Black Country, New Road

For The First Time

2021 (Ninja Tune) | post-rock, avant-rock, jazz-rock

Arrivano da Londra i giovanissimi Black Country, New Road, al debutto con Ninja Tune. E schizzano subito in cima alle chart inglesi trasformandosi, dopo Fontaines D.C. e Idles, nella next big thing della musica anglo-irlandese. “For The First Time” ha l’urgenza di trasferire su disco l’espressività live della band, frutto delle numerose date che si sono susseguite fin dalla loro formazione, nel 2018, spesso insieme ai Black Midi. Ensemble di sette membri nato dalle ceneri dei Nervous Conditions (voce e doppia chitarra, basso e batteria, sassofono, violino e strumenti a tastiera), i Black Country, New Road si trovano al crocevia tra l’intellettualismo del post-rock chitarristico di Slint e June of 44, l'ansia dell’emo dei Van Pelt e la tensione del (nu-)jazz soprattutto delle formazioni di Shabaka Hutchings, The Comet Is Coming su tutte, ma anche del progetto Masada/Electric Masada di John Zorn.

L’iniziale “Instrumental” fonde musica klezmer e post-punk prospettando una direzione più prevedibile rispetto a quella in cui invece ci porta la successiva “Athens, France”, che incarna perfettamente la triplice anima del disco, dove i fraseggi di Karate e American Football incontrano il lirismo dei Murder Capital. Se “Science Fair”, uno dei brani più intriganti dell’album, apre un interstizio sperimentale su un’orchestrazione tra Gil Evans e Exploding Star Orchestra, per condurre il post-rock nel free-jazz e nell’elettronica, i riff elegiaci di “Sunglasses”, posti su un letto di synth che risuonano come campane, e di “Track X” creano uno stato di grazia apparente ricco di spaccature e aperture, che rimanda al sound e alle progressioni di band canadesi come Broken Social Scene e Do Make Say Think.

Il disco trattiene tutta la tensione e l’inquietudine dei tempi che stiamo vivendo, di una capitale in stato di lockdown sociale e generazionale, in cui il disco diventa testimonianza dell’energia di un tipo di musica dalla forte componente live. Guida i brani la presenza vocale e performativa di Isaac Wood, sotto la stella nera di David Bowie, che costruisce piccoli quadri disfunzionali di vita quotidiana, dimostrando un’incredibile sicurezza narrativa e interpretativa che ci tiene costantemente con le orecchie tese sul “poi”:

I am invincible in these sunglasses
I am the Fonz, I am the Jack of Hearts
I am looking at you and you cannot tell
I am more than the sum of my parts
I am looking at you with my best eyes and I wish you could tell
I wish all my kids would stop dressing up like Richard Hell
I am locked away in a high-tech, wraparound, translucent, blue-tinted fortress
And you cannot touch me

Chiude tra estremi che non si ricongiungono perfettamente “Opus”, il cui lirismo e gli umori math-rock si sgretolano in una cagnara à-la Gogol Bordello.
Trascinante, potente e promettente per raffinatezza, teatralità e un intelligente mix di generi e stilemi, “For The First Time” è un ottimo ascolto che ci fa ben sperare in una prova più personale (e forse un pochino più slabbrata).

(15/02/2021)

  • Tracklist
  1. Instrumental
  2. Athens, France
  3. Science Fair
  4. Sunglasses
  5. Track X
  6. Opus
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