Marc Bolan è stato da sempre citato come una delle maggiori influenze da alcuni dei più grandi nomi della musica britannica. Tra questi, anche David Bowie e Morrissey, che nel 1991 condivisero una volta il palco, al Forum di Los Angeles, proprio per reinterpretare "Cosmic Dancer". La registrazione di quella performance, in cui il frontman degli Smiths accolse sul palco il Duca Bianco, è rimasta a lungo relegata negli archivi, fino alla pubblicazione ufficiale, avvenuta cinque anni fa, in formato digitale e vinile. Le immagini in copertina e sul retro – firmate da Linder Sterling – ritraggono i due artisti a New York, e restituiscono visivamente l’atmosfera di un incontro unico: due personalità inquiete, profondamente diverse ma accomunate da un senso di alterità nei confronti del mondo musicale che li circondava.
Ma tra Bowie e Morrissey l’idillio non durò a lungo. I dissapori emersero in particolare durante un tour congiunto del 1995, quando i due condivisero alcune date, ma con frizioni evidenti. Nel 2013, Bowie rifiutò a Morrissey l’autorizzazione all’uso di una loro foto per la copertina di un nuovo disco dal vivo. L’ex-Smiths reagì con la consueta ironia: al posto del Duca Bianco, sulla copertina comparve Rick Astley. Eppure, a dispetto dei battibecchi e delle distanze, nel 2014 Morrissey ammise: "So di aver criticato David in passato, ma è stata tutta colpa mia. Penso che lo sappia".
L’epoca d’oro di Bolan risale tra la fine degli anni Sessanta e i Settanta, quando era l’artista più venduto dopo i Beatles, oltre ad essere star del cinema e la scintilla dietro la scena glam-rock. Morì nel 1977 a soli 29 anni, dopo un incidente d’auto a Barnes, Londra, ma la sua reputazione negli anni è solo cresciuta. Nel 2020, a 50 anni dal primo singolo e album dei T.Rex, è stato inserito nella Rock n Roll Hall Of Fame.
Pubblicata nel 1971 all’interno dell’album “Electric Warrior”, “Cosmic Dancer” è una delle canzoni più emblematiche e toccanti di Marc Bolan. Nata durante le prime sessioni dell’album, fu registrata in una versione acustica già a marzo dello stesso anno, ma fu poi rivestita da un delicato arrangiamento orchestrale a cura di Tony Visconti, che ne amplificò il senso di sospensione e malinconia.
Il brano è costruito su una progressione armonica semplice, guidata da una chitarra acustica su cui si innestano archi leggeri e la voce sottile di Bolan, quasi sussurrata. Il testo racconta, con un tono lirico e vagamente surreale, di un danzatore cosmico che balla fin dalla nascita fino alla morte, evocando la vita stessa come un unico, continuo gesto corporeo. Il ritornello, che si interroga se sia strano danzare “così presto” o “così tardi”, suggerisce un’incertezza esistenziale profonda, un senso di straniamento che attraversa tutta la canzone. Bolan canta con un tono dimesso e quasi infantile, mettendosi a nudo più che in altri brani, abbandonando per un momento l’ironia e la teatralità tipica del glam per un’espressione più intima e spirituale.
“Cosmic Dancer” è una riflessione poetica sull’identità, sul destino, sulla libertà di esprimersi: un piccolo inno alla fragilità umana, nascosto sotto le spoglie di una ballata pop. Sarà ripresa non solo nella serie “Sex Education”, ma anche nel film “Billy Elliott” di Stephen Daldry, diventando parte integrante della sua colonna sonora e del suo struggente anelito di libertà.