My Bloody Valentine: ritorno live dopo 7 anni – Guarda il video e la scaletta

20-11-2025

In preparazione al primo show ufficiale dopo sette anni, in programma sabato alla 3Arena di Dublino, i My Bloody Valentine hanno rotto il silenzio con un live a sorpresa mercoledì sera. L’appuntamento, inizialmente previsto in una piccola venue cittadina, è stato spostato al National Stadium dopo l’improvvisa impennata della richiesta, portando la capienza a circa duemila persone. L’ingresso del pubblico è però slittato fino alle 21, a causa di problemi tecnici con lo scanner dei biglietti; quando è apparso chiaro che la situazione non si sarebbe sbloccata, gli organizzatori hanno deciso di far entrare tutti senza ulteriori controlli.

Guarda un video tratto dallo show.

 
 
 
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Nessuna novità in scaletta, nonostante le aspettative della vigilia, ma la band ha comunque regalato un momento speciale eseguendo per la prima volta dal vivo “Off Your Face”. Qui la setlist completa:

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Con il concerto di sabato prenderà il via un breve giro nel Regno Unito, con date a Manchester, Londra e Glasgow. A febbraio il gruppo volerà in Giappone, mentre il ritorno sul palco successivo è previsto solo a giugno al Primavera Sound.

L’ultimo album in studio dei My Bloody Valentine risale al 2013. Shields aveva più volte accennato a nuovi progetti che però non si sono mai concretizzati, tra questi un Ep, poi un album che sarebbe dovuto uscire nel 2018 e due Ep previsti per il 2019. Nel 2021, un video promozionale aveva preannunciato una serie di ristampe del catalogo del gruppo irlandese, seguito dall’annuncio della firma con Domino Recording Company. La discografia dei My Bloody Valentine è stata quindi disponibile sulle piattaforme streaming, con ristampe in cd e Lp a seguire.

I My Bloody Valentine sono tra i pionieri dello shoegaze. Germogliato in Inghilterra sul finire degli anni 80, nacque con il preciso intento di sperimentare nuovi suoni, giocando gran parte della propria estetica sul ruolo delle chitarre, e in particolare dell’effettistica a loro applicata. Un suono “rumoroso” ma avvolgente, che sapeva essere confortevole per tutti coloro che sentivano il bisogno di abbandonarsi tra grovigli di suoni, non sempre perfettamente distinguibili, e voci che non di rado si perdevano sullo sfondo. Molteplici le declinazioni, dalle più “pop” alle più angoscianti, ma poche le formazioni che riuscirono a guadagnarsi una certa notorietà al di fuori della nicchia d’appartenenza. La stagione shoegaze non durò molto, e l’avvento in terra d’Albione del britpop contribuì nel giro di pochi anni a farla tramontare anzitempo. Ma i germi continuarono a essere presenti sottotraccia, tanto da identificare per sempre quel particolare wall of sound costituito da vere e proprie cascate di suoni, opera di chitarristi ricurvi sulle pedaliere, intenti a fissare non tanto le proprie scarpe (da qui il nome, a volte usato in maniera dispregiativa dai detrattori del genere) quanto i livelli di distorsori, delay e riverberi.

OndaRock ha sempre seguito con estrema attenzione sia i classici dello shoegaze – non a caso una delle nostre più recenti pietre miliari è “Ferment” dei Catherine Wheel – sia gli acclamati ritorni delle band storiche (My Bloody Valentine, Slowdive, Ride), sia le tendenze più recenti, spesso non a caso – ma a volta un po’ troppo frettolosamente – catalogate sotto il termine “nu-gaze”. Vi proponiamo volentieri, quindi, questa classifica dei migliori dischi shoegaze rilanciata dal magazine Pitchfork (qui il servizio completo), che nell’introduzione definisce il genere come “un luogo dove esplorare i limiti estremi della texture della chitarra”. Fateci sapere cosa ne pensate e magari confrontatela con la nostra “Top 50 shoegaze”.

50. Xinlisupreme – Tomorrow Never Comes

49. All Natural Lemon & Lime Flavors – Turning Into Small

48. Nothing – Tired Of Tomorrow

47. The Telescopes – Taste

46. Lovesliescrushing – Bloweyelashwish

45. Drop Nineteens – Delaware

44. Autolux – Future Perfect

43. The Veldt – Afrodisiac

42. Adorable – Against Perfection

41. Starflyer 59 – Gold

40. Curve – Doppelgänger

39. Windy & Carl – Antarctica (The Bliss Out, Vol. 2)

38. A Place To Bury Strangers – A Place To Bury Strangers

37. Asobi Seksu – Citrus

36. Bowery Electric – Bowery Electric

35. A Sunny Day In Glasgow – Ashes Grammar

34. Pale Saints – In Ribbons

33. The Brian Jonestown Massacre – Methodrone

32. Alcest – Souvenirs D’un Autre Monde

31. Ulrich Schnauss – A Strangely Isolated Place

30. Blonde Redhead – 23

29. Medicine – Shot Forth Self Living

28. Bardo Pond – Amanita

27. Lush – Spooky

26. Flying Saucer Attack – Further

25. The Boo Radleys – Giant Steps

24. Lilys – In The Presence Of Nothing

23. Catherine Wheel – Ferment

22. M83 – Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts

21. Pale Saints – The Comforts Of Madness

20. Jesu – Jesu

19. Curve – Pubic Fruit

18. Kitchens Of Distinction – Strange Free World

17. Chapterhouse – Whirlpool

16. Mercury Rev – Yerself Is Steam

15. Swervedriver – Raise

14. My Bloody Valentine – M B V

13. Seefeel – Quique

12. Slowdive – Pygmalion

11. Swirlies – Blonder Tongue Audio Baton

10. Swervedriver – Mezcal Head

9. Catherine Wheel – Chrome

8. Lush – Gala

7. Slowdive – Just For A Day

6. The Verve – A Storm In Heaven

5. Ride – Going Blank Again

4. My Bloody Valentine – Isn’t Anything

3. Ride – Nowhere

2. Slowdive – Souvlaki

1. My Bloody Valentine – Loveless