GALATI - Silence (As A Din)

2018 (Databloem)
ambient, post-rock

Roberto Galati è un viaggiatore, scrittore, musicista e fotografo. I suoi viaggi nelle regioni più recondite e isolate del mondo, da anni, si traducono in scritti e album di grande fascino. Dopo il viaggio in Groenlandia che ha dato vita a “Floe Edge” (2012), e gli altri in Tibet, Cina, Kashmir, Pakistan, alla ricerca delle natura incontaminata dalla modernità, Galati si è addentrato in uno stretto sentiero alla ricerca di un silenzio spirituale che, come dice il filosofo Joseph Rassman, è “l’essenza più intima di ogni essere e l’elemento che congiunge ogni essere con tutto ciò che esiste”.

Il suo recente viaggio in Islanda, la terra del silenzio, è il punto di partenza per il nuovo “Silence”, connubio di atmosfere ambient e accenni di imponenti edifici post-rock, che solcano un perimetro che sta tra i movimenti percussivi di Loscil, le asimmetrie di Tim Hecker fino ai tentativi inespressi di crescendi in stile Godspeed You! Black Emperor. Chitarre, violino e tastiera a creare mondi grandiosi e distanti, arricchiti dalla voce di Stella Talami (nella terza parte) e dalle note d’arpa di Sara Masiero Serra.

Quattro grandi flussi di coscienza, di cui almeno due monumentali (il primo di venti e il terzo di venticinque minuti), si distaccano dalle classiche atmosfere ambient per dispiegarsi in territori più caotici e ambiziosi senza mai liberarsi definitivamente, come un urlo disinnescato dallo sguardo di una natura ostile che ci fa comprendre la nostra piccolezza; tentativi di crescendo schiacciato dalla necessità del silenzio, con chitarre che ripetono pattern in stile Swans ma con decibel ridotti (l’accordo ripetuto dal decimo minuto della terza parte), o che si pongono tra depressione e imponenza (i cauti rimandi a “Midrange” dei Labradford nei primi cinque minuti della prima parte).

Tra corde pizzicate in stile Oldfield e le maestose architetture sonore delle tastiere e delle chitarre sovrapposte, a emergere è l’essenza stessa della natura, non amica bensì potente nemica da guardare, alla maniera del Werner Herzog di “Aguirre“, affascinati ma col dovuto timore e rispetto. Un senso di inquietudine che pervade ogni nota del nuovo lavoro di Roberto Galati.

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04/04/2018

Tracklist

  1. 1. Silence (As A Din) Part 1
  2. 2. Silence (As A Din) Part 2
  3. 3. Silence (As A Din) Part 3
  4. 4. Silence (As A Din) Part 4