccia barriera shoegaze. Una successione che si avverte pressoché analoga anche nella conclusiva "Dismemberment Bureau".

 

"Fantasy" è un titolo semplice, se vogliamo anche poco originale, ma riepiloga in modo ineccepibile la grande varietà sfoderata da M83, dopo troppi anni di alti (rari) e bassi che avevano fatto perdere un po' i contatti con le opere di Gonzalez e dei suoi fidati collaboratori. Un disco libero, che suona come se dovesse mostrare una certa indipendenza espressiva prima all'artista piuttosto che al pubblico finale. Un gustoso ritorno.

23/03/2023

Tracklist

  1. Water Deep
  2. Oceans Niagara
  3. Amnesia
  4. Us And The Rest
  5. Earth To Sea
  6. Radar, Far, Gone
  7. Deceiver
  8. Fantasy
  9. Laura
  10. Sunny Boy
  11. Kool Nuit
  12. Sunny Boy Part 2
  13. Dismemberment Bureau


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