Wolf Gang

Suego Faults

2011 (Atlantic) | alt-pop

Signore e signori, ormai è assodato: l'indie-stream è l'asso pigliatutto del nuovo catalogo autunno-inverno del mondo delle sette note. "Piatto ricco, mi ci ficco": in passerella, sempre più musicisti e band stanno cercando di ridare nuova linfa a un genere ormai sempre più contraddistinto da formule che mostrano, inesorabilmente, la corda: finita l'era del recupero dei Joy Division, è il tempo di restare in equilibrio tra pulsioni electro, riferimenti colti e un pop di facile consumo che possa incontrare i gusti di un pubblico più trasversale possibile. Così, dopo i Foster The People, arriva un altro giovane di belle speranze (Max McElligott) nato come artista indie presso la benemerita Neon Gold e approdato in men che non si dica nella grande famiglia Warner - decisa a farlo crescere dopo aver intuito, dai suoi provini, un promettente potenziale.

Di Max si sa giusto che è un ex-studente della London School of Economics e figlio di un professore di storia moderna, cresciuto facendo scorpacciate dei dischi delle sorelle maggiori. Un po' damerino glam e un po' il classico compagno di scuola discolo che in gita si sedeva agli ultimi posti in pullman per "tenere banco", McElligott ha deciso di interrompere gli studi proprio quando era quasi pronta la sua tesi di laurea per abbracciare a tempo pieno il mondo della musica. Ha inoltre deciso di presentarsi al pubblico con un moniker e non con il suo vero nome - Wolf Gang di conseguenza altro non è che una one-man band, anche se ad accompagnarlo in concerto (si è esibito come supporter di Florence + The Machine e gli Editors) ci sono altri musicisti come Gavin Slater delle "meteore" Ghosts (ricordate il loro successo estivo "The World Is Outside"?) e l'ex-batterista dei Rakes Lasse Petersen. Questa scelta - ci rivela - gli permetterà di non restare intrappolato in un genere preciso e di sentirsi libero, in un futuro prossimo, di sperimentare e di cambiare registro.

Il territorio che il cantante e polistrumentista inglese sceglie di esplorare, in realtà, è già stato percorso in lungo e in largo da un discreto numero di competitors e ciò che gli resta da fare, in "Suego Faults", è confidare nella forza e nella solidità del suo songwriting e nell'aiuto della mano sapiente del produttore Dave Fridmann - già deux ex machina per i Mercury Rev, i Flaming Lips e gli MGMT. L'opera prima di Wolf Gang vuole essere un concept album onirico tra desideri di fuga da una realtà opprimente, storie di metaforici "leoni in gabbia" e il confortevole rifugio nella fantasia, ma troppo spesso si ha l'impressione che il concetto esista solo nella sua testa - per il pubblico meno attento questa è semplicemente una manciata di dieci brani, piacevolissimi seppur non particolarmente originali, che vivono singolarmente di vita propria.

Ciò che non manca in "Suego Faults" sono le melodie vincenti: ascoltando l'irresistibile "The King And All Of His Men" (che suona come la collaborazione mai avvenuta tra Mika e i Bravery), "Lions In Cages" (che mesi fa è stato scelto come "singolo della settimana" dal New Musical Express) e un frizzante pop anthem che ricorda i Killers dei bei tempi ("Dancing With The Devil") verrebbe facile promuovere a pieni voti questo disco senza pensarci troppo. A volte arriva persino l'ubiquo potenziale inno da stadio in abiti elettronici che frulla e sciorina una sequenza di suggestioni diverse, quasi a voler presentarci un sunto di tutto quello che più ha funzionato nelle classifiche di vendita dell'ultimo decennio. "Lions In Cages" è un quattro quarti pulsante in una produzione che si rivelerà uniformemente stratificata, opulenta seppur talvolta sovraccarica, corredato da un video criptico con McElligott attorniato da figure che indossano maschere da conigli (che sia forse un riferimento a Donnie Darko?). Non fatevi trarre in inganno dalle immagini del libretto: Max non è un novello Patrick Wolf giusto un po' meno tenebroso e più rassicurante - la sua voce ricorda semmai Luke Steele (The Sleepy Jackson, Empire Of The Sun) e Jake Shears (Scissor Sisters) quando non indulge troppo nell'abituale falsetto.

Immancabili, ça va sans dire, i richiami dei padri nobili: "Something Unusual" trasporta in una base electro-pop immersa in un oceano di riverberi un buon numero di ascolti di Elvis Costello and the Attractions, mentre la successiva "Stay And Defend" (il brano più stuzzicante sul piano squisitamente musicale, con i suoi idiosincratici belletti pianistici che emergono dall'affollato arrangiamento) fa incontrare gli Abc di "All Of My Heart" e i Talking Heads più leggeri di "Little Creatures". Nel ritornello della title-track la voce di McElligott si arrampica al punto tale da rievocare addirittura Russell Mael degli Sparks, ma è un peccato che le buone intenzioni siano rovinate da pads stucchevoli e un datatissimo piano elettrico che ci riporta alle produzioni di Narada Michael Walden. Altrove ci sono somiglianze stilistiche con gli XX ("Back To Back") e richiami al pop più barocco degli Electric Light Orchestra, ad "Hunky Dory" di David Bowie e al repertorio anni Settanta di Elton John ("Midnight Dancers").

L'autenticità sembra sempre più difficile da proporre in un music business che impone regole ferree, e questa carrellata di canzoni convince fino a un certo punto. Le buone idee ci sono, ma il ragazzo sembra brancolare nel buio quando cerca di tenere in piedi un filo conduttore - questo perché pensa che le sue liriche siano più argute di quello che effettivamente sono (diciamolo francamente, Max McElligott non è Morrissey e neppure Neil Tennant), perché non ci vengono fornite opportune chiavi di lettura e talvolta sembrano non voler dire nulla di preciso. Il punto di forza di McElligott, in parole povere, non è la personalità - qui è uno, nessuno e centomila. Lo aspetteremo al varco con il secondo album, su cui sta già lavorando, e lo vedremo dal vivo sul palco del Coachella Festival. Non è male, per essere un debutto, ma si può fare di più.

(07/02/2012)

  • Tracklist
  1. Lions In Cages
  2. Something Unusual
  3. Stay And Defend
  4. Suego Faults
  5. The King And All Of His Men
  6. Back To Back
  7. Midnight Dancers
  8. Dancing With The Devil
  9. Where Are You Now
  10. Planets

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