Ryuichi Sakamoto

Playing The Piano

2009 (Decca) | neo-classic

La genialità di un’artista come Ryuichi Sakamoto è una delle poche certezze della musica contemporanea. Soul, jazz, pop, elettronica, bossanova, etnica, avantgarde, groove e altro ancora hanno lambito le sue continue alterazioni sonore, la sua forza creativa, scevra da compromessi, non ha mai cavalcato altresì le pulsioni intellettuali dei suoi contemporanei, conservando originalità e coerenza senza trasformarsi in cliché.
Sakamoto ha, nel suo lungo passato, scritto memorabili armonie elettro-pop (Yellow Magic Orchestra) quando ancora la critica internazionale aveva difficoltà ad accettare del tutto la forza dirompente del nuovo verbo kraftwerkiano, ha successivamente disperso incanto e bellezza tra le pagine del nuovo rock che diventava adulto e guardava a Oriente (Japan, David Sylvian, Aztec Camera), ha lasciato ad altri toni e colori del suo Giappone ("The Last Emperor" con David Byrne) per esplorare i confini di un linguaggio sonoro che nell’incontro con le immagini evocasse più della somma delle sue parti ("Furyo", "Silk", "Il Tè Nel Deserto"…) per poi lasciar fluire stimoli e tentazioni dai contorni dissimili ma egualmente intensi  (le collaborazioni con Fennesz e le incursioni nella bossa nova).

Tutto ciò è sintetizzato in una lunga serie di rimarchevoli melodie che sono diventate familiari perché appartenevano al nostro immaginario e riposavano nell’attesa che qualcuno le suonasse, la sua musica ha lambito anche la superficialità e la inconsistenza ma solo perché questo era parte del progetto stesso ("Smoochy", "Chasm").
Il nuovo album “Playing The Piano” riconcilia il pubblico con l’immagine del Sakamoto più classico, ovvero l’abile e intenso pianista innamorato di Debussy, nonché il creatore di alcuni dei temi più suggestivi ed evocativi di musica per il cinema.

Essenziale e sempre emotivamente intenso, Sakamoto rilegge alcune delle pagine più note del suo repertorio senza fare un’operazione calligrafica, le note sono prosciugate dagli eccessi di lirismo per mostrare un’energia strutturale che resiste alla rilettura.
”Merry Christmas Mr Lawrence”, “The Last Emperor” e “The Sheltering Sky” amoreggiano con gli spazi della memoria dell’ascoltatore, ma senza esasperare il tono emotivo, il romanticismo si tramuta in carnalità e contemplazione, ogni piccola nota sembra sottolineare un tormento che non era percepibile nelle versioni originali.
Nessuna delle rivisitazioni è attraversata dall’autocompiacimento, Sakamoto strappa le armonie per poi ricucirle, ridando luce a vecchie pagine ingiallite come “Tibetan Dance” e "Thousand Knives".
Altrove il colore lascio spazio al bianco e nero ricco di sfumature, con risultati deliziosi in “Amore” e “Riot In Lagos”.
 
Non c’è incertezza tra le trame sonore di “Playing The Piano”, ma è una perfezione ricca di estro e imprevisti. Che poi le prime copie dell’album siano integrate dalla ripubblicazione di “Out Of Noise” è ulteriore motivo di piacere, le suggestive e arcane composizioni sono conferma del talento di Ryuichi Sakamoto, sono paesaggi immaginari dai colori pastello, erosi da guizzi elettronici che ripuliscono, graffiano, lucidano, lacerano e danno nuovi toni a una musicalità sempre più personale e matura. Nulla del fascino di “Out Of Noise” si è dissolto, il tempo non ha annullato l’intensità che si percepiva alla sua uscita, e forse i tempi sono maturi per un riascolto attento e consapevole.

(24/11/2009)



  • Tracklist
Playing The Piano

1. Amore
2. Merry Christmas Mr. Lawrence
3. A Flower is not a Flower 
4. The Sheltering Sky 
5. Tamago 2004
6. The Last Emperor
7. Tibetan Dance
8. Thousand Knives
9. Riot in Lagos
10. Reversing 
11. Mizu no Naka no Bagatelle 
12. Bolerish
 
Out Of Noise

1. hibari
2. hwit
3. still life
4. in the red 
5. tama
6. nostalgia
7. firewater 
8. disko 
9. ice 
10. glacier 
11. to stanford
12. composition 0919
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