Ariana Grande

positions

2020 (Republic) | trap-pop

Pochi eventi politici al mondo catturano l'attenzione come le elezioni presidenziali americane. Lo sanno bene le varie celebrità del mondo della cultura e dello spettacolo, che puntualmente trasformano l'evento in una sorta di Met Gala della politica più mondana e sloganista. E lo sa bene anche Ariana Grande, che a questo giro ha strategicamente rilasciato il singolo "positions" con la chiara intenzione di far presenza in classifica (possibilmente in vetta) durante la settimana del fatidico 3 novembre 2020. Nel video allegato, troviamo la nostra eroina nei panni del boss della Casa Bianca, intenta a dividersi tra il mandare avanti la nazione e sporcarsi le mani in cucina, una retorica di totalizzante empowerment che tanto sta piacendo a democratici e clintoniane di ferro. 
Certo il pezzo di per sé, per quanto sicuramente carino e orecchiabile, non è esattamente il singolo più accattivante rilasciato dalla Nostra, anzi gioca sicuro su quella formula di trap-pop da lei stessa inaugurata con "Sweetener" e poi messa a punto in "thank u, next".
Che Ariana si sia incagliata proprio sul più bello? Forse sì, ma per il momento il gioco vale ancora la candela.
 
Con "positions" ci troviamo di fronte a quattordici nuove esplorazioni di leggiadro ma pungente pop contemporaneo, condotto dal soprano leggero di Ariana con maestria ormai navigata. Niente di troppo nuovo quindi, ma in svariati frangenti la cura al dettaglio fa tutta la differenza; svolazzanti archi pizzicati e un inusitato svolgimento armonico a cavallo tra jazz e musical fanno dell'apertura di "shut up" uno squisito divertissement, mentre sulla successiva "34 + 35" lo stesso delicato quartetto d'archi viene inchiodato a un perno trap e il risultato contrasta a meraviglia con liriche in verità alquanto spinte ("can you stay up all night/ fuck me till the daylight" - alla faccia delle pose da presidente).
La melodiosa voce di Weeknd s'insidia di soppiatto in "off the table", pezzo che certo non eguaglierà mai il successo del loro vecchio duetto "Love Me Harder" ma che calza a pennello con l'organico del qui presente album. Tremendamente accattivante poi "my hair", una sorta di boogie al rallentatore condito da lascivi incastri lounge reminescenti dell'ultima Robyn, e ancor più divertente è "love language", con girandoline di violini anni 50 e sofficissimi punteggi di tastiera. Immancabile il solito occhiolino alle confetture r&b di Mariah Carey fine anni 00 ("six thirty").
Encomiabile il finalone di "pov", dove Ariana riesce mirabilmente a sgonfiare un maestoso crescendo armonico da power ballad tramite cascatelle di accordi in discesa, risultando in un pezzo intimo ed emotivo ma alquanto parco di quel saccarosio che normalmente abbonda a palate nel genere.
 
Certo "positions" offre sempre qualche momento di ordinaria amministrazione tipico dello stile ("just like magic", "west side", una "safety net" svezzata comunque dalla rauca voce di Ty Dolla $ign), ma nel complesso non mostra mai dei veri e propri cali.
Peccato giusto per l'attesissima "motive" in coppia con la chiacchierata Doja Cat, che purtroppo delude le aspettative: il ritmo dance è sicuramente accattivante, ma la sinergia tra le due ha un che di telefonato, la linea melodica non decolla mai e il risultato non doppia minimamente quella palleggiante "Rain On Me" di Lady Gaga sulla quale la stessa Ariana era ospite pochi mesi fa.
 
In un'epoca in cui i social hanno accelerato il rifrullo delle mode a ritmi supersonici, Ariana s'è presa la libertà di realizzare addirittura una trilogia di dischi dai toni simili. Una mossa che per qualunque altra giovane popstar sarebbe un suicidio, ma che nel suo caso sta funzionando, almeno dal punto di vista qualitativo: in questi anni di onnivora confusione stilistica e innesti meticci, Ariana ha coniato forse la fusione più "pura" e riconoscibile tra trap, pop e r&b, e in questo preciso momento può ancora prendersi la libertà di giocarci sopra senza correre il rischio di suonare immediatamente antiquata.
"positions", dunque, funziona in virtù delle sue buone canzoni e del tocco di un'autrice terribilmente a proprio agio nel suo ruolo di Sciantosa d'America, capacissima di distinguersi all'istante da altri meritevoli nomi d'alta classifica, come Billie Eilish, Dua Lipa e Selena Gomez.
Certo però c'è da sperare che dal prossimo album anche Ariana trovi il modo di rinnovare la proposta verso qualcosa di veramente nuovo, stando sempre ai social il suo stesso pubblico sta già mostrando qualche primo segno d'insofferenza. La carriera fino a oggi dimostra comunque una notevole crescita durante il corso di ben sei album di studio, con ogni speranza Ariana è qui per rimanere ancora a lungo.

(30/10/2020)



  • Tracklist
  1. shut up
  2. 34 + 35
  3. motive feat. Doja Cat
  4. just like magic
  5. off the table feat. The Weeknd
  6. six thirty
  7. safety net feat. Ty Dolla $ign
  8. my hair
  9. nasty
  10. west side
  11. love language
  12. positions
  13. obvious
  14. pov


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