Anna von Hausswolff

Anna von Hausswolff

La rinascita della magia

di Marco De Baptistis

Dotata di uno stile unico - tra drone music, doom metal e prosa dark - l'artista svedese unisce all'uso di uno strumento atipico come l'organo di chiesa una fascinazione per le leggende e il folklore scandinavo. E il tutto è impreziosito da un'evocativa voce, sospesa tra Kate Bush e Diamanda Galás

Nata a Göteborg nel 1986, Anna Michaela Ebba Electra von Hausswolff è riuscita a trasporre il suono dell’organo di chiesa in una dimensione neoclassica contemporanea mescolando in maniera originale drone music, doom metal e cantautorato dark. Il tutto è impreziosito da straordinarie performance vocali, sospese tra le vette celestiali di Kate Bush e il canto demoniaco di Diamanda Galás.

Emersa in patria come giovane promessa indie-folk, ben presto l’eclettica cantante svedese, appassionata di Tchaikovsky e black metal, si addentrera in territori ben più sperimentali tra bordoni, passaggi doom e derive stoner. Ad aiutarla è anche la formazione familiare: figlia del musicista e artista contemporaneo Carl Michael Von Hausswolff, Anna inizia, sin da piccola, studi di canto e musica classica (pianoforte e organo), cui unisce una passione sincera per il rock e un interesse crescente per le leggende e il folklore scandinavo.

Anna von Hausswolff debutta il 5 febbraio 2010 con l’Ep Track Of Time che anticipa l’album Singing From The Grave. Pur mantenendo una vena delicatamente pop, l'album svela tinte profondamente oscure e melanconiche. Il brano che dà il titolo all'intera raccolta, ad esempio, è una meditazione sulla propria vita passata, scritta dal punto di vista di un cadavere che assiste al suo funerale. “Track Of Time”, invece, è una canzone sulla perdita e sui solchi lasciati dal tempo. Il tema della caducità della vita terrena si mostra subito come argomento centrale nella poetica della compositrice svedese, come si evincerà anche dai suoi lavori successivi.
Le note del pianoforte, suonato dalla stessa von Hausswolff, ben accompagnano le evoluzioni della sua voce versatile, capace di spaziare da tonalità acute a momenti di oscura profondità. In sintesi, si tratta di un esordio che rimane nei confini di un cantautorato sui generis che può ricordare un po’ i lavori di artiste come Regina Spektor e Joanna Newsom. Qui e là emerge anche la fascinazione per il Nick Cave più intimista e riflessivo, che sarà approfondita in seguito, con incursioni in territori ancor più cupi e sperimentali.
Singing From The Grave conquista la critica in patria, grazie soprattutto alla voce dell’artista svedese, che le vale subito lusinghieri accostamenti a Kate Bush per la sua capacità di raggiungere tonalità altissime con la massima disinvoltura. Ma l'album lascia soprattutto presagire interessanti evoluzioni future, mostrando una buona capacità di scrittura e accattivanti, melanconiche melodie. Grazie ai buoni riscontri ottenuti, Anna ottiene diverse nuove proposte, partecipando a numerosi festival e aprendo i concerti di artisti come Tindersticks e Lykke Li.

Anna von HausswolffNel 2013 con il suo secondo album, intitolato Ceremony, assistiamo a un’interessante svolta nella sua musica. L'opera infatti si avvale, come strumento principale, di un antico organo a canne della chiesa di Annedal, situata a Göteborg. La straordinaria gamma di toni, suoni e timbri permette a von Hausswolff di costruire raffinate melodie con un’attitudine tra il gotico e il neoclassico, non disdegnando però sonorità “altre”. Dopo il tour di Singing From The Grave, infatti, Anna si avvicina alla musica dei pionieri del drone-rock, gli Earth, i quali da qui in poi, come da lei stessa ammesso, costituiranno una grande influenza per tutta la sua carriera.
Ceremony ampia lo spettro d’azione del lavoro dell’artista svedese, che si lancia in lunghe composizioni barocche, tra suoni d’organo, chitarre elettriche, batteria e sintetizzatori. Si spazia dalla marcia funebre di “Epitaph Of Theodor” alla morbida e oscura “Deathbed”, accompagnata da un video realizzato della sorella regista, Maria von Hausswolff.
Non mancano cupi interludi dark-ambient (“No Body”) e delicati momenti elegiaci (“Liturgy Of Light”) che richiamano le sonorità dell’esordio. L’apice del disco si raggiunge però con l’ispirata “Red Sun”, uno dei brani più emozionati composti dall’artista di Göteborg, assieme alla traccia “Epitaph Of Daniel”, sospesa tra echi delle musiche di Angelo Badalamenti e magiche atmosfere oniriche.
Permangono anche qui i temi della morte e della natura effimera dell'esperienza terrena. Von Hausswolff rivela anche che l’album è stato composto dopo la dipartita del nonno, a cui è dedicato, in particolare, il brano “Harmonica” (lo strumento che questi le aveva regalato sul letto di morte). Anche il titolo e il testo di una traccia come “Funeral For My Future Children” non lasciano certo spazio alla luce, per un episodio che rinnova il folk degli esordi attraverso una ballata riconducibile alla tradizione nordica.

Dopo l’uscita di Ceremony negli Stati Uniti, per opera di Other Music Recording Co., il nome di Anna von Hausswolff diviene sempre più conosciuto fuori dai confini nazionali, conquistando anche recensioni molto positive e apprezzamenti a livello internazionale.
Nello stesso anno Anna rivela ufficialmente la sua passione per il black metal, posando per una foto per il Dagens Nyheter con indosso una t-shirt di Burzum, alias dietro cui si cela Varg Vikernes, artista controverso, noto anche per alcuni fatti di cronaca nera degli anni Novanta che videro diverse chiese norvegesi andare a fuoco. Vikernes fu anche accusato e condannato per l’omicidio di Euronymous, membro della band black metal Mayhem.

Nel 2014 l’artista pubblica su Touch un Ep intitolato Källan (Prototype). Il lavoro, uscito in edizione limitata, è il frutto di una sua performance registrata il 19 ottobre del 2013 alla Cattedrale di Lincoln, in Inghilterra. Si tratta di una suite strumentale in cui la Nostra esplora le potenzialità dell’organo a canne della cattedrale, una composizione minimalista in due parti che guarda a La Monte Young e Terry Riley, oltre che alla drone music e alla scena kosmische degli anni Settanta.

Il terzo album The Miraculous esce il 13 novembre 2015 su City Slang (in Scandinavia è pubblicato per Pomperipossa Records) ed è ispirato ai paesaggi e all’immaginario favolistico della tradizionale svedese. Anna dichiara alla stampa che il luogo miracoloso cui s’ispira il disco è Källan (in svedese significa “la fonte”), un posto immaginario della sua infanzia legato alla lettura del libro omonimo di Walter Ljungquist. Pubblicato nel 1961 ma ancora inedito in Italia, il libro dello scrittore svedese racconta la storia di tre bambini alla ricerca della fonte dell’eterna giovinezza. Il disco è stato registrato in massima parte a Piteå, paesino nel nord della Svezia, con l’ausilio di un enorme organo acustico a canne composto di ben 9.000 tubi.
L’album porta a maturazione le intuizioni di Ceremony, aprendo anche a forme di drone-rock e doom metal, debitrici degli Earth e dei Sunn O))). A riguardo si ascolti, in particolare, “Come Wander With Me/Deliverance”, monumento funebre d'intensità irripetibile, con lo stoner sincopato delle chitarre e l'incedere marziale della batteria a far da padroni nella seconda parte del brano. Mentre i fantasmi di Nico e Swans si agitano in lontananza, nel video di Evocation (anch’esso realizzato da Maria von Hausswolff), la figura isolata di Anna compare su un isolotto disabitato nell’arcipelago di Stoccolma. L’ambientazione ricorda un po’ l'isola dei morti dipinta del pittore svizzero Arnold Böcklin. L’irruzione del soprannaturale sullo sfondo di una natura immanente che implacabilmente sovrasta l’umano è un tema che si ritroverà anche nell'album successivo.

Neel 2016 esce Källan (Betatype), un Ep in edizione limitata edito da Ash International. Il disco è una rielaborazione del precedente Källan (Prototype) ma questa volta il tutto viene registrato in studio. Sempre in quest’anno, Anna von Hausswolff va in tour con gli Swans di Michael Gira, consolidando sempre di più la sua proposta in sede live.
Nel 2017, a riprova di un interesse sempre vivido per certe sonorità, l'artista svedese presta la sua voce in un paio di brani dell’album della band cascadian black metal Wolves In The Throne Room. L’album è intitolato “Thrice Woven” e segna un avvicinamento del gruppo a tematiche eteniste proprie delle terre scandinave.

Anna von HausswolffIl 2018 vede la pubblicazione del suo quarto lavoro sulla lunga distanza. Dead Magic esce, come il precedente, per City Slang e la consacra come una delle realtà più profonde, intransigenti e affascinanti emerse in questi ultimi anni in Svezia.
L’album è stato registrato dal produttore dei SunnO))) (e di Marissa Nadler) Randall Dunn. Tra gli strumenti usati c’è anche un enorme organo a canne del ventesimo secolo, presente in una chiesa di Copenhagen, la Marmorkirken.
Anna si addentra in territori oscuri, tra bordoni, passaggi doom e derive stoner, non dimenticando momenti introspettivi in cui emergono intense ballate gotiche. Epico, viscerale ed estremamente ambizioso, il nuovo lavoro si apre con il crescendo di archi di “The Truth, The Glow, The Fall”, su cui si erge progressivamente la voce di von Hausswolff, ormai pienamente consapevole delle sue possibilità canore. Nella successiva “The Mysterious Vanishing Of Electra” siamo proiettati in un caleidoscopio oscuro in cui la voce dell’artista svedese ricorda un po’ quella di Diamanda Galás. Nel brano possiamo cogliere echi degli Swans ma anche un sound ipnotico alla Wolves In The Throne Room. In “The Mysterious Vanishing of Electra” assistiamo a un ossessivo ed etereo conflitto tra luce e oscurità.
“Ugly And Vengeful” è un brano ferale che costruisce progressivamente un climax etereo dal sapore dark-folk su cui edificare una sorta di horror soundtrack alla Goblin, prima dell’immersione nella strumentale “The Marble Eye”, in cui il suono dell’organo la fa ancora da padrone. Il finale con le melodie “Källans Återuppståndelse” disegna sognanti e fiabeschi paesaggi sonori, chiudendo il cerchio di un album che sicuramente rimarrà come una pietra miliare nel lavoro dell’artista di Göteborg.
"Källans Återuppståndelse” in svedese significa “la resurrezione di Källan”, un luogo magico immaginato dalla prosa dello scrittore Walter Ljungquist in un suo libro del 1961 che aveva ispirato anche il precedente album. Il finale, in questo modo, sembra richiamare un po’ i temi di “The Miraculous” creando una sorta di fil rouge tra i due lavori.
Anche in questo caso, è presente una riflessione in musica sulla sparizione, sulla morte e l’aldilà, ma anche sulla rinascita, come suggerisce il lugubre video di “The Mysterious Vanishing Of Electra”, anch'esso diretto dalla sorella Maria: il nome completo dell’artista svedese, infatti, è Anna Michaela Ebba “Electra” von Hausswolff ed è proprio lei che vediamo uscire dalla tomba come una specie di zombie urlante.

Le parole del poeta Walter Ljungquist, citate nelle note di presentazione dell’album, forniscono un’interessante chiave di lettura della poetica di Anna Von Hausswolff:

Take the fate of a human being, a thin pathetic line that contours and encircles an infinite and unknown silence. It is in this very silence, in an only imagined and unknown centre, that legends are born. Alas! That is why there are no legends in our time. Our time is a time deprived of silence and secrets; in their absence no legends can grow

La rinascita della magia può avvenire solo in un tempo che torni ad apprezzare il silenzio e i segreti di un luogo al di là del presente e dell’umano. La musica dell’artista svedese sembra mirare a quella forma di trascendenza, oltre l'effimera dimensione terrena.



Anna von Hausswolff

La rinascita della magia

di Marco De Baptistis

Dotata di uno stile unico - tra drone music, doom metal e prosa dark - l'artista svedese unisce all'uso di uno strumento atipico come l'organo di chiesa una fascinazione per le leggende e il folklore scandinavo. E il tutto è impreziosito da un'evocativa voce, sospesa tra Kate Bush e Diamanda Galás
Anna von Hausswolff
Discografia
 
Track Of Time (Ep, Kning Disk, 2010)
 
Singing From The Grave (Kning Disk, 2010)
Ceremony (Kning Disk, 2012)
 Källan (Prototype) (Ep, Touch, 2014)
The Miraculous (City Slang, Pomperipossa Records 2015)
 Källan (Betatype) (Ep, Ash International, 2016)
Dead Magic (City Slang, Pomperipossa Records 2018)
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

Track of Time
(videoclip da Singing From The Grave, 2010)

Deathbed 
(videoclip da Ceremony, 2013)

Epitaph Of Theodor
(videoclip da Ceremony, 2013)

Epitaph of Daniel 
(videoclip da Ceremony, 2013)

Evocation 
(videoclip da The Miraculous, 2015)

The Mysterious Vanishing of Electra
(videoclip da Dead Magic, 2018)

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Recensioni

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