I Motorpsycho sono ormai una leggenda del psych-rock. Prolifici e instancabili come sempre, tornano dopo la recente “Gullvåg Trilogy” con “Kingdom Of Oblivion”, nuova perla della loro sterminata discografia. Psichedelia, progressive, psych-folk e tracce doom continuano a intrecciarsi per creare sonorità costantemente interessanti, anche se certamente non nuove. Una ricetta inossidabile che fa mantenere livelli qualitativi davvero invidiabili.
“Kingdom Of Oblivion” nasce sulla scia del grandioso “The All Is One”, ripetendone forse gli stessi difetti (l’eccessiva lunghezza, settanta minuti), ma ricalcandone anche i pregi, pur senza raggiungere l’apoteosi della suite “N.O.X”.
Nei dodici brani spiccano di sicuro i più lunghi, quelli che più si avvicinano all’idea di suite con variazioni di tempi e complessità crescente. La title track ne è un esempio, dal riff sabbathiano al susseguirsi più tipicamente prog con melodie azzeccate e afflati epici.
L’apoteosi si raggiunge però in “The Transmutation Of Cosmoctopus Lurker”, vertice di complessità, di tempi cangianti e aggressività prog-metal. Un hard-rock evoluto senza palesi rimandi a band particolari (a differenza di altri) è presente nella notevole “The Waning”, divisa in due parti, e in “The United Debased” abbastanza vicina al sound dei Deep Purple.
Da segnalare anche “At Empire’s End”, brano sospeso tra prog e neo-prog (un po’ Yes, un po’ Porcupine Tree), in perfetto equilibrio tra le due influenze.
Per il resto tanti brani acustici brevi (tra questi il tipico psych-folk in stile Byrds “Lady May”) e una cover angosciante degli Hawkwind dallo storico Lp “Doremi Fasol Latido” (“The Watcher”, l’unico brano dell’album scritto da Lemmy Kilmister).
12/05/2021
La truppa motorpsichedelica si cimenta in un album doppio
Torna il gruppo norvegese, tra psichedelia pesante e avventurose jam
La band norvegese ritorna con un disco ancora più "pesante"
Un lavoro pubblicato soltanto su vinile per festeggiare i vent'anni di attività della band norvegese
Il trionfo symphonic-prog della storica formazione norvegese, tra fughe strumentali e radure chamber-jazz
Il ritorno verso territori hard-psichedelici per la band-istituzione norvegese
Ennesimo superbo lavoro per la band norvegese, al traguardo dei 25 anni di attività
Doppia retrospettiva per festeggiare il traguardo dei 25 anni di attività
Prosegue senza cedimenti l'enciclopedica saga psych-rock del trio norvegese
Ritorno al disco doppio di jam rocciose per i tre norvegesi
Un ritorno a buoni livelli per la storica band norvegese
La storica band norvegese chiude la trilogia con una monumentale suite di quarantadue minuti
L'essenza progressive-rock della band norvegese continua a espandersi con estrema efficacia
Il disco più smaccatamente psych-folk mai realizzato dal prolifico trio norvegese
Un disco di outtake a intensità variabile per l'inarrestabile compagine norvegese
Tra pop-rock e divagazioni psych/prog il ritorno puntuale della compagine norvegese
Gli inossidabili norvegesi alle prese con la loro versione del suono seventies
Un set come al solito ricco di sorprese, con l'acclamata esecuzione integrale di Blissard nei bis
Siamo andati in Norvegia a casa dei Motorpsycho per sentirli risuonare dal vivo "Blissard"
Parole che prendono corpo, sonorità vivide, un album live esplosivo
Un calderone pop in equilibrio tra psichedelia e progressive
La band piacentina debutta all'insegna dello shoegaze
Il pranzo è servito: un gustoso menù chamber-pop
Un folk pastorale e toccante segna le canzoni del quarto album del musicista dello Yorkshire
Luce e commozione tornano ad irradiarsi dal verbo ambient di Matthew Cooper
Pressioni sociali, salute mentale e processi di autocomprensione al centro del rumoroso sophomore della cantautrice di Northampton
Un elogio funebre, un diario in cui l’autore mette a nudo sentimenti tanto personali quanto universali