Risponde il critico

Television - I pionieri della new wave

di Claudio Fabretti
Per questa nuova puntata torna Eddy Cilìa, per rispondere a dieci domande sui Television, una delle formazioni che hanno contribuito a far nascere in America la new wave. Oltre alla storia di questa pionieristica band di New York e al suo capolavoro "Marquee Moon", abbiamo esaminato anche la carriera del suo leader, l'enigmatico Tom Verlaine, compositore, cantante, chitarrista e paroliere.

1. I Television vengono generalmente annoverati tra i fondatori della new wave. E' così? E qual è, a tuo parere, la vera peculiarità di questo movimento?
La new wave non è mai stato un genere con caratteristiche ben definite, come poteva essere, ad esempio, il punk. Fu un'etichetta che per comodità venne data a un certo tipo di gruppi che stavano uscendo in un certo periodo sia a Londra, sia oltre Oceano, in particolare a New York. Gruppi che era oggettivamente difficile catalogare alla voce "punk". Non c'è un passaggio preciso tra punk e new wave. Sono movimenti che vanno quasi di pari passo. Ramones e Television, ad esempio, sono nati quasi insieme, ma seguendo vie parallele: è difficile immaginare due gruppi più distanti. 

2. Insieme a Patti Smith, Ramones, Talking Heads, Blondie, i Television furono tra gli "animatori" delle leggendarie notti del Cbgb's, a New York. Che cosa hanno rappresentato il Cbgb's e quelle esibizioni per la storia del rock?
Io le ho viste al massimo in qualche filmato di qualità pessima... Credo che in fondo ci fosse una continuità con la New York dei Velvet Underground. In mezzo c'erano stati altri gruppi, penso ai New York Dolls... Ma non mi pare che ci fosse una cesura netta tra gli ultimi concerti di Lou Reed e compagni e i primi "reading" di Patti Smith. Nel frattempo, poi, ci furono le prime performance di Ramones e Television, la scissione di questi ultimi con Richard Hell che dà vita ai Voivods, ma, ripeto, non vedo una particolare discontinuità tra tutte queste tappe della storia musicale newyorkese. 

3. Psichedelia, punk, free-jazz: sono queste le coordinate di riferimento di "Marquee Moon", il loro album d'esordio?
Sì, psichedelia e free-jazz fanno parte del patrimonio di molte band della new wave. Band che cercavano di riciclare in maniera originale molte cose del passato. Basti pensare, ad esempio, al successo che ebbe in Gran Bretagna certo dub, certo kraut-rock. Non essendo un genere, la new wave recuperava un po' tutto, penso anche al funk, caro sia ai Talking Heads in America sia ad A Certain Ratio in Gran Bretagna. A New York era abbastanza normale che si avvertisse maggiormente l'influenza del free-jazz (soprattutto sulla "no wave", che sarà appena successiva all'avvento dei Television). La psichedelia, poi, è un riferimento costante per Verlaine. E' divenuta celebre la sua frase "ho sciolto i Television in una notte di luna piena, come omaggio ai Moby Grape". 

4. Curiosamente, "Marquee Moon", pur conquistando la critica di tutto il mondo, sarà un po' "snobbato" negli Usa. John Rockwell scrisse su Rolling Stone: "I Television erano troppo stridenti e anacronistici (quasi dei Byrds a nervi scoperti) per avere successo". Verlaine e soci spopoleranno invece in Inghilterra, influenzando profondamente la new wave di Joy Division, Echo & The Bunnymen, Cure e tanti altri (penso in Irlanda agli U2 e in Italia ai Diaframma). Sei d'accordo? E come spieghi questo fenomeno?
Come primo impatto, più o meno tutti quei gruppi americani furono accolti meglio in Gran Bretagna. La ragione è molto semplice: la Gran Bretagna è piccola, le radio del tempo funzionavano in un certo modo (c'era la Bbc e poco altro), c'erano pochi giornali specializzati, e conquistati quelli, era più o meno fatta. Negli Stati Uniti, invece, era difficilissimo: leggendo le classifiche americane dal 1977 al 1979, ci si rende conto che il punk e la new wave ebbero un impatto commerciale assolutamente nullo. Funzionavano la disco-music, i Fleetwood Mac, i gruppi del rock sudista, i cantautori: qualunque cosa tranne il punk e la new wave.
I Television, per tornare a loro, fuori da New York quasi non esistevano. Era difficile fare passare alla radio la loro musica. E la stampa specializzata americana non aveva lo stesso tipo di impatto di quella inglese: i Television avevano anche grandi recensioni, ma quasi nessuno le leggeva. In Nebraska, di Verlaine e compagni ignoravano l'esistenza. A Brighton, poteva bastare una recensione positiva del New Musical Express per farli conoscere ai giovani di mezza città. 

5. Che cosa cambia nel secondo album, "Adventure"? Si può considerare la naturale evoluzione di "Marquee Moon" o un suo clone non pienamente riuscito?
Non parlerei di evoluzione. Forse c'è qualche spigolo che si è arrotondato, il sound si è un po' ammorbidito, ma sostanzialmente è un album meno ispirato. Il livello resta ovviamente molto alto, ma se oggi conosciamo i Television è per "Marquee Moon", non certo per "Adventure". Un disco che resta tutto sommato ininfluente rispetto alla posizione acquisita dai Television nella storia del rock. 

6. Che tipo di chitarrista è Verlaine? Si puo' dire che i Television reinventarono il ruolo della chitarra, restituendole una "nobiltà"perduta in un'era - quella del punk - in cui gli assoli erano considerati "fuorilegge"?
Solo relativamente, direi. Verlaine raccontava di ispirarsi non tanto ai chitarristi rock, quanto ai sassofonisti del free-jazz. Più Ornette Coleman e John Coltrane, insomma, che Jerry Garcia, John Cipollina o gli stessi Moby Grape. La sua innovazione è stata soprattutto quella di avere un approccio a metà strada tra free-jazz e psichedelia, ma con una essenzialità sicuramente punk. Perché è vero che ci sono grandi assoli di chitarra sui dischi dei Television, ma non c'è mai mezza nota più di ciò che serve. Sono di una economia assoluta, e in questo rappresentano un altro mondo rispetto al progressive. Tutto, in loro, è funzionale al brano: non c'è mai un virtuosismo di troppo. 

7. Se il punk sputava rabbia e violenza, il canto di Verlaine pare sempre distaccato, alienato. Si puo' definirlo, in questo, un allievo di Lou Reed?
Sì, senz'altro. E questa è in effetti una delle peculiarità della new wave. All'interno di questa etichetta, che – come detto - riuniva gruppi anche molto diversi tra loro, c'erano delle caratteristiche comuni di fondo, che sono quelle che oggi, a distanza di anni, ci fanno dire che un disco suona "new wave". Una di questa è appunto un cantato distaccato, non emotivo nella maniera classica del punk che poi era quella che veniva dal blues e dal soul. Un cantato asettico, ma non perché non vi fossero emozioni da esprimere. Era solo un modo diverso di porsi, più "cool", più cerebrale. E sicuramente era influenzato dalla lezione di Lou Reed. 

8. Già dal nome, Verlaine tradisce la sua passione per la poesia decadente. Che ne pensi dei testi dei Television? E che rapporto c'e' con quella poesia beat che, parallelamente, animava l'opera della loro "compagna di strada" Patti Smith?
Credo che Verlaine si sia mantenuto molto più prossimo ai poeti decadenti francesi che alla letteratura beat, mentre Patti Smith è rimasta in bilico tra i due mondi. Anche nello scrivere i testi, Verlaine ha sempre mantenuto una notevole essenzialità: mai niente di troppo, tutto asciugato al minimo indispensabile. In questo senso era l'opposto del beat, che tendeva sempre alla ridondanza. Verlaine non è mai ridondante. Detto con affetto, ma non è mai Jim Morrison, anche se i Doors nel Dna musicale dei Television non mancano. Sono comunque testi di grande valore, sia quelli contenuti nei dischi dei Television sia quelli del Verlaine solista. E' stato indubbiamente un ottimo paroliere, oltre che musicista. 

9. Quanto resta dei Television nella carriera solista di Verlaine? Quali sono, a tuo avviso, i suoi album migliori?
L'inizio fu assolutamente straordinario. Mise in fila una serie di dischi davvero notevole. E comunque si è sempre mantenuto su livelli piuttosto buoni. Ora è tanto tempo che non pubblica più dischi. L'ultimo da solista risale al 1992. Poi, nello stesso anno, vi fu una reunion dei Television... Nel frattempo, si è messo a fare il produttore, ha collaborato con Patti Smith. Quindi, si è ritirato dalle scene. La sua carriera è durata dieci-dodici anni in tutto, non di più. D'altronde è sempre stato uno che preferiva vivere dietro le quinte. Ed è un po' curioso che lui e il bassista Richard Hell, all'interno della band, si scannassero proprio per ragioni di ego.
In conclusione, comunque, dei dischi di Verlaine non credo che se ne possa buttare uno. 

10. Ascoltando promettenti band di oggi come gli Interpol, viene da pensare che il sound dei Television sia ancora moderno e attualissimo. Se è così, in che cosa consiste il suo "elisir di lunga vita"?
Sì, nel caso degli Interpol si tratta proprio di una chiara fusione tra i Television e i Joy Division. In generale, si può dire che i Television hanno dato un contributo importante al mare magnum del rock. La differenza, raffrontando certi gruppi attuali a quelli degli anni Settanta e dei primi Ottanta, è che quei gruppi avevano un retroterra culturale molto più ampio. I Television, appunto, avevano il free-jazz, la psichedelia, il punk e tante altre cose. Quelli attuali, magari, hanno solo i Television. E non è la stessa cosa. Si avverte, insomma, una certa mancanza di spessore. I Television musicalmente sono ancora in giro, non c'è dubbio. E non si può escludere che possano tornare a esserlo anche fisicamente, visto che sulle reunion ormai si è perso completamente il controllo...
Playlist
 TELEVISION

 

Marquee Moon (Elektra, 1977)

9

 Adventure (Elektra, 1978)

7

 Television (Capitol, 1992)

 

  

 

 
TOM VERLAINE

 

  

 

Tom Verlaine (Elektra, 1979)

7

 Dreamtime (Warner, 1981)

6,5

 Words From The Front (Warner, 1982)

6

 Cover (Warner, 1984)

6

Flashlight (IRS, 1987)

7

 The Wonder (Fontana, 1990)

 

 Warm And Cool (Rykodisc, 1992)

 

 Around (Thrill Jockey, 2006) 
 Songs And Other Things (Thrill Jockey, 2006)

6

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