Anna von Hausswolff

Anna von Hausswolff

La rinascita della magia

intervista di Marco De Baptistis
In occasione dell'uscita del suo nuovo album, "All Thoughts Fly", abbiamo contattato Anna von Hausswolff per un'intervista in esclusiva che ha toccato svariati temi: dalla magia di un luogo particolare come il sacro bosco di Bomarzo (Viterbo) al suo rapporto con il black metal, dal politicamente corretto alla t-shirt di Burzum. Infine, abbiamo discusso dei suoi progetti e delle sue collaborazioni presenti e future.

Prima di tutto, grazie per questa intervista.
Il tuo nuovo album, "All Thoughts Fly", è dedicato al giardino di Bomarzo, "Il Sacro Bosco". Cosa ti ha colpito di più quando hai visitato qui in Italia un posto così particolare?
A parte le sculture grottesche e spettacolari, ho adorato il modo in cui la natura interferiva con le sculture, divorandole, creando un'immagine di continuo cambiamento e creazione. Il posto era molto vivo e sembrava che mi stesse osservando. Ho provato simpatia, empatia e amore per il parco.

Perché, dopo il successo del tuo album precedente, “Dead Magic”, hai scelto di realizzare un album solista e strumentale? È stato composto soltanto con un grande organo a canne, se non sbaglio...
È registrato sul più grande organo a canne con temperamento mesotonico in un quarto di comma, ma non è un organo enorme, è solo eccezionalmente grande per quella particolare accordatura, e ha sicuramente un suono straordinario. Si trova nella chiesa Örgryte nya kyrka, a Göteborg, a pochi isolati da casa mia. Ho registrato e suonato su quest’organo diverse volte in passato, quindi per me è stata la scelta più naturale per la realizzazione di “All Thoughts Fly”. Sin da quando ho imparato a suonare l'organo nel 2012, ho sognato di realizzare un album strumentale con solo un organo a canne e “grazie” al Covid-19 ho finalmente trovato il tempo e il coraggio per farlo. Ogni piccolo suono che senti proviene dall'organo, a volte elaborato tramite effetti ma il più delle volte sviluppato solo acusticamente.


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Il tema del soprannaturale e della magia emerge molto spesso nei tuoi lavori. Sei un’appassionata di leggende, folklore e tradizioni scandinave? Molti musicisti, dal folk al metal, sono attratti dalla magia di certi paesaggi nordici e dalle storie di creature soprannaturali come troll, giganti, mostri e dèi. Sono un'ispirazione per te?
Penso di essere più affascinata dai luoghi piuttosto che dalle creature puramente immaginarie. Mi piace pensare a come le storie e i luoghi possano interferire tra loro, cambiando la tua percezione delle cose. Mi piace speculare sul perché una storia esiste in un posto particolare: è un avvertimento di qualche tipo? Un incoraggiamento? Sta cercando di insegnarti qualcosa o di spaventarti fino alla sottomissione? Se la storia include un troll, un gigante o un fantasma, non m’importa molto, fintantoché aggiunge profondità al luogo.

Purtroppo, Walter Ljungquist è un autore sconosciuto in Italia. I suoi libri non sono mai stati tradotti in italiano. So che il suo libro, “Källan”, è stato per te una grande fonte d’ispirazione. Vuoi raccontarci cosa ti ha colpito della sua favolosa prosa?
La sua capacità d’illustrare delle chiare immagini di luoghi e di combinarle con una straordinaria capacità di narrazione. È preciso ma molto poetico nel suo modo di usare le parole e, ogni volta che finisco una sua storia, ho la sensazione che rimanga ancora un mistero irrisolto.

Hai collaborato con la band Wolves in the Throne Room in passato. Cosa ne pensi della scena black metal oggi? Quali sono i tuoi artisti preferiti, passati e presenti, in questo genere? La tua foto con la t-shirt di Burzum non è certo passata inosservata...
Devo ammettere che non sono del tutto aggiornata sulla scena attuale. Ci sono alcune band che mi piacciono molto e sembra che la scena sia ancora molto viva, cambiata, ma viva. La mia band black metal passata e presente preferita in assoluto è quella dei Mayhem, li ho visti dal vivo ben cinque volte. E, sì, la foto di Burzum non è stata proprio un successo. Ho pensato che sarebbe stato blasfemo e divertente indossarla in un servizio fotografico per un'intervista che ho fatto, poiché l'intera intervista era fondamentalmente su di me che parlavo del mio culto per gli organi a canne e le chiese. Non ha colpito bene e, no, non la indosserò più in un servizio fotografico.

Nick Cave ha recentemente affermato che la correttezza politica ha “un effetto asfissiante sull'anima creativa di una società”. Cosa ne pensi?
Sono d'accordo in una certa misura, ma questa citazione è anche un po’ abusata. Credo che le persone che non vogliono pensare in modo critico al proprio comportamento o cambiare amino aggrapparsi a questa frase. Penso che la correttezza politica possa essere affettiva e necessaria in certe situazioni, ma le persone devono essere umili e disponibili, non aggressive e pronte a giudicare, come molte sono. La mia filosofia è che la correttezza politica dovrebbe essere uguale al buon senso, ad esempio dovrebbe proteggere i gruppi dalla discriminazione etica. È importante ricordare che dietro ogni azione c'è una filosofia, quindi scopri cos'è quella filosofia prima di criticare. L'arte è complessa e dovrebbe stare al di fuori della politica, deve essere completamente libera fino in fondo o non può essere presa sul serio e liberare le persone, e qui posso essere d'accordo con il signor Cave. Non lasciare che il consenso dipinga il futuro dell'arte.

Di recente, tu e l'artista danese Myrkur avete suonato una cover di "All Is Full Of Love", una delle canzoni più famose di Björk. Confesso che sarei molto curioso di ascoltare un intero album realizzato da voi due. Non credo di essere l'unico a sperarci. Cosa c'è di nuovo su quel fronte? Qualche altra collaborazione in programma?
Non abbiamo nulla in programma, ma mi piacerebbe sicuramente lavorare di più con Amalie, è una forza creativa così stimolante!

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La tua famiglia è sicuramente molto interessante. Tuo padre è un musicista sperimentale, sound-artist e artista affermato, tua madre è un'ottima sceneggiatrice e tua sorella è un'artista, fotografa e regista. Com'è stato crescere in una famiglia come questa?
La mia matrigna Marietta è una sceneggiatrice e mia madre Evalena è una psicologa. Mio padre e mia madre non hanno mai imposto nulla a me e mia sorella, ci hanno dato accesso a molte cose e ne abbiamo approfittato. È stata un'infanzia incredibilmente stimolante, piena di musica e danza.

Il primo album dei BADA è appena uscito per la tua etichetta, Pomperipossa Records. Anche tu sei coinvolta in questo gruppo musicale di drone-music, giusto? Puoi parlarci un po’ del progetto e della tua passione per questo sound?
Siamo un gruppo di amici che hanno interessi comuni nella musica lenta e nel noise più pesante. Non ci sono regole per ciò che facciamo e suoniamo finché tutti possono accettarlo. Per me è un ottimo modo per suonare musica pesante senza sentire la pressione di non sentirla suonare "come me”. Ho toccato dei punti incredibili con questa band che non avrei potuto raggiungere con il mio progetto.

Parlaci un po’ della tua label e delle sue uscite. Quanto è importante oggi produrre musica su supporti fisici? La versione in vinile del tuo nuovo album è già esaurita in pre-ordine. Ti aspettavi un tale successo?
La mia etichetta è una piccola label che pubblica, per lo più, piccole edizioni limitate. La gestisco insieme alla mia migliore amica Laura Lee De La Vega e insieme cerchiamo di riunire persone visionarie di talento intorno a noi e offrire loro una piattaforma da cui pubblicare e creare musica. Il supporto fisico è tutto ciò che abbiamo realmente. Ho completamente rinunciato al formato digitale. Non è una piattaforma dalla quale guadagnare soldi, soprattutto non per artisti alternativi o sperimentali, è una piattaforma estremamente esclusiva e discriminante. Sono grata del fatto che il mio pubblico non sia solo curioso della mia musica ma anche di ciò che la Pomperipossa Records pubblica. Sembra che siamo riusciti a creare uno stretto rapporto con i nostri clienti, anche se il servizio postale sta lavorando 24 ore su 24, sette giorni su sette, per rovinare tutto.

Ti manca di esibirti dal vivo? Quali sono i tuoi progetti futuri? C'è qualcosa che hai in mente e puoi rivelarci?
Io sono prima di tutto una musicista che ama esibirsi dal vivo. Non suonare di fronte a un pubblico è stato devastante per me, a molti livelli. Mi piace pensare che questo periodo di quiete mi abbia permesso di scrivere in modi che non avevo mai fatto prima, e finalmente ho la cosa che ho sempre desiderato: il tempo. Il prossimo anno uscirà un documentario per cui ho scritto la musica e spero di riuscire a finire, forse anche a pubblicare, il mio sesto album.

Grazie per il tuo tempo.
Grazie per avermi dato spazio.



Discografia
 
Track Of Time (Ep, Kning Disk, 2010)
 
Singing From The Grave (Kning Disk, 2010)
Ceremony (Kning Disk, 2012)
 Källan (Prototype) (Ep, Touch, 2014)
The Miraculous (City Slang, Pomperipossa Records 2015)
 Källan (Betatype) (Ep, Ash International, 2016)
Dead Magic (City Slang, Pomperipossa Records 2018)
 All Thoughts Fly (Southern Lord 2020)

 

 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

Track of Time
(videoclip da Singing From The Grave, 2010)

Deathbed 
(videoclip da Ceremony, 2013)

Epitaph Of Theodor
(videoclip da Ceremony, 2013)

Epitaph of Daniel 
(videoclip da Ceremony, 2013)

Evocation 
(videoclip da The Miraculous, 2015)

The Mysterious Vanishing of Electra
(videoclip da Dead Magic, 2018)

Sacro Bosco
(videoclip da All Thoughts Fly, 2020)

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The Miraculous

(2015 - City Slang / Pomperipossa)
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