Mi fanno schifo, giovani ricchi stendono e tirano
Io faccio il tifo per i maranza che li rapinano
Lotta sociale (Ah), ferro e coltello dei delinquenti
Fra’, sono come la falce e il martello di questi tempi
Night Skinny rimane, negli anni, uno dei producer di punta della scena hip-hop italiana. Ha saputo bissare il successo di “Mattoni” (2019) con “Botox” (2022) e ora, con il settimo album “Containers”, si appresta a un simile trionfo di stream. La formula è rodata: basi hip-hop elettroniche e contemporanee, spesso trap, sulle quali far esibire un lungo elenco di rapper nazionali. Questa volta il collante di buona parte dell’album è un clima thriller che rimanda, nei momenti migliori, a quella gemma street che fu “Ministero dell’Inferno” (2008) del TruceKlan.
Il gruppo di ospiti è nutrito, con nomi fin troppo inflazionati, ma anche coeso, allineato su uno stile espressivo spesso crudo, con barre oscure e la voglia di spingersi in diverse occasioni un po’ più in là del pop-trap imperante. Testi explicit, flow aggressivi e tante punchline aggiungono motivi d’interesse all’ascolto. Uno dei producer album italiani dell’anno, quindi? A metà.
La melodia sinistra dell’ossessiva “Entro nel posto” (feat. Tony Boy, Kid Yugi & Capo Plaza) incastra tre rapper in tre minuti, così anche Capo Plaza, ultimamente appannato, ne esce valorizzato. “Trema” (feat. Tedua & Lazza) propone un’accoppiata atipica su synth bass e archi, facendo estrarre gli artigli anche alla mainstream star di “Locura“. Una filastrocca cantata funge da soundscape per “Numero 5” (feat. Artie 5ive), uno dei colpi creativi di Night Skinny insieme alla successiva “Tessera sanitaria” (feat. Nerissima Serpe & Papa V), con un groove distorto, beat switch e un’altra melodia spettrale.
Ritorna la potenza di “Mattoni” in “Rito breve” (feat. Noyz Narcos, Simba La Rue & Geolier), una scurissima e ossessiva trap ruggita, dall’evoluzione mutante e all’occasione rappata in extrabeat, ma anche in “True Story” (feat. Noyz Narcos, Papa V & Artie 5ive), con sample da chipmunk e scampoli rock.
Più dubbi sorgono sul fronte soft dell’album, nell’emo-rap di “Solo Dio sa” (feat. Tony Boy, anice, Geolier & Shiva), nella “Stan” all’italiana di “DM” (feat. Tedua), nel trittico pop-rap di “Good Girl” (feat. Rkomi, Ernia & Bresh), in parte anche nel tormento relazionale di “Amore cieco” (feat. Madame). Il duetto pop-rap familiare di “Mio padre” (feat. Noyz Narcos & Guè) è forse il migliore di questa metà più morbida dell’album, soprattutto per la prima parte. Nei casi citati le produzioni di Night Skinny sono meno personali e coraggiose, mentre i contributi dei rapper scivolano a tratti nel patetico o nell’imbarazzante.
La posse track “CNTNRS” (feat. Jake La Furia, Emis Killa, Kid Yugi, Tony Boy, Rasty Kilo, Guè, Paky, Nerissima Serpe & Papa V) ha il compito di chiudere con il brano più hardcore ed effettivamente sembra di riascoltare l’ultimo Dj Fastcut, pur senza grandi sorprese.
“Containers”, insomma, non ci crede fino in fondo e mischia un sound e un’idea di hip-hop esplicito e cupo con alcune dosi di morbidezze pop-rap ed emo-rap poco ispirate. Tolti i brani più deboli, sarebbe stato uno dei producer album dell’anno, così funziona solo a metà.
In chiusura, una segnalazione: il brano 11 in scaletta, “Fuck Tomorrow 2”, che dovrebbe vedere Rkomi al microfono, risulta non ascoltabile su Spotify né altrove, probabilmente perché sarà pubblicato in futuro per aggiungersi alle altre 17 canzoni.
25/10/2024