Pink Floyd, Syd Barrett: in arrivo un concerto e un album tributo

18-06-2026

A vent’anni dalla scomparsa e nell’anno in cui avrebbe compiuto ottant’anni, la città di Cambridge renderà omaggio a Syd Barrett con una serie di iniziative dedicate al fondatore dei Pink Floyd. L’appuntamento principale sarà un concerto tributo in programma il 10 ottobre al Cambridge Corn Exchange, storico locale che ospitò anche l’ultima esibizione pubblica di Barrett nel 1972. La data coincide inoltre con la Giornata mondiale della salute mentale.
Sul palco saliranno diversi artisti legati alla scena psichedelica e progressive, tra cui Kula Shaker, Soft Machine, Men On The Border, Diana Silveira & The Psychedelic Circus, Radhika e Pünk Floyd.
Neil Jones, tra gli organizzatori dell’evento, ha spiegato alla Bbc: “Ottant’anni dopo la sua nascita, l’influenza di Syd Barrett resta più potente che mai. La sua musica, la sua creatività e la sua visione unica continuano a ispirare artisti e pubblico di diverse generazioni”.
Anche la sorella del musicista, Rosemary Breen, ha voluto ricordarne l’eredità artistica: “Syd sarebbe stato felicissimo e onorato di sapere che la sua musica viene ancora apprezzata a Cambridge”.

Syd Barrett (Pink Floyd): un concerto e un album tributo

Le celebrazioni comprenderanno anche la pubblicazione, il 9 ottobre, di un album tributo disponibile in vinile colorato e cd, contenente nuove interpretazioni e materiale finora inedito. Tra i partecipanti figurano Kula Shaker, All About Eve, Mystery Jets, Rosalie Cunningham, David Gilmour e Nick Mason’s Saucerful of Secrets.
Dal 3 al 9 ottobre, inoltre, il Cambridge Openspace ospiterà una mostra dedicata all’attività artistica di Barrett, con dipinti, schizzi originali e riproduzioni di opere di grande formato.
L’intero progetto avrà anche una finalità benefica: i proventi delle iniziative saranno destinati a organizzazioni che operano nel campo della salute mentale.
Il concerto si terrà a Cambridge il 10 ottobre.

Syd Barrett è stato il primo leader dei Pink Floyd, nonché l’eminenza grigia dell’intero movimento psichedelico d’oltremanica (e non solo). E’ praticamente impossibile elencare tutte le band che in qualche modo hanno tratto ispirazione dalle visioni lisergiche del “testamatta” di Cambridge. Eppure, i suoi due lavori solisti (entrambi pubblicati nel 1970, su etichetta Harvest) sono stati anche l’ultimo fuoco di fiamma di un uomo sconfitto, che si avvicinava alla fine della sua creatività. Concepiti in uno stato progressivo di depressione, gestito incautamente con massicce dosi di uno psicofarmaco potente come il Mandrax, segneranno in un certo qual modo il distacco definitivo tra l’universo di Barrett e il mondo reale.
Barrett è stato l’anima creativa della prima incarnazione floydiana, quella non ancora miliardaria, che si divertiva a sperimentare, tra ballate acustiche, filastrocche stralunate e suite strumentali.
Una formula che nacque con l’esordio su Lp “The Piper At The Gates Of Dawn” in cui Barrett si immerse in un formidabile viaggio nella mente, tra droghe e allucinazioni, e che si attenuò poi nel tempo, a partire dal suo allontanamento dalla band, nel 1968.

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