Kylie Minogue

DISCO

2020 (Darenote / BMG) | disco, electro-funk-pop

Alla fine è bastato aspettare, tanto le mode vanno in circolo; Kylie Minogue avrà forse passato l'ultimo decennio di pubblicazioni annaspando nel disordine, ma trent'anni di carriera le assicurano un catalogo lungo abbastanza per poter dire ogni tanto "hey, io c'ero!".
Strano, semmai, che sia stato proprio l'anno del Covid-19 a riportare in auge un certo gusto per la musica da ballo, sia essa disco, house anni 90 o electropop del più ritmato, ma tant'è; dopo l'estemporaneo successo di "Say So" di Doja Cat, quest'anno sono arrivati a ruota lo sfavillante "Future Nostalgia" di Dua Lipa, l'atteso "Chromatica" di Lady Gaga e "Heaven & Hell" della stellina Ava Max. Meno noti al grande pubblico, ma indubbi apici qualitativi per chi vi scrive, gli episodi rilasciati da Jessie Ware e Roisin Murphy rispettivamente.
Tutte quante le ragazze qui sopra (meno la Murphy ovviamente, perché anche lei c'era davvero) oggi sono in qualche maniera indebitate alla Minogue, principale figura di punta di quel primo disco revival negli anni 00 grazie a "Light Years", "Fever" e una manciata di hit al fulmicotone per le quali è tutt'oggi meglio rinomata.

Con questo ritorno di fiamma montante nelle classifiche mese dopo mese, Kylie ha passato gran parte della pandemia in studio, et voilà: un "DISCO" di quasi fine anno che non produce niente di nuovo, ma sia dannato se non scorre finalmente liscio come l'olio!
Curiosa la scelta delle anteprime; la fine cesellatura sonora di "Say Something" è certamente molto bella nel suo parco andazzo boogie e una serie di cori che sopravvedono alla mancanza di un vero ritornello, ma appunto non è il pezzo più radiofonico in scaletta. Anche "Magic" si dispiega come un lento da mattonella a cavallo tra Abba e Kool And The Gang, mentre il giro d'archi di "I Love It" pare ricalcato su carta velina da un reperto originale del 1978.
Assieme alle comunque sfiziose confetture di "Miss A Thing" e "Real Groove", questi pezzi compongono il lato per così dire più adulto della collezione, votato a un ripescaggio melodico seventies intriso di quella vaga malinconia da frequenze Fm - sopraffina, a tal proposito, anche la conclusiva "Celebrate You".

Ma "DISCO" sa essere molto più esoso e peperino, puntando su ritmiche che vanno alquanto di fretta e lavaggi elettronici che andavano di moda nell'era del french touch di Modjo e della robotica dei Daft Punk; spassosa e scanzonata "Where Does The DJ Go?", tra intro epico, chitarrine funky e una buffa accelerazione sul finale. Fuorviante un titolo come "Monday Blues" per una canzone giocata su una scoppiettante sezione acustica e liriche snocciolate a tutta birra. Anche "Unstoppable" ci riporta pari pari alla radiofonia estiva dei Moloko e dell'amica Sophie Ellis-Bextor.
Assolutamente irresistibile "Supernova", forse la combinazione strofa/ritornello più accattivante dell'intero album. Kylie, la disco darling per eccellenza, si riappropria del ruolo di musa in "Dance Floor Darling" e fa la ruota sulla pista dello Studio 54 come un pavone per farsi ammirare dalla folla adorante dei suoi fan - anche qui, l'accelerazione ritmica finale è un finocchissimo tripudio di lustrini, mirror ball e voci filtrate con l'harmonizer.
Niente male neanche le quattro tracce della deluxe; due ottime bollicine disco-funk quali "Till You Love Somebody" e "Spotlight", la felpata "Hey Lonely", ma soprattutto l'esilarante "Fine Wine", che riprende i famosi beep beep di Donna Summer e trasforma la sala in un "Gioca Jouer" troppo idiota per non strappare il sorriso.

Kylie non è assolutamente la popstar più avventurosa in circolo e non c'è nulla di nuovo su "DISCO", figuriamoci. Ma c'è comunque tanta ironia, c'è un savoir faire navigato ma ancora ispirato, c'è una cura del dettaglio che cesella le canzoni e asciuga le leziosità di troppo - c'è, insomma, la collezione lunga più solida e godereccia di casa Minogue da tantissimi anni a questa parte (molti tornano indietro ad "Aphrodite", per chi vi scrive bisogna arrivare almeno al 2007 di "X").
Un "DISCO" che si riposa sugli allori? Totalmente, ma sono allori che Kylie ha coltivato e raccolto con le sue stesse manine di fata e con i quali sembra nuovamente divertirsi senza pudore come non accadeva da tempo - e a pensarci bene, non è neanche male essere alloro, se lo scopo è fornire una seduta al celebre posteriore perfetto come una mezza mela proibita di Kylie Minogue.

(10/11/2020)



  • Tracklist
  1. Magic
  2. Miss A Thing
  3. Real Groove
  4. Monday Blues
  5. Supernova
  6. Say Something
  7. Last Chance
  8. I Love It
  9. Where Does The DJ Go?
  10. Dance Floor Darling
  11. Unstoppable
  12. Celebrate You
  13. Till You Love Somebody*
  14. Fine Wine*
  15. Hey Lovely*
  16. Spotlight*
*versione deluxe
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