Arca

kick ii, kick iii, kick iiii, kick iiiii

2021 (XL) | art pop, deconstructed club

La gestazione delle cinque creature del ciclo "kick" di Alejandra Ghersi avviene gradualmente. A partire dalla performance video, "Fetiche", nel 2018, un flow ambient di una decina di minuti che andrà a collimare nella seconda tappa del viaggio, ovvero "@@@@@", un mixtape lungo un'ora che si accompagna a un'opera video di Frederick Heyman.
A distanza di tre anni, lo stesso Heyman cura i visual di "kick", modellando su Ghersi un avatar 3D, una dj “surrealista” dall'aspetto di una bambola fetish-cyberpunk. Il processo creativo del nuovo universo Arca-centrico, dove estetica e opera sono inscindibili, si espande pian piano nel mondo social, nella trasmissione RADIO DIVA EXPERIMENTAL e su Instagram, in un flusso quasi documentario di riflessioni e statements sulla transizione di gender affrontata da Ghersi. Coronano il processo le produzioni per Lady Gaga, FKA Twigs, Kanye West, l'amicizia con SOPHIE, gli incontri con Jodorowsky, le collaborazioni con l'alta moda, la creazione di una community su Discord. In breve, si solidifica la consapevolezza di poter trasformare un percorso doloroso in un punto di forza in termini di immagine e di stile.

Con la serie "kick" siamo di fronte a tre ore e ventidue di delirii, farsa, tragedia, spleen e auto-celebrazione. Le passeggiate notturne lungo le strade di Barcellona, il sudore dei club, gli outfit fetish, la voglia di divorare il mondo ("Que me como al mundo ya/ Con estas ganas de follar"), il patimento: vita e opera si uniscono indissolubilmente. “Bitch is real on my side”, come recita “Nonbinary”. 
L'identità si dirama come in un rizoma. C'è l'Arca dominatrice, la “Patrona en esta mierda”, la señorita che vuole sputare in faccia ai suoi rivali, la bruja/strega, la meretrice, e c'è il nucleo fragile del sé, “Andro”, il morto, il ragazzo di Caracas che ballava sui tacchi sentendosi abietto, proprio lui, quello che nel 2017 avevamo lasciato in stato cadaverico.

La performance identitaria/ritualistica di morte e rinascita si riflette nella  composizione in senso stretto. Sin dagli esordi la sfida di Arca è di destrutturare i generi e andare oltre le definizioni, e sin da "kick i" lo fa unendo avventurose sperimentazioni sonore e citazioni autobiografiche, come se i generi fossero object trouvés da mixare, senza distinzioni tra “alto” e “basso”.
In "kick ii" gli stilemi dei generi reggaeton, merengue e salsa, reminiscenze dell'adolescenza trascorsa nei locali di Caracas si innestano su effetti Edm e industrial-techno in banger tracks che vogliono essere pop senza mai esserlo fino in fondo ("Prada", "Rakata", "Tiro"). La cover di "Lluna Llena" di Simòn Dìaz segna uno spartiacque tra un mood da dancefloor e un flow sonnambulo e oscuro ("Femme", "Confianza", "Lethargy") che mescola glitch, drill'n'bass e ambient.  Arriviamo alla canzonetta pop spiazzante "Born Yesterday", in collaborazione con Sia, un corpo estraneo e volutamente straniante, quasi a voler ribadire che questa sorta di pop d'avanguardia non cerca di compiacere, non segue alcuna classificazione, anzi, si presta alla riproduzione randomica di Spotify. A chiudere la traccia strumentale "Andro", un brano che sembra provenire da "Xen" o da "Mutant".

A partire dall'intro "Bruja", distorsioni synth unite a un violento parlato/rappato alternato da cori distorti - che ritroviamo in "Elettra Rex" – "kick iii" è una sinfonia umorale di aggressiva psichedelia, il parto di una creatura polimorfa. Arca “ruba” a piene mani elementi della musica elettronica anni 90, drum'n'bass, noise, industrial, trap. Dissonanti, raffinate, violente, "Morbo", "Fiera", "Rubberneck" si stagliano come riusciti innesti di vitalità; non è da meno il rap dissacrante di "Señorita" - proviene da un altro pianeta, invece, la closing track "Joya", dove la musicista ristabilisce una quiete melodica, un momento di decompressione.
Nel concept di "kick iii", le due maschere tragiche di Ghersi, Elettra e l'Edipo re, uccidono entrambi i genitori per rinascere a sé, in quella che viene definita una “narrazione psico-sessuale non binaria”:

Electra Rex, a merging of both names, an integration of both Oedipus Rex and Electra: Electra Rex it kills both parents and has sex with itself, and chooses to live

L'uccisione rituale libera la pura energia sessuale di "kick iiii": si dà il benvenuto alla nuova "Xenomorphgirl", al suo dj-set xenopop. "Queer (feat. Planningtorock), "Esuna" (con Olivier Coates), "Lost Woman Found" sono tracce che sembrano provenire da una galassia lisergica, da un party del metaverso, mentre "Boquifloja", uno dei brani più interessanti dell'intero ciclo, è una ballad grunge/ ambient/glitch. "Kick iiii" è un album anestetizzante, quasi freddo, ("Fucking machine, merging with mortal monsters, I'm with my fucking machine"), che soprattutto nella quasi doom "Alien Inside" si richiama concettualmente al David Bowie anni 90, lasciando Shirley Manson dei Garbage recitare:

The first death
The last birth
The first time you recognized the alien inside
In the face of abject misery
Remember the post human celestial sparkle

"Chiude Paw", un'allucinazione BSDM su synth dissonanti. Si aprono le porte di "kick iiiii", l'ultimo livello di questo strano videogame, uscito a sopresa, quasi un B-side project. “How does one coax in the face of pain?”. Qui, il mood è low, elegiaco - come se fosse un ritorno ad "Arca" - e acquista ancora più valore da un punto di vista musicale in quanto viene ribadito dopo un viaggio nella sperimentazione più folle. Si ritorna al waterlogged piano ("Muscolos", "Pu", "la Infinita"), all'introspezione astratta ("Ether", "Amrep", "Fireprayer"), alle melodie sacre ("Estrogen", "Chiquito)". Tra un kick e un clang, tra un arrabbiato reggaeton e un dissacrante hyperpop, la fine del ciclo corrisponde al suo inizio.

Quella compiuta da Arca è una ridondante auto-celebrazione che nei suoi momenti di abiezione e follia convince, ma mostra qualche fragilità nella visione d'insieme. In "kick iii" e "kick iiiii" sublima la sua smania di sedurre e divertire: dimostra di saper comporre e tale anelito risalta anche negli altri tre album, ma in maniera distonica e frammentata.
Ghersi si colloca, in parte, nel mondo della nuova elettronica/dance/pop, tra Shygirl, Coucou Chloe, 100gecs, Bladee, LSDXOXO, BOYZNOIZE, Let's Eat Granma, Slowthai, Sega Bodega, Grimes, AG Cook, SOPHIE (figura chiave del progetto "kick"), ma non si accontenta del pop e guarda ad Autechre, Aphex Twin, Alva Noto, Oval, Fennesz. Si posiziona di fatto maggiormente nella musica elettronica contemporanea, distinguendosi come l'outsider geniale e dannata, il talento migliore e il personaggio più complesso. A incoronare la “regina” è uno dei pionieri dell'elettronica, Ryuichi Sakamoto, ricordandole in "Sanctuary" che vi è una dignità nell'abietto e anche un certo compiacimento: “Entropy, A mutant faith, Vanity”. Il cerchio è chiuso, il rituale compiuto.

* Voti ("kick ii", 7 - "kick iii", 8.5 - "kick iiii", 6 - "kick iiiii", 7.5)

(22/12/2021)

  • Tracklist

kick ii

1. Doña
2. Prada
3. Rakata
4. Tiro
5. Luna Llena
6. Lethargy
7. Araña
8. Femme
9. Muñecas
10. Confianza
11. Born Yesterday ft. Sia
12. Andro


kick iii

1. Bruja
2. Incendio
3. Morbo
4. Fiera
5. Skullqueen
6. Electra Rex
7. Ripples
8. Rubberneck
9. Señorita
10. My2
11. Intimate Flesh 1
12. Joya


kick iiii

1. Whoresong
2. Esuna ft. Oliver Coates
3. Xenomorphgirl
4. Queer ft. Planningtorock
5. Witch ft. No Bra
6. Hija
7. Boquifloja
8. Alien Inside ft. Shirley Manson
9. Altar
10. Lost Woman Found
11. Paw


kick iiiii

1. In The Face
2. Pu
3. Chiquito
4. Estrogen
5. Ether
6. Amrep
7. Sanctuary ft. Ryuichi Sakamoto
8. Tierno
9. Músculos
10.La Infinita
11. Fireprayer
12.Crown







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