Rivulets


Rivulets

Spirito sofferente o innamorato?

intervista di Andrea Vascellari


Nathan Amundson esordisce come "figlioccio" di Alan "Low" Sparhawk, il quale produce i suoi primi due, splendidi, album. In "Rivulets" e "Debridement", egli sussurra delicate poesie accompagnate da accordi scheletrici e lenti arpeggi di chitarra, fondendo il folk "drakeiano" allo slowcore portato alla ribalta dal suo maestro. Col successivo "You Are My Home" gli arrangiamenti si arricchiscono, grazie a numerosi collaboratori illustri tra cui Jessica Bailiff e l'ex-Codeine Chris Brokaw, conducendo l'arte di Rivulets verso una più completa forma di cantautorato. Ecco l'intervista che ci ha concesso in esclusiva.

Cominciamo dall'inizio. Un sacco di gente ha scritto che il tuo primo Lp è stato uno dei migliori debutti del decennio. Cosa ne pensi dopo otto anni?
Sono lusingato che qualcuno possa dire questo. Non ascolto molto i miei album dopo averli fatti, ma sono felice se le persone li scoprono e apprezzano tutt'oggi. Ho vissuto un bel periodo mentre componevo quel disco e ho imparato molto nel farlo.
 
RivuletsIl successivo "Debridement" è vicino alla perfezione. Inizia dicendo che c'era una presenza nella stanza, e alcuni fan suppongono che fosse lo spirito di Nick Drake... Come ti ha influenzato la musica di Drake, e quali sono le altre tue principali fonti di ispirazione?
Quella frase non è sicuramente riferita a Nick Drake. Significa piuttosto che certi luoghi sembrano infestati, o non abbastanza tranquilli. Quando ho vissuto in Alaska ho ordinato "Pink Moon" dal negozio di dischi locale. Avevo letto molto su di esso, ma non avevo idea di come potesse effettivamente suonare. Mi ha davvero rapito al momento, e lo fa ancora. E 'un disco perfetto e conciso, senza riempitivi.
Altre ispirazioni, ce ne sono troppe... Cure, Bauhaus, Smiths e Morrissey, Billie Holiday, Talk Talk e il disco solista di Mark Hollis, Swans, Codeine, Red House Painters, Low, Labradford, David Bowie, Iggy Pop & The Stooges, Big Star, Velvet Underground e Lou Reed, Robert Johnson, Rolling Stones, Sam Cooke, Zombies, Kinks, Stone Roses, un sacco di dub, soprattutto Scientist, Impact All Stars e Lee Scratch Perry e Upsetters...
La mia band preferita per gli ultimi dieci anni o giù di lì sono sempre stati gli Stars Of The Lid.
 
"Debridement" contiene una canzone intitolata "Cutter". I testi sono molto toccanti e drammatici... c'è qualcosa di autobiografico?
Sì. Mi tagliavo da bambino e fino a vent'anni. Non è una cosa che volevo incoraggiare o glorificare. Ho solo cercato di esprimere come ci si sente a essere quella persona, che ha bisogno di una via d'uscita e che vede quella come l'unica per avere un po' di sollievo.
 
Entrambi questi Lp sono stati pubblicati dalla Chairkickers' Union: l'attività di Alan Sparhawk è stata importante per te? E perché hai cambiato etichetta?
Dopo il successo dell'album "Christmas" dei Low, penso che Alan abbia deciso di pubblicare musica di altre persone oltre alla sua. Ha registrato il primo e il secondo album di Rivulets e si è offerto di rilasciarli come i primi dischi non correlati ai Low dell'etichetta. Con il declino delle vendite di cd, la Chairkickers ha perso la sua distribuzione e ha deciso di concentrarsi principalmente sulle band locali della zona di Duluth che non fanno tournée internazionali, come faccio io. Mi sono trasferito alla Important perché fanno promozione e distribuzione in tutto il mondo. Alan e io viviamo vicini e ci vediamo quando siamo tutti e due in città. Mi ha sempre supportato molto e siamo ancora amici.

Un sacco di collaboratori hanno suonato in "You Are My Home". È stato duro lavorare con tante persone?
Niente affatto. Ho scelto tutte quelle persone perché tutti fanno cose per conto loro di cui sono fan e volevo che portassero un po' della propria arte in Rivulets. E' sempre stato così con i collaboratori che ho scelto, e sono stato estremamente fortunato dato che tanti di loro hanno detto di sì.
 
Ho letto che vorresti abbandonare lo pseudonimo Rivulets per utilizzare il tuo vero nome in futuro. È vero? Può spiegarci questa scelta?
Sarei curioso di sapere dove lo hai letto, ma potrebbe essere vero. Dopo dieci anni, Rivulets è talvolta un personaggio che sono stanco di interpretare. Non che non sia io, ma è una solo una parte di me. Non è una parte di me con cui voglio vivere tutto il tempo. D'altro canto, ci sono nuove canzoni che sono state scritte molto dal punto di vista di Rivulets, su cui non mi sentirei di apporre il mio nome proprio. Quindi staremo a vedere.
 
Sul web possono essere ascoltate alcune nuove canzoni splendide ("The Road" è un esempio): stai già lavorando al quarto Lp? Quando sarà pronto?
Io sono pronto. Ma fare un album costa. Non sono mai stato interessato a fare album di Rivulets a casa su un computer portatile. Non ho fatto il musicista per fissare uno schermo di computer. Se un'etichetta o un produttore fossero disposti a fare un disco in uno studio vero e proprio con un tecnico vero e proprio (cioè non io), questo potrebbe accadere molto rapidamente. Per ora, sono in attesa.

Novità a proposito dello split album con Jessica Bailiff di cui si vocifera da un po'?
Jess e io abbiamo registrato alcune cover, ma non abbastanza per fare un album di cui saremmo felici. Alcune di queste canzoni sono uscite come singoli brani o all'interno di compilation ma per ora ognuno di noi ha altri progetti su cui sta lavorando.

 

Discografia
 Demos (Ep, Autoprodotto, 2000)
 
Rivulets (Chairkickers'Union, 2002)

7

 The Alcohol Eps (Ep, Silber, 2002)

 

 Thank You Reykjavik (Ep, Bluesanct, 2002)

 

 Glacial Dreaming (Ep, Honeyspidethree, 2002)
Debridement (Chairkickers'Union, 2003)

8

 Rivulets/Marc Gartman (Ep, Tract, 2004)
 
 You've Got Your Own (Ep, Acuarela, 2004) 
 You Are My Home (Important records, 2006)
 7,5
 Stray Songs: 2000-2010 (antologia, Autoprodotto, 2010)
 
 We're Fucked (Important records, 2011)
 6,5
 Yearlings (Ep, Autoprodotto, 2012)
 6
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

 

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Recensioni

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Yearlings

(2012 - Autoprodotto)
Una raccolta di demo inediti per chi non vuole farsi bastare "We're Fucked"

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We're Fucked

(2011 - Important)
Più conciso e diretto, il ritorno del progetto di Nathan Amundson dopo ben cinque anni

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You Are My Home

(2006 - Important)
Lo slowcore d'autore del "figlioccio" dei Low