20-21/07/2019

Lollapalooza Paris 2019

Hippodrome Paris Longchamp, Parigi


Quattro palchi: due “Main Stage”, un “Alternative Stage”, più un quarto che prende il nome dal fondatore del Festival, Perry Farrell. Location: l’ippodromo di Paris Longchamp. Evento: la terza edizione della versione francese del celeberrimo Lollapalooza, il Festival creato negli anni 90 proprio da Farrell, concepito negli Stati Uniti come itinerante, e trasposto nella versione europea come stanziale in alcune grandi città del vecchio continente. Ma partiamo dalla fine: le ore 23,50 di domenica 21 luglio, un po’ prestino per un evento di queste dimensioni, ma come da programma scendono dal “Main Stage 1” gli Strokes, ponendo il sigillo conclusivo alla ricca due giorni parigina.

La band newyorkese si è presentata in gran forma all’appuntamento francese: in poco più di un’ora ha eseguito molti dei propri classici, da “You Only Live Once” alla controversa “New York City Cops”, e dopo una quindicina di canzoni ha terminato l’esibizione con il primo hit della sua carriera, “Last Nite”, dal memorabile debutto “Is This It”. Un set breve, come da abitudine, ma che ha ampiamente soddisfatto gli oltre 90.000 spettatori che hanno gremito l’Hippodrome in questo fine settimana. Ha particolarmente stupito l’atteggiamento positivo di Julian Casablancas, mai tanto loquace e brillante. Il figlio del fondatore dell’agenzia Elite Model ha catalizzato l’attenzione scherzando con la band: “are you ready?”, chiedeva prima di quasi ogni canzone, oppure obbligando l’altro figlio d’arte, Albert Hammond Jr, a improvvisare improbabili musical sulla Ville Lumière. Julian non manca di lanciare messaggi provocatori anche al pubblico, come quando chiede divertito “Ho incrociato Chis Martin per le strade di Parigi oggi, ma non l’ho salutato! Ho fatto bene?”

Prima degli Strokes, la domenica ha visto come protagonisti Ben Harper e i suoi Innocent Criminals, che hanno scaldato un pubblico già bollente per le insolitamente alte temperature. L’esibizione impeccabile del bluesman americano si è conclusa con una straordinaria cover di “Superstition” di Stevie Wonder. In contemporanea sull’“Alternative Stage” si esibivano gli scozzesi Biffy Clyro che avrebbero meritato  – e lo spazio ci sarebbe stato – una collocazione meno conflittuale. La band di Kilmarnock, guidata dal cantante Simon Neil, ha elargito la solita performance piena di sudore e potenza, distinguendosi come uno dei migliori act di questa edizione.

Dopo gli scozzesi, sono saliti sull’“Alternative Stage” i mancuniani The 1975, che non sono riusciti a dissolvere un vago “effetto boy band”, provocato dai suoni abbastanza furbetti e da un pubblico di teenager urlanti. Fra ancheggiamenti e languide espressioni, il cantante Matthew Healy non avrebbe sfigurato tra un Robbie Williams e un Gary Barlow.

Nel pomeriggio a catalizzare l’attenzione avevano provveduto gli Shame, alle 16 in punto, orario che ha un po’ penalizzato l’efficace rock band anglosassone.

Il primo giorno del Festival, sulla carta il più debole a livello di line-up, si è per noi aperto con l’esibizione alle 15 di Ghali, tanto per metterci dentro anche un pizzico d’Italia. Ma nel tratto pomeridiano da segnalare è stata in particolare l’esibizione alle 19.30 di Tash Sultana. La polistrumentista australiana ha catturato l’attenzione dei presenti grazie alla splendida voce e alla capacità di muoversi con naturalezza fra chitarra, tromba e percussioni. Dopo di lei, è toccato al padre del Festival, Perry Farrell. Il cantante di Jane’s Addiction e Porno For Pyros, sempre in gran forma, si è esibito con la sua nuova creatura, la Kind Heaven Orchestra, una superband con un disco prodotto da Tony Visconti e la voce della splendida moglie Etty. Una performance dal taglio teatrale, che ha raggiunto il culmine nel bacio molto appassionato scambiato tra i coniugi Farrell. A chiudere in bellezza la serata del sabato ha poi provveduto il duo americano Twenty One Pilots, seguito da Martin Garrix, che ha fatto ballare tutti fino a mezzanotte e mezza.

Perfetta l’organizzazione del Festival, con orari rispettati al secondo e circa 50 artisti in cartellone che hanno coperto diversi generi musicali, dal rock al pop passando per l’hip-hop e l’elettronica. Interessante l’iniziativa “Lolla Chef”, grazie alla quale alcuni giovani cuochi francesi hanno presentato i loro “signature dishes” a prezzi molto economici. Se proprio dovessimo trovare un difetto, potremmo riscontrarlo nella line-up non completamente all’altezza del blasone di un marchio come quello del Lollapalooza, che si porta dietro un immaginario di ben altro spessore. Ma magari fra qualche anno saremo qui a decantare la bontà di questa edizione, visto che molti dei nomi in cartellone hanno tutte le carte in regola per raggiungere risultati artistici di grande livello.

In alto: Perry Farrell (foto di Pier Paolo Campo)

Scaletta

  1. 1. Strokes
  2. 2. Heart In A Cage
  3. 3. You Only Live Once
  4. 4. Ize Of The World
  5. 5. The Modern Age
  6. 6. New York City Cops
  7. 7. Under Control
  8. 8. Hard To Explain
  9. 9. I Can't Win
  10. 10. On The Other Side
  11. 11. Reptilia
  12. 12. Meet Me In The Bathroom
  13. 13. Razorblade
  14. 14. 12:51
  15. 15. Someday
  16. 16. Is This It
  17. 17. Last Nite
  18. 18. Ben Harper
  19. 19. Burn One Down
  20. 20. The Will To Live
  21. 21. Fight For Your Mind
  22. 22. Diamonds On The Inside
  23. 23. Please Bleed
  24. 24. Machine Gun
  25. 25. Juan Nelson Solo
  26. 26. Superstition
  27. 27. Biffy Clyro
  28. 28. Balance, Not Symmethry
  29. 29. Living Is A Problem Because Everything Dies
  30. 30. Howl
  31. 31. Mountains
  32. 32. Re-Arrange
  33. 33. Bubbles
  34. 34. Sunrise
  35. 35. Black Chandelier
  36. 36. Wolves Of Winter
  37. 37. Biblical
  38. 38. 9/15ths
  39. 39. That Golden Rule
  40. 40. Many Of Horror
  41. 41. Stingin' Belle
  42. 42. The 1975
  43. 43. Give Yourself A Try
  44. 44. TOOTIMETOOTIMETOOTIME
  45. 45. She's American
  46. 46. Sincerity Is Scary
  47. 47. It's Not Living (If It's Not With You)
  48. 48. Paris
  49. 49. I Like America & America Likes Me
  50. 50. Somebody Else
  51. 51. I Always Wanna Die (Sometimes)
  52. 52. Love It If We Made It
  53. 53. Chocolate
  54. 54. The Sound
  55. 55. Sex
  56. 56. Shame
  57. 57. Another
  58. 58. Concrete
  59. 59. The Lick
  60. 60. One Rizla
  61. 61. Cowboy Supreme
  62. 62. Tasteless
  63. 63. Human, For A Minute
  64. 64. March Day
  65. 65. Friction
  66. 66. Lampoon
  67. 67. Gold Hole
  68. 68. Twenty One Pilots
  69. 69. Jumpsuit
  70. 70. Levitate
  71. 71. Heathens
  72. 72. We Don't Believe What's On TV
  73. 73. Lane Boy
  74. 74. Holding On To You
  75. 75. Jump Around
  76. 76. Ride
  77. 77. Stressed Out
  78. 78. My Blood
  79. 79. Cut My Lip
  80. 80. Morph
  81. 81. Car Radio
  82. 82. Chlorine
  83. 83. Trees

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