Rock in Onda

The Cure

La parabola dei ragazzi immaginari - Ascolta online

di Claudio Fabretti

Tutta dedicata ai Cure la nuova puntata di Rock in Onda, il programma condotto da Claudio Fabretti su Radio Città Aperta.
Dal debutto dei "tre ragazzi immaginari" del Sussex all'era dark e ai trionfi nelle arene di tutto il mondo. Quattro decenni in costante evoluzione, tra ansie, paranoie e depressioni, sotto la guida spirituale di Robert Smith. Ripercorriamo l'epopea di una delle formazioni più importanti della new wave.

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The Cure


Lo sguardo dei Cure ha attraversato il decennio Ottanta, allargando le pupille nelle penombre del post-punk degli esordi di "Three Imaginary Boys", scrutando  nell'oscuro abisso gotico di "Seventeen Seconds", "Faith" e "Pornography", cercando squarci di luce con "The Top" e foggiandosi infine nella maschera grottesca, ma ironica e persino a tratti giocosa, dell'inquietante incrocio tra un malinconico Pierrot e un sarcastico Joker degli album della "svolta pop". Poi, la nuova svolta romantica del sontuoso "Disintegration", ideale canto del cigno di un decennio straordinario, seguito da un lento e progressivo declino, in cui però non sono mancati sporadici lampi.
Dopo oltre 40 anni di carriera è difficile dire cosa spinga ancora Robert Smith a scrivere canzoni e soprattutto a calcare ossessivamente i palchi dei concerti live, quasi che i Cure contendano agli U2 il titolo di "Rolling Stones della new wave". Certo, mentre la tradizione delle malinconie inglesi continuava oltre di lui (trionfando coi Radiohead), il cantante dei Cure è riuscito a crearsi un mondo a parte tanto inquietante quanto consolatorio, a cui un certo tipo di pubblico sembra continuare a far ritorno per ristoro e conforto. Per capire le ragioni del mito bisogna però necessariamente rivolgersi all'indietro, a come Smith e compagni apparivano nel video-concerto "The Cure In Orange" del 1986, registrato in Provenza, nel Theatre Antique d'Orange: degli estrosi visionari, persi al labile confine tra i sogni e gli incubi, tra la solitudine e l'amore, tra il peccato e l'innocenza.

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Scaletta del programma
 

  1. Killing An Arab
  2. 10:15 Saturday Night
  3. Boys Don't Cry
  4. A Forest
  5. Play For Today
  6. M
  7. The Holy Hour
  8. The Funeral Party
  9. Charlotte Sometimes (live)
  10. One Hundred Years
  11. Siamese Twins
  12. A Strange Day
  13. The Walk
  14. In Between Days
  15. A Night Like This
  16. Just Like Heaven
  17. How Beautiful You Are
  18. If Only Tonight We Could Sleep
  19. All I Want
  20. Lullaby
  21. Plainsong
  22. Last Dance
  23. Trust
  24. This Is A Lie
  25. Quicksand (live, Robert Smith & David Bowie)
  26. The Last Day Of Summer
  27. Lost
  28. Sirensong

Base strumentale: Kiss
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