PHRESOUL - The Very End Of Jumbo Pirates

2025 (Hyperjazz)
nu jazz, space rock

C’è una connessione sotterranea, forse inspiegabile, che lega alcune esperienze italiane recenti, tra loro apparentemente indipendenti, ma accomunate da un impulso centrifugo che le porta a muoversi tra nu jazz, math-rock, space-rock elettronico e progressivo. È una corrente non dichiarata, non programmatica, ma riconoscibile: dai bolzanini Satelliti ai genovesi Gotho, fino ad arrivare ai Phresoul, duo formato da Enrico Truzzi e David Paulis, attivo a Londra ma con profonde radici italiane. Il gruppo è parte della scuderia Hyperjazz Records, l’etichetta guidata da Raffaele Costantino (alias Khalab), personaggio chiave della scena jazz elettronica contemporanea e voce storica del programma “Musical Box” su Rai Radio 2.

Il legame tra Phresoul e Hyperjazz è tutt’altro che occasionale: The World Was Made Phresh, album d’esordio della formazione, è stato la prima uscita in assoluto dell’etichetta. Il contatto era nato proprio in occasione di una performance radiofonica: un ascolto folgorante che si è trasformato in una collaborazione stabile. Da allora il progetto ha continuato a evolversi, e questo nuovo The Very End Of Jumbo Pirates segna senz’altro un cambio di passo.

Da sempre sospesi in quella zona grigia tra improvvisazione e hip-hop wonky di scuola Brainfeeder (Flying Lotus, Thundercat, Hiatus Kaiyote…), i Phresoul alzano qui l’asticella della composizione e della produzione. Il nuovo album suona più deciso, più strutturato, più fisico. E soprattutto, più rock. Le tracce non sono più soltanto groove mutanti e sound in trasformazione: ora hanno uno sviluppo più delineato. Partono, conducono in un viaggio, arrivano da qualche parte. È un moto più agitato, più spigoloso — ma, una volta innescato, resta impresso come una traiettoria inevitabile.

L’apertura affidata a Good Entrance Karma è già una dichiarazione d’intenti: wonky che sembra passato per le mani dei Led Zeppelin, pachidermico ma pieno di sbilanciamenti ritmici e spezzature che lo rendono flessuoso. Molleggiamementi che fanno da marchio anche alla successiva Kobe, più introspettiva e r’n’b-oriented: siamo dalle parte del broken beat dalle atmosfere soulful degli Yussef Kamaal, con un sintetizzatore vivace in 7/8 che nel finale aggiunge brio senza forzature.

“Mirror’s Issue è una lunga cavalcata krauta, spinta dalla batteria incessante di Truzzi e irrobustita dal timbro di piano elettrico di Jacopo Moschetto, che completa il triangolo dei musicisti portando ora colori futuribili e ultrasintetici, e ora invece toni più riconoscibilmente jazzy. Il clima si fa più ansiogeno con “Phrebute, brano frenetico, in cui gli strati si accumulano progressivamente fino a saturare lo spazio ritmico. Il tutto giunge al culmine con un frastornante poliritmo synth-batteria, brutalmente interrotto sulla conclusione del brano, come se qualcosa fosse strappato via all’improvviso.

“There’s No Home On Mars rallenta i battiti ma non il grado di tensione: l’atmosfera è più notturna e dubbeggiante, ma sempre sospesa tra ciclicità e diramazioni imprevedibili, come una ragnatela che si allunga senza mai spezzarsi. Più avanti, J-Doc si impone con bassi elettronici abrasivi e un mood onirico, quasi videoludico. La traccia vira a metà percorso, con una sterzata ritmica che la rilancia in una seconda parte meno lineare, più stratificata e distesa: sei minuti di esplorazione sonora che preannunciano il collasso controllato del finale.

Scoobydoobydead chiude l’album in un minuto e mezzo ipercinetico, dove hardcore forsennato, deragliamenti sassofonistici stile Zu (complice l’ospite Daniele Nasi) e synth new age convivono in una centrifuga improbabile ma efficace, chiusa da un pitch bending che stira e sfuma tutto quanto in dissolvenza.

I Phresoul continuano a sfuggire alle definizioni. Con “The Very End Of Jumbo Pirates”, però, esplorano con maggiore lucidità il loro caos controllato, rompendo geometrie, moltiplicando direzioni — senza però mai perdere coerenza. Una creatura mutante, ma con la bussola in mano.

18/05/2025

Tracklist

  1. 1. Good Entrance Karma
  2. 2. Kobe
  3. 3. Institutional Violence II
  4. 4. Mirror's Issue
  5. 5. Phrebute
  6. 6. Uncanny Valley Treatment
  7. 7. There's No Home On Mars
  8. 8. 2L1D
  9. 9. J-Doc
  10. 10. SCOOBYDOOBYDEAD

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