Mary Timony

Untame The Tiger

2024 (Merge)
garage-pop, alt-folk

L’ultima volta che abbiamo incrociato il nome di Mary Timony è stato giusto un annetto fa, in occasione dell’esordio degli Hummered Hulls, progetto post-hardcore rimasto sconosciuto ai più, nel quale Mary suona il basso, una sorta di supergruppo della scena underground americana, con in line-up il fratello di Ian MacKaye e il batterista dei Titus Andronicus. Prima di quell’esperienza la Timony è stata una presenza determinante sia nelle Ex Hex che nel breve sussulto Wild Flag, condiviso con 2/3 delle Sleater-Kinney; prima ancora si era ritagliata un ruolo da protagonista con Spells, Helium e Autoclave. “Untame The Tiger” rappresenta invece il quinto lavoro finora diffuso a suo nome, prima escursione solista da quindici anni a questa parte, risultato di un biennio difficile, durante il quale Mary ha dovuto accudire i genitori malati, scomparsi di recente, e ha vissuto l’interruzione di una consolidata relazione sentimentale. Per questi motivi “Untame The Tiger” rappresenta in qualche modo una ripartenza.

Su un solido impianto classic-rock, la Timony innesta un personale crossover di generi, accostando soluzioni non di rado inusuali, in maniera anche audace, a cominciare dall’apertura affidata a “No Thirds”, traccia dal respiro seventies folk-rock, con incursioni orchestrali a conferire un senso di grandeur. Più che lungo quei sentieri rumorosi più volte battuti in passato, ci si ritrova dalle parti di Lucinda Williams: nulla di strano, visto che questo è l’anno in cui persino dive del calibro di Beyoncé e Lana Del Rey hanno annunciato di volersi confrontare con sfide country oriented. Ma giusto il tempo di passare alla traccia successiva ed ecco che la spigolosa “Summer” ci tele-trasporta nel bel mezzo degli anni Novanta più sghembi, visualizzati alla perfezione per mezzo di un incipit mutuato dai Nirvana di “Rape Me”. Poco più avanti le medesime influenze modellano “Don’t Disappear”, costruita su intrecci chitarristici figli di Pixies e Sonic Youth.

Una chitarra indie che si cimenta negli intarsi previsti dall’immaginario American alt-folk affiora in “The Guest”, in “The Dream” e nel primo singolo “Dominoes”, un affare elettro-acustico midwest style, immerso però nei Rolling Stones di “Exile On Main Street”. La title track è invece uno strano ibrido di diretta ispirazione Wilco, che approda a destinazione dopo un’intro strumentale dal sapore psichedelico, impronta che ritorna nella jam posta a prolungamento della coda di “Looking For The Sun”.
Verso il finale “The Dream” e “Not The Only One” si trascinano più stancamente rispetto al resto del menù, ma l’ambizioso garage-pop contenuto in “Untame The Tiger” - pur arrivando dopo oltre trent’anni di carriera – si dimostra un ottimo punto di partenza per andare alla (ri)scoperta dell’universo di Mary Timony. Per rimettere in ordine, come le tessere di un puzzle, la selva di collaborazioni che l’hanno resa un’icona sincera del circuito indipendente nordamericano.

29/02/2024

Tracklist

  1. No Thirds
  2. Summer
  3. Dominoes
  4. Looking For The Sun
  5. The Guest
  6. Don’t Disappear
  7. The Dream
  8. Untame The Tiger
  9. Not The Only One




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