Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani - N. 8

di AA.VV.
porcodioLULLABIER - Mai Nulla Di Troppo (2011, ViVeriVive)

"Chi ha ragione non ha mai bisogno di gridare" è la frase scelta dal veneto Andrea Vascellari, in arte Lullabier, per spiegare la filosofia di questo suo lavoro di otto brani, tutti caratterizzati da uno stile slowcore molto sognante, sulla scia, come dice lo stesso autore, di Galaxie 500 e Mazzy Star. Non tutti i brani sono composizioni originali: ci sono, infatti, canzoni di Coastal, Rivulets e TMC riviste in italiano. Non è facile cimentarsi in un ambito nel quale già in passato mostri sacri come quelli citati hanno realizzato veri e propri capolavori, usando inoltre il suono e la metrica della lingua italiana, in astratto meno adatti rispetto all'inglese, ma Lullabier fa centro pieno in ogni aspetto. Le melodie trovano il giusto equilibrio tra sfuggevolezza e facilità d'ascolto; le scelte a livello strumentale sono ovviamente all'insegna di una marcata essenzialità ma portano sempre il giusto calore e sanno avvolgere delicatamente l'ascoltatore; l'intonazione vocale e i testi sono sempre ben centrati. Un vero gioiellino per fantasticare sentendosi al sicuro. Il lavoro è uscito insieme a un altro di soli inediti intitolato "Verità Rivestite D'Ombra": urge ascoltare anche quello. (Stefano Bartolotta 7.5/10)



piepoliFABRIZIO PIEPOLI - Autumn Sessions (2011, autoprodotto)

Il cantante e compositore polistrumentista barese Fabrizio Piepoli è attivo dagli anni Ottanta. Già collaboratore di Raiz, Bobby McFerrin e Teresa De Sio, tra gli altri, può inoltre vantare la militanza in importanti gruppi di world music come Radicanto e Tabulè. Da sempre studioso e ricercatore appassionato di tradizioni musicali che spaziano dal Mediterraneo al nord Europa, con "Autumn Sessions" Piepoli assembla un canzoniere di rara bellezza, rielaborando un repertorio di ballate irlandesi, scozzesi e inglesi. Con mano lieve e sapientissima l'artista pugliese, assistito da un piccolo ensemble, dipinge paesaggi vibranti e senza tempo, in cui la luce lattiginosa della psichedelia incontra la potenza primitiva del mito e dell'origine. Un disco davvero bellissimo. (Francesco Giordani 7.5/10)


psycho_kinderPSYCHO KINDER - Psycho Kinder (2011, autoprodotto)

Non è solo un viaggio a ritroso nel lato oscuro degli anni Ottanta questo singolo di due tracce che segna l'esordio dei maceratesi Psycho Kinder. Sebbene la musica del trio composto da Alessandro Camilletti (voce), Giorgio Mozzicafreddo (basso) e Luca Carlini (chitarra) sia di chiara matrice post-punk/dark-wave (Joy Division, Cccp e Diaframma le coordinate stilistiche), sarebbe riduttivo fermarsi all'apparenza di questo dischetto concepito come anticipazione di un full-lenght in uscita nel corso del 2012. In primis, la dimensione concettuale dei nostri. Nichilismo e rifiuto della società contemporanea si mescolano in un intruglio post-moderno fatto di pennellate a tinte fosche. Il tutto concentrato in 7 minuti. "2009" è una poesia dedicata al centenario del movimento futurista, nella quale il frontman Camilletti delinea con sferzate lapidarie la sfaccettature oscure di una contemporaneità che in tal modo pare lontana anni luce dal progresso infinito teorizzato da Marinetti e seguaci. Il tutto inserito nell'incalzare dei beat sintetici che quasi fagocitano le ruvide chitarre dal gusto punk. "Un Uomo", invece, si nutre del pensiero di Nietzsche, evocato in coda in un breve recitativo immerso in un format dark-wave vicino a certi Bauhaus. Interessante esordio per il trio marchigiano, che in tempi nei quali la musica indipendente vira sempre più verso lustrini e pailette, reagisce con pensieri profondi e citazioni poetiche. In attesa dell'album completo, segniamo con fiducia sul taccuino il nome degli Psycho Kinder. (Marco Pagliariccio 7/10)


mezzalaMEZZALA: Che Fine Faremo Ep (2012, The Prisoner)

Uscita piuttosto interlocutoria ma in fin dei conti piacevole per Mezzala, dopo il gran bel disco dello scorso settembre. Questo Ep in free download contiene quattro tracce, di cui tre sono dedicate alla title track: una è la versione dell'album e le altre due sono remix. L'unico brano inedito è "I Cialtroni Fan Le Star". Dei due remix, uno ha la stessa impronta synth della versione originale, con tonalità, però, più dure ed un ritmo più elevato: se non diventa una canzone da dancefloor poco ci manca. L'altro rifacimento è, invece, completamente acustico e ha il merito di mettere in risalto la bontà sia della melodia che dell'interpretazione vocale di Bitossi. L'inedito è un brano semiacustico frizzante che, come la title track, ha una melodia estremamente pulita e coinvolgente e dietro un'apparente atteggiamento disimpegnato tratteggia con efficacia stati d'animo importanti per l'intimità di ognuno di noi. In definitiva, con questo Ep, Mezzala fa girare ancora un po' il proprio nome senza compiere in realtà grandi sforzi ma mettendoci un'indubbia classe. (Stefano Bartolotta 6,5/10)


babelBABEL - Babelizm (2012, Lo Scafandro/UPR/Edel)

Una volta per realizzare un disco di world music occorreva viaggiare, spostarsi in lungo ed in largo per il mondo alla ricerca di nuovi suoni. Oggi è il mondo che viene a casa nostra, ed è più facile generare la fioritura di progetti musicali trasversali composti da artisti di ogni parte del globo. Qui già il nome del gruppo, Babel, è tutto un programma, dentro ci sono sette musicisti provenienti da Italia, India, Grecia, e Bosnia. "Babelizm" è il loro primo album, dieci tracce godibili e poco classificabili che mescolano influenze mediterranee, aromi balcanici e punjabi sound, sposando tradizione e modernità. Lo sguardo è spesso divertito, come nel caso di "Pakistano Reggiano" riuscito mash up fra fisarmoniche di casa nostra e ritmi del subcontinente, e di "Bada la badante" che pare uscita da una frenetica scena diretta da Emir Kusturica. Al centro della band c'è Giovanni Rubbiani, per nove anni chitarrista e compositore dei Modena City Ramblers, tuttora collaboratore nei lavori solisti di Cisco. Accanto a lui va segnalata la presenza di Jyoti Guidetti, cantante italo-indiana di grande talento, in grado di posizionarsi ad un ipotetico crocevia fra Meg e Carmen Consoli. "Babelizm", coniugando Bollywood e Pianura Padana, racconta la città meticcia del nuovo millennio, digitale e tribale al tempo stesso, dove il crossover di linguaggi e multi etnicità genera storie di una umanità in continuo movimento. (Claudio Lancia 6,5/10)


bavieriEMANUELE BAVIERI - Cantami O Musa (2012, Videoradio)

Il lucchese Emanuele Bavieri con il suo secondo lavoro "Cantami O Musa" si avventura in territori sonori in bilico tra canzone d'autore e prog, folk mistico e musica da camera. Con spirito colto e raffinato, l'autore toscano firma un album che si segnala per la ricercatezza barocca degli arrangiamenti (in questo assistito da Massimiliano Giusti), a sostegno di testi molto densi (forse sin troppo) che intrecciano melodramma erudito e metafisica, esegesi biblica e citazioni letterarie (frequenti anche i latinismi). La grande eleganza compositiva, a volte ingessata in un classicismo troppo solenne (si senta la traccia eponima), regala qua e là comunque scorci di preziosa delicatezza (la lunga "Nuvole", "La Strada Per Dio"). (Francesco Giordani 6.5/10)


gnutGNUT - Il Rumore Della Luce (2011, Metatron)

Gnut è Claudio Domestico, cantautore napoletano nato nel 1981 e giunto al suo secondo album, realizzato in trio e con alcune collaborazioni tra cui quelle di Mauro Pagani e Rodrigo D'Erasmo. "Il Rumore Della Luce" passa con naturalezza tra un un folk in italiano molto delicato, nel quale la chitarra acustica è spesso arpeggiata e i suoni che saltuariamente l'accompagnano, così come la voce, sono soffici e rilassati, ed episodi più robusti, con un ritmo molto più in evidenza. Il bello di questo disco è che descrizioni come quelle appena svolte potrebbero essere applicate a centinaia di altri lavori, ma poi ascoltando i brani nel concreto si coglie l'abilità di Gnut nel trovare una propria via alla canzone d'autore moderna, che non si fa mancare uno sguardo verso il passato ma sa apportate con gusto elementi più attuali nel suono, nel cantato e nei testi. Un album che, quindi, nel complesso, ha qualcosa da dire riuscendo anche ad essere godibile; peccato solo che al suo interno non ci sia quella canzone capace di far fare il classico salto sulla sedia all'ascoltatore: il livello è costantemente discreto ma non si eleva mai su un piano più alto. Poco male, l'ascolto è comunque interessante e consigliato, per trovare una maggior incisività c'è tempo. (Stefano Bartolotta 7/10)


doppiakDOPPIA K - Era Dell'Acquario (2012, Carlito's Prod)

Il movimento rap in Italia è vivo e vegeto: oltre agli straripanti successi ottenuti lo scorso anno da giganti quali Fabri Fibra, ci sono molte nuove leve che si muovono nel sottosuolo. Doppia K, da Bergamo, sta nel mezzo: non è ancora mainstream, ma neppure un novellino. Attivo dal 1995, nel 2012 azzecca un disco che potrebbe lanciarlo definitivamente nell'olimpo dell'hip-hop nazionale. "Era Dell'Acquario" è un tipico lavoro di rap italiano, con la loquacità che da sempre contraddistingue il genere, rime che si rincorrono, fotografie dei giovani di oggi e degli amici dei giovani di oggi. Bella scrittura, profonda e divertente, vedute metropolitane, riflessioni ondivaghe sul nostro presente, intelligenti focus sui consumistici simboli dei nostri giorni (SUV, feste esclusive, belle donne) ma anche fermezza nel sottolineare il negativo del quotidiano ("Il velo di Maya"). Ospiti in alcune tracce Klaudya2K (determinante nel ritornello di "Salvami"), Joe Cagliostro ed Il Bepi. Undici tracce che consentiranno a Doppia K di ritagliarsi una maggiore visibilità rispetto al passato, con buona pace di chi dava fino ad un paio d'anni fa il rap di casa nostra in coma irreversibile. (Claudio Lancia 6/10)


parsecPARSEC - Reset Ep (2011, Mocambo)

Nuovo quartetto con base a Bologna, Parsec debutta con l'Ep prevalentemente strumentale "Reset", nel solco del post-rock Slint-iano e del post-metal catartico e inquieto di Isis e Pelican. "Goya" inietta qualche sostrato elettronico in una landa Black Sabbath-iana, mentre una più udibile soundscape di synth detta solennemente l'impeto in luogo della chitarra in "Zenit", con un intermezzo imitativo dei June Of '44 e la voce che si limita ad annunci al megafono. I Parsec stentano a scaricare a dovere l'ira di cui si caricano, che invece rimane circolare. Eccezione la fa la title-track, una progressione in crescendo in due parti, che raggiunge momenti di verace epicità. "Monty Brogan" dà purtroppo troppo spazio al testo declamato, ma in compenso aggiunge una simil-viola perpetua alla Velvet Underground. "Mahatma" propone un leggero allargamento della loro tavolozza con un minuto e mezzo di cupa introduzione di mormorii e echi sparuti; quindi il basso in stile Tool di "Lateralus" avvia lentamente un nuovo crescendo tempestoso. Poetico, un po' plumbeo apologo sulle possibilità della nuova forma strumentale (qui atmosferica più che viscerale), con briciole di originalità fatte fruttare con dovizia. Interplay virtuosistico e quattro giovani musicisti dotati. (Michele Saran 6/10)


spieziaMARCO SPIEZIA - Smile (2012, Screenplay)

In attesa del suo primo attesissimo album, Marco Spiezia pubblica in questi giorni una gustosa anteprima che prende le sembianze di un EP composto da tre tracce. Spiezia suona la chitarra, canta e compone queste canzoni iper trascinanti, coinvolgendo l'ascoltatore in un frenetico vortice swing folk divertente e danzabile. Da sottolineare il cantato in un inglese sicuro e credibile, figlio della lunga permanenza londinese di Marco. Accanto a lui si muovono Luca Taurmino alla batteria e Danilo Asturi al basso. Fra ska suburbani e quadretti irresistibilmente retrò, "Smile", "Scaramouche" ed "Apple Tree" scorrono veloci e godibili. Abbiamo finalmente scoperto i Gogol Bordello di casa nostra? (Claudio Lancia 6/10)

Playlist
LULLABIER - Mai Nulla Di Tropo (2011, ViVeriVive)
FABRIZIO PIEPOLI - Autumn Sessions (2011, autoprodotto)
PSYCHO KINDER - Psycho Kinder (2011, autoprodotto)
MEZZALA: Che Fine Faremo Ep (2012, The Prisoner)
BABEL - Babelizm (2012, Lo Scafandro/UPR/Edel)
EMANUELE BAVIERI - Cantami O Musa (2012, Videoradio)
GNUT - Il Rumore Della Luce (2011, Metatron)
DOPPIA K - Era Dell'Acquario (2012, Carlito's Prod)
PARSEC - Reset Ep (2011, Mocambo)
MARCO SPIEZIA - Smile (2012, Screenplay)
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