Iceage

Seek Shelter

2021 (Mexican Summer) | rock, post-punk

Prima buona notizia: con “Seek Shelter” tutti i tasselli della musica degli Iceage sono finalmente al posto giusto. La formazione danese ha accantonato definitivamente lo stato di cult-band, e l’hardcore-punk degli esordi è ora un magmatico post-punk dalle tonalità drammatiche e ricercate. Con il nuovo album si prospetta un futuro luminoso e ricco di interessanti sviluppi. Per i più distratti, che finora ne avevano ignorato le gesta, proviamo però a fare un passo indietro.

Sono già passati dodici anni dal pulsante esordio “New Brigade”, un periodo di costante crescita, culminata in “Beyondless”, sintesi perfetta anche di tutte quelle variabili sperimentate da Elias Bender nei vari side-project (Pagan Youth, Marching Church, Sexdrome, Vår). All’evoluzione musicale si è affiancata una più marcata coscienza sociale e politica: non solo la band ha subito messo in chiaro alcune errate interpretazioni di alcuni simbolismi utilizzati agli esordi, che avevano attirato critiche di fascismo e razzismo, ma ha anche preso posizione nei confronti di alcune scelte politiche scellerate, che in Danimarca stanno costringendo le popolazioni non bianche a vivere in veri e propri ghetti.
Il sopracitato “Beyondless” del 2018 è apparso a molti come lo zenit creativo della band, in verità è stato solo il primo step di una rivoluzione che ha sancito il passaggio dalla Matador alla Mexican Summer, oltreché l’ingresso di un nuovo membro: il chitarrista Casper Morilla Fernandez.
Il nuovo disco “Seek Shelter” è anche il primo che si avvale di una produzione esterna, affidata a Peter Kember: meglio conosciuto come Sonic Boom. Un nome che evoca suggestioni psichedeliche dall’elevato contenuto space-rock.

Nelle nove tracce del disco, registrate a Lisbona, al nichilismo è subentrata la consapevolezza. Le crepe scavate nel corpo post-punk da influenze gothic e fuzz-pop hanno aperto la strada a ulteriori mutazioni di stile, che non hanno tuttavia sacrificato lo spirito selvaggio degli Iceage. Ne è prova il singolo di lancio, “The Holding Hand”, un rock-noir sudicio e malsano che mette in rilievo il tono più apocalittico del nuovo progetto, graffiando con inquietudine noise-goth e un timbro di voce tremolante.
Con il successivo singolo “Vendetta” gli Iceage violentano l’iconica immagine punk-rock, per un travolgente dance-rock in stile madchester che, oltre a far impallidire Shaun Ryder, riporta in auge le tensioni erotiche dei Primal Scream di “Screamadelica”, e affronta il problema della deriva dispotica della cultura occidentale. A questo punto, confusione ed eccitazione hanno spianato la strada a uno dei singoli più audaci e potenzialmente iconici dei tempi moderni, ”Shelter Song”. Una liturgia a base di post-punk, spirituals e britpop, nutrita da una sezione archi e da un coro gospel che tolgono il respiro.

“Seek Shelter” può a questo punto senz’altro contare su alcune delle canzoni più potenti della band danese, ciò nonostante è difficile definire una qualsiasi delle nove tracce come minore. Brucia infatti di passione l’incandescente ballata “Love Kills Slowly”, un’appassionata spirale lirica-apocalittica alla Nick Cave. Sorprende la verbosa poetica alla Bruce Springsteen/Lou Reed di “Gold City”. E non perde smalto la band neanche quando entra con decisione in un ambito rock più tipico con “The Wilder Powder Blue”, o dissotterra le pulsioni più grintose dei primi Oasis in “Dear Saint Cecilia”.
La furia alla Mc5/Stooges che anima “High & Hurt” è calibrata da un’attitudine psych-rock e dalla intelligente citazione di “Will The Circle Be Unbebroken”, popolare inno cristiano dei primi anni del 900, con basso e batteria che travolgono i sensi e l’irriverenza dei Fall a fare capolino. Ultima sfida per i danesi, la giocosa e bizzarra “Drink Rain”, che con una ricca sequenza di accordi confonde Irving Berlin e Vic Godard, graffiando ancor più nel profondo di quel goth-rock che da sempre ha tracciato il percorso creativo del gruppo.

Altra buona notizia è la scrittura, il vero elemento discriminante tra gli Iceage e altre band coeve. Tutto questo si traduce in un’autentica sferzata d’energia, che suona come un segno di rinascita emotiva e creativa che merita ancor più attenzione in un periodo storico saturo di torbide esternazioni dal mood dolente. Il ghiaccio degli Iceage brucia di passione.

(01/05/2021)

  • Tracklist
  1. Shelter Song 
  2. High & Hurt
  3. Love Kills Slowly
  4. Vendetta
  5. Drink Rain
  6. Gold City
  7. Dear Saint Cecilia
  8. The Wilder Powder Blue
  9. The Holding Hand






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