Lil Nas X

Montero

2021 (Columbia) | pop-rap

Lil Nas X s'è cresciuto da solo. I genitori hanno giusto fatto in tempo a registrarlo all'anagrafe Montero Lamar Hill (così, in onore della... Toyota Montero) prima di separarsi e sballottarlo a giro per i quartieri peggiori della Georgia. La sua sarebbe potuta essere una storia marginale come quella di tanti altri omosessuali afroamericani prima di lui, abbandonati alla ricerca della propria strada o magari adottati nella cultura delle ballroom.
Ma il piccolo Montero, classe 99, ha avuto un compagno di giochi tutto nuovo: Internet, il non-luogo ad accesso illimitato dove ha passato sin troppo tempo e probabilmente ha visto cose che bimbi della sua età non avrebbero dovuto vedere. Sta di fatto che tutta la solitudine e l'inquietudine di questo cuoricino trepidante si sono poi personificate nel mostruoso successo virale di "Old Town Road". Ed è subito stata chiara l'innata abilità di Lil Nas X nel manovrare i canali social per punzecchiare e creare contenuti sempre più stupidi in tempi record. Dopo un mese di radiosa gravidanza, creata ad hoc per perculare la copertina dell'ultimo album di Drake, "Montero" è giunto a noi la notte del 17 settembre tramite quello che - possiamo scommettere - è stato il primo parto anale della storia dell'hip-hop.

E questo per tacere del video-evento dell'irresistibile singolo "Montero (Call Me By Your Name)", uno dei momenti topici dell'anno, che gli è valso pure la vetta della Spotify Global. Tra scarpe sataniche, rauche esibizioni dal vivo, esperimenti di haute couture e un vernacolo sempre schietto, Lil Nas X è il pop-rapper del momento che sta normalizzando le vicissitudini della propria comunità, raccontandone le insicurezze e inscenando senza alcun pudore una scalpitante voglia di cazzo raramente vista in vetta a Billboard.
Se negli ambienti più liberali la sua presenza può essere facilmente celebrata come il volto del futuro, l'altra fetta opposta di popolazione ha mostrato ben altra opinione a riguardo, ma per il Nostro questo è tutto gasolio da buttare nel motore del razzo che ama cavalcare per volare dritto in gola a ogni detrattore.
Eccolo alle prese con una bollente delusione d'amore nel melodico e implorante pop-rock di "Thats What I Want", e poi come il prediletto "Industry Baby" della Columbia, pronto a conquistarsi quel posto di rilievo che troppo spesso l'industria ha negato a uomini come lui. Sicuramente ficcante anche la dolceamara ballata "Sun Goes Down", dedicata alle paturnie di un piccolo Montero insicuro sul da farsi – uno standard adolescenziale dal respiro poetico ben piu ampio rispetto al qui presente contesto del coming out.

Pur senza mai stupire, "Montero" si dimostra un ascolto piacevole e ben congegnato, capace di reggere il peso dell'hype mediatico che l'accompagna da mesi; l'afflato quasi wave di "Lost In The Citadel" e lo stralunato folk latineggiante di "Tales Of Dominica" sono due ottime confetture sonore nelle quali l'autore mostra un toccante lirismo giovanile, "Don't Want It" impiega piuttosto la magniloquenza sonora di Kanye West per raccontare un presente ansiogeno, mentre il moderno intimismo di "Dead Right Now" e "Void" fanno pensare rispettivamente a Kid Cudi e Frank Ocean, in un rifrullo di richiami all'ultimo decennio di evoluzioni di main e midstream americano. Elton John si limita a suonare il piano su "One Of Me", stemperando con delicatezza il perno trap che fa da sfondo a una serie di liriche amare e disilluse.

Poi, certo, come ogni prodotto dell'era TikTok, "Montero" e annessa opulenza dell'immaginario visivo sono anche un chiaro specchio dell'America di questi anni: stilisticamente onnivoro, sboccato e talvolta eccessivamente tracotante nel tentativo di nascondere i traumi e le inquietudini che annunciano l'inizio di ogni grande declino. Pezzi come "Dolla Sign Slime", con Megan Thee Stallion, e "Scoop", con Doja Cat, pagano dazio al canone del moderno hip-hop, inscenando un culto della personalità ai limiti del sordo voyeurismo.
Ma Nas non demorde e chiude l'ascolto con due dei momenti più personali in scaletta: la corpulenta sfuriata rock di "Life After Salem", a un passo dal nervosismo di Yves Tumor e i vecchi Smashing Pumpkins, e poi l'esatta controparte emotiva dello squisito country-folk "Am I Dreaming", in compagnia di una Miley Cyrus ormai a proprio agio su qualsiasi cosa metta bocca.

Resta da vedere cosa sarà di Lil Nas X una volta digeriti i clamori e le controversie, se davvero sta nascendo una stella o se il tutto si trasformerà in uno stanco gioco di "al lupo al lupo" – per quanto, onestamente, seguirne le gesta sui social nell'ultimo anno sia stato proprio uno spasso.
Dal canto suo, Lil Nas X non pare ingenuo né in mala fede, ma anzi sin troppo conscio di essere parte integrante del sistema - una vera e propria beez in the trap, come diceva la sua eroina d'infanzia Nicki Minaj. Ma la sua scommessa ha pagato: a soli ventidue anni il ragazzo sta abbattendo barriere a colpi di Twitter, rime e paillettes, e il suo primogenito "Montero" può considerarsi riuscito.

(23/09/2021)

  • Tracklist
  1. Montero (Call Me By Your Name)
  2. Dead Right Now
  3. Industry Baby feat. Jack Harlow
  4. Thats What I Want
  5. The Art Of Realization
  6. Scoop feat. Doja Cat
  7. One Of Me feat. Elton John
  8. Lost In The Citadel
  9. Dolla Sign Slime feat. Megan Thee Stallion
  10. Tales Of Dominica
  11. Sun Goes Down
  12. Void
  13. Don't Want It
  14. Life After Salem
  15. Am I Dreaming feat. Miley Cyrus




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