Big Red Machine

How Long Do You Think It's Gonna Last?

2021 (37d03d/Jagjaguwar) | art-pop chamber-folk

Justin Vernon e Aaron Dessner rimettono in moto la Grande macchina rossa, consolidando definitivamente un progetto che sembrava destinato a essere un one-off creativo. La nascita dell’etichetta 37d03d ha ulteriormente rafforzato il legame creativo tra i due musicisti, impegnati ormai su più fronti, in parte responsabili anche del nuovo percorso artistico di Taylor Swift, protagonista di una svolta introspettiva e musicalmente matura, suggellata dai due album gemelli “Folklore” e “Evermore”.

Per “How Long Do You Think It's Gonna Last?” Dessner e Vernon non abbandonano l’idea di collettivo che era alla base del primo album dei “Big Red Machine”, assorbendo le prerogative del progetto People all’interno del collettivo 37d03d. Il secondo album rende ancor più manifesta la natura corale della proposta, trasformando la band in una open-space aperta a collaborazioni e interventi creativi. Anais Mitchell, Fleet Foxes, Taylor Swift, Sharon Van Etten, Lisa Hannigan, Ben Howard e This Is The Kit sono solo alcuni degli artisti che mettono al servizio della musica del duo la propria ecletticità, spostando l’asse del disco verso atmosfere meno sperimentali e più marcatamente dream-folk-pop.

Inconsapevolmente, “How Long Do You Think It's Gonna Last?” ricopre il ruolo di resoconto sonoro di un’epoca che sembra stia per essere definitivamente archiviata, ovvero l’indie-folk. Come le colonne sonore di “No Nukes”, “F.M.” e “The Last Waltz”, che raccontavano di epopee sonore in via d’estinzione, il secondo album dei Big Red Machine offre un quadro esauriente di quel che è accaduto alla musica pop-rock negli ultimi trent’anni.
Nello stesso istante tutto quel che viene narrato in queste quindici tracce ha caratteristiche anche autobiografiche, non solo per la presenza in copertina di una foto che include Aaron, il fratello Bryce, la loro sorella e la nonna Stella, che all’epoca della foto aveva appena compiuto 100 anni (era il 1979), ma anche perché il testo del brano che apre in maniera egregia l’album, ”Latter Days”, è stato scritto da Anais Mitchell in base a un racconto di Bryce Dessner.

E’ comunque  il membro fondatore dei National il motore primario di “How Long Do You Think It's Gonna Last?”. Il caratteristico tono languido e noir di Dessner domina gran parte delle composizioni, dando origine a una lieve stasi creativa che viene stemperata dai contributi esterni. Sono infatti Robin Pecknold dei Fleet Foxes e Anais Mitchell i protagonisti del valzerone folk-psych di “Phoenix”, ed è sempre il tocco magico della Mitchell la fonte delle intense emozioni della sofisticata ballata pianistica “New Auburn“.

D’altro canto, il secondo album dei Big Red Machine offre ad Aaron l’opportunità di esternare, per la prima volta, il riservato e maldestro timbro vocale, prima nella ballata piacevolmente scolastica “The Ghost Of Cincinnati” (originariamente destinata a Taylor Swift), quindi nel brioso accenno etno-folk di “Magnolia” e infine nella delicata e suggestiva “Brycie”, un trittico folk-pop che accosta la sensibilità di Dessner al giovane Paul Simon, senza però toccarne tutta la grandezza.
Sul versante più elettronico e contaminato ci sono invece gli interessanti spunti sonori incastrati neI distonico rap “Easy To Sabotage” e il trip-hop malinconico di “8:22AM”, due brani che mettono ulteriormente in risalto una delle idee più suggestive dell’album, ovvero la singolare sinergia tra i ritmi live di James Krivchenia dei Big Thief e le manipolazioni della drum machine orchestrata da Vernon e Dressner. 

E’ comunque un disco leggermente spiazzante, “How Long Do You Think It's Gonna Last?”. Il duetto Taylor Swift-Justin Vernon funziona senza intoppi nel dream-folk alla Peter Gabriel di “Birch”, l’inno a più voci (Sharon Van Etten, Lisa Hannigan, Shana Nova e ancora Justin Vernon) dona un tocco epico al gospel-folk di “Hutch” (dedicata a Scott Hutchison dei Frightened Rabbit) e il perfect-pop di “Renegade” conferma tutto quel che di positivo era accaduto nel gemellaggio con Taylor Swift.
Altrove prevale un senso di lieve svogliatezza che non permette a buone intuizioni come “Reese”, “Mimi” e “June's A River” di elevarsi al di sopra della media di quanto finora offerto dai due musicisti.

In definitiva, l’art-pop chamber-folk dei Big Red Machine è autunnale ma anche un po’ nebbioso. Nostalgia e malinconia spesso viaggiano su binari sconnessi, brani dall’immagine sonora nitida e potente si alternano a pagine lievemente sbiadite, dando ancor più senso a quell’interrogativo che dà il titolo all’album: "Quanto tempo pensi che durerà?".

(23/09/2021)

  • Tracklist
  1. Latter Days
  2. Reese
  3. Phoenix
  4. Birch
  5. Renegade
  6. The Ghost Of Cincinnati
  7. Hoping Then
  8. Mimi
  9. Easy To Sabotage
  10. Hutch
  11. 8:22AM
  12. Magnolia
  13. June's A River
  14. Brycie
  15. New Auburn




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