Paolo Benvegnu'

Dell'odio dell'innocenza

2020 (Black Candy) | songwriter, alt-pop

Paolo Benvegnù, fra quanto assemblato con gli Scisma e quanto realizzato nel corso della propria carriera solista, si è guadagnato un posto stabile fra i cantautori più sensibili e talentuosi della stagione di mezzo, quelli affermatisi cronologicamente dopo gli intoccabili degli anni Sessanta e Settanta, ma prima di tutti coloro che oggi potremmo riconoscere come “giovani”. Uno di quei nomi che meriterebbero un trattamento speciale in qualsiasi enciclopedia della musica italiana. Eppure Paolo, persona simpatica, disponibile e loquace, non è mai riuscito a raggiungere un livello di popolarità degno del proprio ricco catalogo. E ogni volta che pubblica una nuova raccolta di canzoni fatichiamo a comprenderne i motivi.

Ogni suo lavoro ha forti radici su un’ormai riconoscibile vena poetica, ma la bellezza non si ferma ai testi, arrivando a contagiare sia le trame musicali che gli arrangiamenti. Di ritorno dai viaggi interstellari di “H3+”, affrontati dopo aver visitato le stanze di “Earth Hotel”, ecco pronto “Dell’odio dell’innocenza”, il quale non fa eccezione, proseguendo una sequenza di progetti dal grandissimo spessore. Un disco come al solito elegante e ricercato, che ha il merito di spingersi verso una maggiore accessibilità, senza mai rinunciare a nessuna delle caratteristiche che hanno sin qui permeato il percorso del cantautore lombardo. L’odio: un sentimento; l’innocenza: uno stato dell’essere umano; ma nel disco si parla, e tanto, d’amore.

Il cambio di etichetta (da Woodworm a Black Candy) non incide sulla qualità dei contenuti. Il campionario è come al solito variegato: si va dall’instant classic senza peli sulla lingua “Pietre” (c’è chi non a torto ha avvicinato certi passaggi strumentali ai Radiohead di “Ok Computer”) a quella dolcezza retro che lambisce il mood d’antan à-la Mauro Ermanno Giovanardi in “Non torniamo più”, dagli arpeggi elettro-acustici (di nuovo c’è qualcosa che ricorda la band di Thom Yorke) di “Infinito 1” e “Infinito 3” al passo epico da rock band di “La soluzione”. Per terminare, quasi sottovoce, sulle note di “InfinitoAlessandroFiori”, dove dentro possiamo trovare tracce tanto di un Dell’Era (un altro di quelli della “stagione di mezzo”) quanto di un Alberto Ferrari senza chitarre elettriche (uno di quelli più giovani e alternativi).

Paolo Benvegnù è un artista davvero virtuoso, una grandissima ricchezza del cantautorato italiano, che con “Dell’odio dell’innocenza” è entrato nella cinquina in lizza per vincere la Targa Tenco 2020.

(26/06/2020)

  • Tracklist
  1. La nostra vita innocente
  2. Pietre
  3. Infinito 1
  4. Nelle stelle
  5. Infinito 3
  6. La soluzione
  7. Altre ipotesi sul vuoto
  8. Animali di superficie
  9. Infinito 2
  10. Non torniamo più
  11. InfinitoAlessandroFiori


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