Midge Ure

Midge Ure

Ultravox, Live Aid e altre storie

intervista di Paola Romano
BELFAST - Midge Ure è stato il leader degli Ultravox, una delle band di punta del rock elettronico britannico degli anni '80. Dopo una serie di album solisti, è balzato alle cronache per il successo di Breathe, lanciato da un noto spot pubblicitario. Lo abbiamo incontrato a Belfast, durante il Festival musicale delle Falls. Inevitabile tornare con la mente a Live Aid, il grande concerto del 1985 per la fame nel mondo, che Midge Ure organizzò insieme al collega Bob Geldof, coinvolgendo U2, Sting, Paul Weller, Queen, David Bowie, Paul McCartney e tanti altri. Ma ci sono ancora nel rock le motivazioni che resero possibile quel progetto? "Sì, anche subito dopo Live Aid ci ripetevamo che potevamo organizzarne un altro. Non riesco a vedere il motivo per cui non potrebbe accadere di nuovo. Ci sono ancora ragioni sufficienti nel mondo. L'Africa, con i suoi problemi, è sempre lì. La questione della fame nel mondo è ancora irrisolta. E ci sono delle nuove band di talento in giro. La gente, però, dovrebbe avere la stessa spinta ideale di allora. C'era qualcosa di magico, sarà difficile ricrearlo".

La causa umanitaria in quel caso fu determinante. Ma anche il fatto che tutto il mondo del rock vi fosse rappresentato ebbe un peso. Nel nuovo millennio pensi il rock abbia ancora lo stesso potere?
Certo che la "causa" fu importante, ma è anche vero che il rock è cambiato. Oggi c'è la dance, non devi cantare canzoni impegnate politicamente, c'è il ritmo, ci sono i suoni elettronici. A Live Aid c'erano le canzoni. Si voleva sentire "We will rock you" dei Queen o Sting cantare "Message in a bottle". Oggi invece è diverso. Per la musica orientata verso la dance devi conoscere la band. Devi essere dentro la musica dei Chemical Brothers, o dei Propellerheads o dei Prodigy. Altrimenti non ha alcun valore per te.

Hai citato i Chemical Brothers, pensi che siano in qualche modo debitori della musica degli Ultravox?
Non lo so. È innegabile che molti abbiano adottato il sintetizzatore a causa dalla musica degli Ultravox di 15 anni fa. Io stesso non posso negare di aver preso un sintetizzatore perché affascinato dai Kraftwerk (la band tedesca antesignana della elettro-dance). Volevo riprodurre musica elettronica, quei meravigliosi rumori e suoni. Come in ogni genere musicale, c'è sempre chi ha un ruolo di stimolo e buone idee, come Fatboy Slim o Chemical Brothers. C'è poi anche del pop europeo terribile. Fu più o meno la stessa cosa con il punk: avevi i Sex Pistols e i Clash, ma poi spuntarono delle band che copiavano e basta. Stesso discorso nella dance: hai grandi band del calibro dei Massive Attack ma anche tanta spazzatura.

Quello che è accaduto a "Breathe", la tua canzone del '96 lanciata da uno spot della "Swatch", può essere indicativo del fatto che la pubblicità sia divenuta ormai un nuovo veicolo di comunicazione anche per la musica?
Quello che l'industria musicale sta facendo ora è: prendere un album di un artista, farne un video da far vedere su Mtv o Diva o quant'altro. Per lanciare il tuo album devi fare poi pubblicità, quindi spendere centinaia di milioni. Andare in tv per fare pubblicità ti costa una fortuna. Solo artisti che sanno di poter vendere cinque milioni di copie se lo possono permettere. Ci sono poi agenzie che gestiscono la pubblicità della Levi's, della Swatch ecc. Sono compagnie che puntano su sensazioni positive e su una buona immagine e che quindi vogliono usare una musica specifica. Sono venuti da me e mi hanno detto: "La Swatch vuole usare la tua musica". Se la radio si rifiuta di mandare in onda il pezzo, se Mtv non vuole mostrarne il video, perchè mai non accettare? Così ne hanno fatto un video, con delle immagini fantastiche, perfettamente adatte alla mia musica. Fino ad allora c'era un disco, che aveva ben due anni. E che nessuno aveva avuto la possibilità di ascoltare, perché la radio non voleva mandarlo in onda, la tv non voleva mostrarlo, i negozi non volevano venderlo. Bisognava seguire una nuova strada. Ho notato che dopo il caso di "Breathe", il fenomeno si è diffuso. In Italia, lo scorso anno, ragazzini di 15,16 anni erano venuti a vedermi in concerto solo per "Breathe". E non si immaginavano che potessi cantare una canzone degli Ultravox. Non conoscevano il mio aspetto, né la mia età, tutti quegli elementi che sono così importanti nell'industria del marketing musicale. Compravano il disco solo per la musica...

Hai lasciato la band per sempre o pensi che la carriera da solista sia solo una tappa?
Ho lasciato gli Ultravox perché non ero più felice, anche se eravamo ancora piuttosto popolari. E' stato difficile. Non potevo uscire e riprodurre il suono degli Ultravox, ma capire cosa volevo dire in base alle mie sensazioni. Mi ci è voluto del tempo. Ho lavorato in un album in cui ho usato diversi strumenti celtici, pipes, flauto, wistle, mandolines. Ora sto lavorando a qualcosa di nuovo: scrivermi i testi, tornare in studio, ricominciare a usare il sintetizzatore. Insomma, mi diverto. Molti mi hanno dato dello stupido, ma devi seguire il tuo cuore, le tue emozioni.

Il nuovo album sarà quindi prevalentemente elettronico?
Sarà molto più duro di "Breathe". I testi sono ancora molto melodici. Ma l'energia dietro è molto diversa, il suono è molto più ricco. C'è forse qualcosa degli Ultravox, nel senso che la musica degli Ultravox è ancora viva a tutt'oggi, perché era una musica ibrida, mischiava insieme chitarre elettriche e sintetizzatore. Ma uso anche strumenti che non usavo prima. Il disco uscirà in primavera.

Prevedi qualche collaborazione nel tuo album?
Ho dei nomi in mente, ma non ho ancora sentito nessuno. Bisogna contattare l'artista, vedere se c'è feeling. Contattare la casa discografica è sterile. Spesso non approda neanche a un risultato. E' tipico degli americani chiamare dei grossi nomi, un accordo tra case discografiche e giù milioni di copie vendute. Io immagino in un altro modo le mie collaborazioni. Non so, chiamare la mia amica Kate Bush e chiederle: "Ti va di cantare insieme in un pezzo?". Questo è ciò che io intendo per collaborare.

Hai parlato di Kate Bush. Quali voci femminili al momento ti sembrano più interessanti?
Ci sono molte cantanti con belle voci, Whitney Houston, Celine Dion, Mariah Carey. Ma il loro modo di cantare io lo definiscono ginnastica vocale. Attingono a un background black-soul americano. Le voci femminili che io ho in mente devono suscitare interesse. Ho in mente Skin degli Skunk Anansie, una voce incredibile, per una ragazza così piccola. Non c'è nulla di artefatto, ci è nata. Molte cantanti americane nei loro virtuosismi vocali si copiano l'un l'altra. Quando parlo di cantanti con individualità, penso a Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins, una voce incantevole, meravigliosa.

Che cosa vedi di interessante sulla scena musicale britannica?
Ascolto molto i Radiohead, ma nuove band... E' difficile da dire. Purtroppo le radio qui non vogliono trasmettere altro che band di ragazzini che provano a fare pop. Di recente sono stato impegnato nella produzione di una band per la London Record, i Counter Mind. Sono molto interessanti.

Quali sono le canzoni scritte con gli Ultravox che hai amato di più?
Ce ne sono state molte che hanno avuto un buon successo commerciale, ma io preferisco quelle meno note. Non so, "Lament" o "All fall down" scritta nell'86 con i Chieftains. Questa canzone, prettamente acustica, fu per me un punto di svolta. Quando la realizzai, capii che non ero più parte degli Ultravox. Ero diventato qualcos'altro.
Discografia
 ULTRAVOX (MIDGE URE)

 

   
Vienna (Chrysalis, 1980)

8,5

Rage In Eden (Chrysalis, 1981)

7,5

 Quartet (Chrysalis, 1982)

7

 Monument, The Soundtrack (Chrysalis, 1983)

6

Lament (One Way, 1984)

7,5

 The Collection (Chrysalis, 1984)

7

 U-Vox (Chrysalis, 1986)

4

 The Peel Sessions (Dutch East India, 1988)

 

 Rare, B-sides, 1 e 2 (Chrysalis, 1993-4)

 

 Dancing With Tears (Disky, 1995)

 

 19 Classic Trks Ultravox (Anthology, 1996)

 

 Best Of Ultravox (EMI, 1997)

 

 The Very Best Of Midge Ure and Ultravox (Chrysalis, 2001)

7

 Brilliant (Emi, 2012)

5,5

  

 

 MIDGE URE

 

  

 

 The Gift (1985)

5,5

 Answers To Nothing (1988)

5

 Pure (1991)

4

 The Best of Midge Ure and Ultravox (1993)

7

 Breathe (1996)

5,5

 Move Me (2000)

4

 Fragile (Hypertension, 2014)

5

pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Midge Ure su OndaRock
Recensioni

MIDGE URE

Fragile

(2014 - Hypertension)
Dopo la recente reunion della band, nuovo lavoro solista per il frontman degli Ultravox

Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.