Tra gli epigoni troviamo inoltre alcune band che stemperano l’iniziale ferocia del sound scandinavo, optando per formule più introspettive e melodiche: come i Lower, il cui debutto è uscito qualche settimana fa, i Communions o i dark-rocker Hand Of Dust, che sembrano aver fatta propria la lezione dei Gun Club; anche il terzo lavoro degli Iceage abbandona le ruvidità degli esordi in favore dell’innesto di nuove sonorità, nel complesso più “accessibili”.
Il mutamento è evidente già nell’iniziale “On My Fingers”: la voce di Elias Bender Rønnenfelt assume i tratti di un appassionato crooner, mentre i tasti di un triste piano gli fanno da contrappunto, andando a confezionare un brano dall’incedere nobile e languido.
Sembra quasi divenuto un novello Nick Cave il frontman degli Iceage: lo troviamo in questa nuova veste alle prese con epici crescendo (“How Many, “GlassyEyed, Dormant And Veiled”) e ballad noir come “Stay” e “Forever”, tra gli episodi più riusciti dell’album, con le loro atmosfere da western crepuscolare.
Altrove invece si reinventano garage-rocker dalle ascendenze country: sulle tracce dei citati Gun Club (“The Lord’s Favorite”), ma anche dei Pogues (“Abundant Living”): brani dove gli Iceage suonano poco ispirati, piuttosto “ordinari”, e viene da chiedersi il perché di una simile inversione di rotta, specie a fronte di un inizio di carriera esaltante come il loro.
Al finale, affidato alla malinconica title track, ci si arriva attraverso passaggi piuttosto impersonali, come la Cave-iana “Cimmerian Shade” o lo sghembo post-punk di “Simony”: il sound non è certo povero, tra fiati, archi e il citato piano (oltre ovviamente alla consueta sezione “rock”, chiaramente meno in evidenza del solito), ma l’amalgama nel complesso non convince fino in fondo.
“Plowing…” è un lavoro discontinuo, dove troviamo alcuni potenziali nuovi “classici” (l’opener in particolare regala più di un brivido), ma anche diversi momenti privi di carattere: agli Iceage toccherà la “prova” del quarto album per dimostrare il reale livello del loro songwriting e quindi il loro effettivo spessore.
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07/10/2014