Sulla produzione in studio dei Sunn O))) è piombato un silenzio greve e, forse, necessario. L’ignoto spazio profondo nel quale si esauriva la solenne orchestra di fiati di “Alice” ha lasciato il dubbio che, se non un testamento definitivo, “Monoliths & Dimensions” fosse comunque un momentaneo commiato, il termine di un viaggio che alla prossima ripartenza potrebbe prendere direzioni del tutto nuove. Nel mentre, tuttavia, l’attività “istituzionale” del duo – tra concerti e pubblicazioni d’archivio – regredisce con risolutezza alla forma più pura del drone-metal da esso coniato, con le lunghe e autonome bordate sonore dei primi dischi.
Divenuto un habitué in veste di producer, Stephen O’Malley non è mai veramente scomparso dalla scena musicale, e oggi si presenta come compositore di un lavoro commissionato dalla francese ONCEIM (Orchestre de Nouvelles Créations, Expérimentations et Improvisation Musicales), formazione orchestrale di 35 elementi. Registrato nella chiesetta parigina di Saint-Merri, “Gruidés” si pone nel solco delle meditazioni del maestro Giacinto Scelsi, che già negli anni Cinquanta del secolo scorso sperimentava variazioni microtonali attorno a una singola nota.
O’Malley si riserva così tutto il tempo per mantenere un’altezza costante lunga diversi minuti, spezzata soltanto da sporadici colpi di percussione, finché in maniera quasi fisiologica la superficie sonora comincia a oscillare negli immediati dintorni, in una sospensione tonale appena percepibile.
Con la cadenza di un rituale pagano, gli infrequenti cambi di prospettiva avvengono sulla lunga distanza: uno di questi si colloca al ventesimo minuto, contrassegnato da una mitragliata di tamburi seguita da una fanfara sempre più possente.
Non si può negare che “Gruidés” s’avvicini più a un intervento di sound design che di composizione – un limite sul quale lo stesso O’Malley ha indugiato al momento della commissione. È con ogni evidenza il prodotto di una scelta espressiva obbligata, che perlomeno non tradisce la vera natura del suo fautore. Pubblicato in digitale e in Lp a edizione limitata su quella DDS che sta per Demdike Stare, verosimilmente il debutto orchestrale del più influente sacerdote del drone-doom rimarrà soltanto un primo, isolato tentativo di apertura verso orizzonti che forse non gli sono propri.
07/08/2015
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