Gomma

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Ansie e disagi della Generazione Z

di Claudio Lancia

Dalla noia della provincia a protagonista del circuito indipendente italiano, il quartetto casertano ha tratto ispirazione dai suoni degli anni Novanta per raccontare ansie, rabbia e fallimenti della Generazione Z. Miscelando alt-(post)-rock, hardcore ed emo-core in un formato canzone, dai convincenti esordi di "Toska" alla definitiva consacrazione ottenuta grazie all'acclamato "Zombie Cowboys"

I primi passi

 

I Gomma nascono a Caserta all’inizio del 2016, quando Ilaria Formisano (voce) non ha ancora diciotto anni, Giovanni (chitarre) e Matteo (basso) sono poco più grandi e Paolo (batteria) ne ha ventisei. Nel capoluogo campano non c’è molto da fare per dei ragazzi come loro, specie la sera: strade desolate, locali che chiudono presto, soprattutto nell’infrasettimanale, noia diffusa, accompagnata dall’eterno non-cambiamento, quel senso di vuoto che intrappola la mente in maniera subdola, impedendole di slanciarsi verso l’orizzonte. La provincia come stato dell’anima, come luogo fisico e metafisico, che comprime la fantasia e amplifica il disagio: non è un caso se la “provincia” storicamente ha partorito una porzione importante del nostro rock alternativo (dai piemontesi Marlene Kuntz ai siciliani Uzeda), specie quello più crudo e sincero, proprio perché libero da quelle interferenze metropolitane che tendono a stereotipare persino le inclinazioni più underground. Nella baustelliana “provincia cronica”, per ingannare il tempo fra un esame universitario e l’altro, quattro adolescenti si chiudono in sala prove, e cercano di procurarsi un’opportunità per dare concretezza ai propri sogni.

 

Tutto intorno appare desolante e fatiscente: persi fra brulle distese agricole, poli industriali abbandonati, strade statali che collegano il Mezzogiorno all’Europa e litorali cementificati, i Gomma scrivono canzoni velocemente, perché vogliono iniziare presto a suonare live. Una breve demo molto lo-fi, “Aprile”, postata sul web quasi per gioco, senza particolari aspettative, diventa un piccolo caso e viene notata da alcune etichette indipendenti. Siamo all’indomani dell’esplosione del fenomeno it-pop e le label si guardano intorno alla ricerca di giovani talenti. Michele Montagano, che gestisce la V4V, risulta agli occhi dei quattro ragazzi il più interessante. Ancora non è terminato il loro primo anno di attività ed è già pronto un secondo brano, “Sottovuoto” (il quale resterà soltanto un singolo digitale), che conferma la scelta di posizionarsi dal punto di vista stilistico fra post-punk ed emo-core, con suoni ricchi di suggestioni che rimandano agli anni Novanta. Il terzo brano a essere diffuso è “Elefanti” (accompagnato da un videoclip che diviene virale, vuoi per l’estetica tumblr, vuoi per l’inconsapevole carisma di Ilaria), il quale prelude alla pubblicazione del primo album, realizzato nello spazio di poche settimane, che vedrà la luce a gennaio del 2017.

Lampi espressionisti

 

Toska è un lampo espressionista, il concentrato delle vite di quattro giovani di provincia, delle loro passioni musicali, letterarie e cinematografiche, fotografie sul male di vivere dal respiro universale. La band di Caserta mette in musica l’interiorità più profonda dell’animo umano, cercando di decodificare l’angoscia che disturba la ricerca della serenità. I riferimenti musicali sono evidenti: emo, shoegaze e post-rock, lo stesso post-rock che caratterizzò i primi passi dei Massimo Volume. E come i Massimo Volume, i Gomma utilizzano il declamato, supportato da chitarre taglienti, nelle due parti di “Alice”, brevi didascalie che aprono e chiudono il disco, scritte come se fossero parte di un audiolibro, decantate lasciandosi ispirare dallo stile di Emidio Clementi. E proprio come i Massimo Volume, scrivono una canzone che si intitola “Alessandro”, ma al neorealismo sostituiscono un’indagine sulla psiche umana, perfezionata attraverso un cantato che a tratti si trasfigura in lamento isterico, una voce che dopo essere sopravvissuta – pur se sconfitta - all’uragano sonoro, non può far altro che firmare la resa e assecondarlo.

Difficile da catalogare, con un piede nel rock alternativo degli anni Novanta e l’altro, saldissimo, nella contemporaneità, Toska mette in sequenza brani velocissimi e contundenti, che in un solo caso oltrepassano i tre minuti di durata. Le visualizzazioni aumentano, l’attività live decolla, i Gomma vengono invitati in diversi Festival sul territorio nazionale, aprono alcune date del tour di Calcutta, il rapper Rkomi usa “Elefanti” come sample per una delle sue tracce. Il disco diventa un piccolo caso nel circuito underground, convincendo critica e pubblico “alternativo”, divenendo simbolo di un nuovo rinascimento di quel versante dell’indie italiano che non intende farsi catturare dalle sirene del mainstream. Chitarre spigolose, basso minimale e gelido, percussioni narcotiche, la voce impegnata nell’ansiogena narrazione (in alcuni passaggi utilizzando lo spoken word, in altri con tono nevrotico post-hardcore) di sensazioni e vivide scene emotivamente vibranti. Sfiorano i Fine Before You Came, ma aggiungendo tratti di minimalismo e slanci di grande immediatezza. Ansiolitici brani brevi e veloci, cantati con ardore, pensati dopo essersi specchiati su quell’asfalto reso incandescente dalle giornate estive più torride: impossibile annoiarsi.

Una vacanza

 

Nel frattempo, i ragazzi continuano a scrivere e, appena possibile, a incidere nuove canzoni brucianti. Prima della fine dell’anno arriva un Ep, Vacanza, contenente tre inediti (più la versione acustica di uno di loro) che trasmettono la sensazione di una pausa, di una vacanza, per l’appunto, come se si trattasse di una giornata al mare organizzata per spezzare la routine quotidiana. Non si scorgono le cicatrici adolescenziali di “Alessandro” o la nostalgia malinconica dei due atti di “Alice”, al contrario lo scenario appare più rassicurante, almeno nei suoni. C’è una ballad acustica, le chitarre appaiono meno geometriche, distorte ma non graffianti, il canto è davvero canto, le canzoni hanno la forma di una canzone, le liriche raccontano di come liberarsi dal dolore anziché concentrarsi sul dolore stesso.
La title track svela un’inaspettata morbidezza, la struttura resta ancorata al post-rock, smussandosi in direzione June Of 44, ma con meno sbalzi sonori, fino a degenerare in una ventata emo-core assennata. A conferma di un vistoso alleggerimento del portato emotivo, interviene “Falò”, tra stop and go e riff pop-punk. Inoppugnabile la capacità narrativa dei testi, in grado di raccontare esperienza e sussulti emotivi. “Foresteria”, pur conservando le immagini liriche (con un sottile cenno a Rimbaud), si allinea più sommessamente al filone Gazebo Penguins/ Management del Dolore Post Operatorio. Chiude l’Ep un carboncino acoustic emo-core realizzato in coppia con Generic Animal, che riprende “Falò” ricostruendo la conversazione fra i personaggi nella forma di un duetto.
Vacanza sottolinea e conferma l’immediatezza espressiva della band, svelandone le qualità nel gestire un alt-rock più “disteso”, sollevando al contempo l’asticella dell’hype per il disco successivo, che saprà recuperare le ispirazioni e il carattere di Toska, tornando a irrompere prepotente come un sisma sulla scena indipendente nazionale.

Fra fantasmi e labirinti

 

Messi a dura prova da due anni intensissimi, i Gomma attraversano il 2018 vittime di una sorta di crisi di rigetto. C’è un allontanamento, si rischia la prematura disintegrazione di una bella storia sbocciata in provincia e rapidamente assurta a fenomeno di rilievo nazionale. Poi, per fortuna, tutto si ricuce, grazie a una provvidenziale e-mail dai toni concilianti, inizialmente trascurata per qualche settimana. Per questo motivo Sacrosanto, pubblicato a gennaio del 2019 e anticipato da tre singoli che lasciano ben sperare, assume le caratteristiche di una vera e propria ripartenza. Torna a scoccare la scintilla e i quattro trovano l’energia per sviluppare spunti inediti. La voce di Ilaria si adagia sulle chitarre, che non riescono a celare l’ammirazione per i primi Verdena e arricchiscono un songwriting in grado di rappresentare l’immaginario della Generazione Z.
Racconti che procedono per rapidi flash, poche parole ma tutte indispensabili, battendo la noia puntando sul tempo, perché oggi la sintesi è un dono, e il minutaggio di queste dieci tracce sposa alla perfezione tale estetica, lasciando fuori dalla porta le aperture melodiche che caratterizzarono “Vacanza” o “Elefanti”, le piccole hit del circuito indie che forse i ragazzi preferirebbero non aver mai scritto. C’è maggior pulizia generale nei suoni, perché il quartetto ambisce a una platea più ampia, ma le costruzioni musicali si fanno intransigenti, sputate fuori tutte d’un fiato. Capacità narrativa e chitarre spigolose, ma con una forza ancor più dirompente, come se andare al massimo fosse l’unico modo per sopravvivere e restare uniti.
Dentro Sacrosanto i Gomma raccontano di presenze fantasmatiche, di case labirintiche, di volti schiacciati a terra, di strade che separano, e anche se verso il finale la formula tende un tantino a ripetersi, risalta la capacità di architettare un lavoro in grado di porsi al contempo claustrofobico e liberatorio, e il ritornello di “Verme” ne costituisce un “luminoso” esempio.

Consacrazioni

 

Raccolti sinceri consensi, i Gomma si ritrovano ad affrontare due anni di pandemia senza la possibilità di portare in tour le proprie canzoni in maniera continuativa. Ne approfittano per lavorare al disco successivo, il proverbiale e fatidico terzo album. Zombie Cowboys vede la luce a gennaio del 2022. La voce è maturata, l’energia è sempre presente, ma più controllata, direzionata là dove serve davvero, per non sperperare neanche un grammo di dinamite. La visione diviene più nitida: quel che prima restava poco a fuoco, inondato dal furore post-adolescenziale, ora si fa studiato, ragionato. Il risultato è sempre dirompente, ponendosi in continuità con quella linea immaginaria che parte dai Marlene Kuntz (ma in molti frangenti le linee vocali ricordano gli Scisma), passa attraverso i Verdena e raggiunge i Fast Animals And Slow Kids di “Hybris”, rinnovando lo spirito di quell’alternative-rock dal piglio chitarristico che ha marchiato a fuoco gli anni Novanta (e successivi) italiani. Tutto molto emo-core, ma soprattutto molto emo-tivo.
Il fuoco continua ad ardere nell’esemplare “Santa pace”, che si pone in continuità con “Santa Messa”, la chiusura del disco precedente. La spina dorsale del disco è formata dalle contundenti “Guancia a guancia”, “Louis Armstrong”, “7”, “Iena” e “Mastroianni”, nelle quali i toni restano tesi, drammatici, anche perché parte del materiale è stato scritto durante il lockdown. Specie nella seconda parte il lavoro mostra un mood molto più variegato del solito, per la presenza di composizioni morbide e introspettive, “Sentenze” e “Venezia”, costruite puntando su una forma di indie-pop efficace ma sommesso, dai piacevolmente inattesi contorni dreamy. Ma anche i nuovi Gomma non intendono mai lenire l’oscurità che esonda da ciascun verso, producendo un’eccellente sintesi fra immediatezza e complessità, fra dolcezza e ruvidità.

Il 27 giugno 2022 i Gomma vengono scelti per aprire il concerto che vede i Pixies protagonisti nella prestigiosa cornice della Cavea, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. “Le aperture non sono mai facili”, dirà Ilaria verso la fine di un set condotto con impressionante veemenza, mezz'ora sotto un cielo nuvoloso che all’imbrunire cerca invano di stemperare la terribile afa dell’estate più calda di sempre.
I suoni guitar oriented dei Gomma attingono dal miglior rock alternativo italiano degli anni 90, i medesimi che furono influenzati in maniera decisiva proprio dai Pixies. Apire un concerto per loro è senz’altro una grossa responsabilità, ma al contempo rappresenta anche un’investitura ufficiale, per chi in breve tempo, nello spazio di soli tre album, ha saputo crearsi una reputazione, grazie alla scrittura di piccoli instant classic del circuito indipendente nazionale.

Contributi fotografici di Ida Russoniello (foto in alto) e Alessandro Pascolo

Gomma

Ansie e disagi della Generazione Z

di Claudio Lancia

Dalla noia della provincia a protagonista del circuito indipendente italiano, il quartetto casertano ha tratto ispirazione dai suoni degli anni Novanta per raccontare ansie, rabbia e fallimenti della Generazione Z. Miscelando alt-(post)-rock, hardcore ed emo-core in un formato canzone, dai convincenti esordi di "Toska" alla definitiva consacrazione ottenuta grazie all'acclamato "Zombie Cowboys"
Gomma
Discografia
 Toska (V4V/Controcanti, 2016)

7

 Vacanza (Ep. V4V, 2017) 6,5
 Sacrosanto (V4V, 2019) 6,5
ZOMBIE COWBOYS (V4V/Controcanti, 2022)8
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Streaming
Sottovuoto
(videoclip, 2016)
Elefanti
(videoclip da Toska, 2017)
Vacanza
(videoclip da Vacanza, 2017)
Verme
(videoclip da Sacrosanto, 2019)
Fantasmi
(videoclip da Sacrosanto, 2019)
Tamburo
(videoclip da Sacrosanto, 2019)
Come va, Paolo
(videoclip da Sacrosanto, 2019)
Guancia a guancia
(videoclip da Zombie Cowboys, 2022
Iena
(videoclip da Zombie Cowboys, 2022)
Mamma Roma
(videoclip da Zombie Cowboys, 2022)
Sentenze
(videoclip da Zombvie Cowboys, 2022)
Gomma su OndaRock
Recensioni

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ZOMBIE COWBOYS

(2022 - V4V/Controcanti)
Tornano i casertani con un album che ne mostra l’acquisita maturità artistica, senza rinunciare ..

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Sacrosanto

(2019 - V4V)
Grandi conferme dal quartetto casertano emo-core, giunto al traguardo del secondo album

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Toska

(2017 - V4V/Controcanti)
L'esordio della band campana, nel solco del miglior post-rock italiano

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(2017 - V4V)
Dopo un debutto con carattere, il quartetto campano si concede un mini-disco di riposo

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