Il Flying Pig è ancora in piedi. Ma per chi si è battuto per anni contro la sua demolizione, la vittoria rischia di avere un sapore decisamente amaro. Lo storico pub di Cambridge legato alle origini dei Pink Floyd, dove secondo la tradizione avvenne il primo incontro tra Syd Barrett e David Gilmour, è stato risparmiato dalle ruspe dopo una lunga mobilitazione popolare. Oggi, però, appare minuscolo e isolato ai piedi di un enorme complesso di uffici sorto tutt’intorno, parte di un progetto di riqualificazione da 500 milioni di sterline.
La petizione
Quasi 15.000 persone avevano firmato la petizione per salvare il locale, minacciato di demolizione fin dal 2008. La sua conservazione era stata infine garantita nel 2023, quando venne approvato in appello il progetto da circa 500.000 piedi quadrati destinato a trasformare profondamente l’area. A distanza di tre anni, il Flying Pig è effettivamente sopravvissuto, ma è chiuso e vuoto, mentre alle sue spalle si innalza un nuovo edificio per uffici alto oltre trenta metri.
“È semplicemente assurdo, ha un aspetto folle”, ha raccontato al britannico Telegraph Justine Hatfield, che insieme al marito Matt ha gestito il pub per 24 anni. “Odio gli edifici che lo circondano, perché rappresentano la distruzione di qualcosa che amavamo. Vivo nelle vicinanze, ma faccio sempre un giro molto più lungo per evitare di passarci davanti, perché vederlo mi fa piangere”.
Un locale storico dal 1844
La storia del locale risale almeno al 1844, quando nello stesso punto era registrato un pub chiamato The Engineer. Nel 1860 diventò The Crown Inn e soltanto all’inizio degli anni Novanta assunse il nome Flying Pig. A ribattezzarlo fu l’allora proprietario Mick Clelford, soprannominato “Mick the Pig” e titolare di una licenza di pilota. Una coincidenza particolarmente felice per un luogo già entrato nella mitologia dei Pink Floyd: il nome richiamava infatti anche il gigantesco maiale gonfiabile immortalato sopra la Battersea Power Station sulla copertina di “Animals“, l’album pubblicato dalla band inglese nel 1977.
Ma il legame con i Pink Floyd affonda ancora più indietro nel tempo. Fu qui, sulla Hills Road di Cambridge, che Syd Barrett e David Gilmour si sarebbero incontrati per la prima volta alla fine degli anni Cinquanta, molto prima che le loro strade tornassero a incrociarsi nella storia della band. Nel corso dei decenni il Flying Pig sarebbe poi diventato uno dei punti di riferimento della scena musicale cittadina, grazie ai concerti, alle piccole sale illuminate dalle candele, alle birre artigianali e alle pareti ricoperte di poster e memorabilia.
“Arrivavano persone da tutto il mondo per vedere il leggendario Flying Pig”, ha ricordato Hatfield al Telegraph. “Era conosciuto per la musica dal vivo, e ne facevamo davvero tanta. Gestirlo è stata una gioia e ho amato ognuno di quei 24 anni”.

Una lunga battaglia
La battaglia per la sua sopravvivenza era cominciata nei primi anni Duemila, quando Pace Investments aveva acquisito il controllo dell’area e successivamente presentato un progetto che prevedeva la demolizione dell’edificio vittoriano. La reazione della comunità fu immediata. “Lo shock di scoprire che qualcuno volesse fare una cosa simile a un posto così bello fu devastante”, ricorda l’ex proprietaria. “La comunità ha combattuto duramente per salvarlo”.
La pressione pubblica spinse quindi la società a rivedere il progetto, mantenendo una parte più consistente dell’edificio. Ma mentre il Flying Pig veniva formalmente salvato, per gli Hatfield arrivò la notizia che il contratto d’affitto non sarebbe stato rinnovato. Dopo mesi di incertezza e ricorsi, Matt e Justine furono costretti a chiudere definitivamente il locale nell’ottobre 2021. L’ultima sera fu celebrata con la musica, senza però annunciare pubblicamente che sarebbe stata davvero l’ultima. “Sapevo che saremmo stati completamente sommersi di gente”, ha spiegato Hatfield. “La notizia passò soltanto con il passaparola. Abbiamo pianto tutti. Abbiamo dovuto licenziare tutto il personale. È stato straziante”.
Successivamente – riporta ancora il Telegraph – l’area è passata al Railways Pension Scheme, mentre lo sviluppo del nuovo complesso Botanic Place è stato affidato a Socius. Il vecchio giardino del pub è già scomparso, ma il progetto prevede che al termine dei lavori, previsto nel 2028, il Flying Pig venga restaurato e riaperto con uno spazio interno di 194 metri quadrati e un nuovo beer garden di 176 metri quadrati. Una nuova domanda urbanistica presentata a luglio prevede inoltre l’eliminazione dei vecchi alloggi dei gestori per realizzare uno spazio commerciale a doppia altezza. Il Flying Pig, dunque, dovrebbe tornare a essere un pub. Ma non sarà più quello degli Hatfield, ai quali è già stato comunicato che non potranno riprenderne la gestione. “Ogni giorno qualcuno mi chiede quando tornerò”, racconta Justine. “Sono stati 24 degli anni più felici della mia vita. I miei figli sono cresciuti lì. Era un posto straordinario ed è entrato nella storia di Cambridge. Sono triste perché non siamo più lì, ma posso solo dire che ci restano anni di ricordi fantastici”.
Resta così il paradosso di una lunga battaglia conclusa con una vittoria soltanto parziale. Il Flying Pig non è stato demolito e dovrebbe tornare a vivere nel 2028, ma il piccolo pub vittoriano che per generazioni aveva rappresentato uno dei cuori della Cambridge musicale è ormai circondato da un paesaggio completamente diverso. Salvato dalle ruspe, sì, ma quasi inghiottito dalla riqualificazione che avrebbe dovuto garantirne il futuro.
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