Friends Again

Trapped And Unwrapped (2 Cd Collection)

2019 (Cherry Red) | alt-pop, sophisti-pop

Ogni giorno c'è un gran parlare del futuro - con toni un tantino apocalittici - della fruizione della musica, della resurrezione del vinile, della vittoria inesorabile dello streaming, delle musicassette tornate oggetto di culto, dei compact disc che continuano a essere i supporti fisici più venduti ma che hanno perso smalto e appeal rispetto agli anni Ottanta e, soprattutto, ai Novanta quando i nostri genitori ricompravano in digitale dischi che già erano in bella mostra nella loro collezione: "Basta con quelle padelle scomode e ingombranti", qualcuno diceva. Basta con i click e pop durante l'ascolto, con il fruscio; non bisognava più girare il lato del 33 giri, gli album potevano essere più lunghi e, grazie al telecomando, si poteva passare subito alla traccia successiva o programmare l'ascolto a nostro piacimento e non secondo il flusso desiderato dall'artista. Chi non ricorda il caso di "Lovesexy" di Prince - sempre uno dei più sovversivi nel mainstream - che si ribellò non indicizzando i brani? Le prime edizioni contengono un'unica traccia di oltre quaranta minuti. Altri colleghi, come Terence Trent D'Arby, suggerivano più pacatamente nelle note interne di ascoltare tutto rispettando l'ordine delle canzoni. Oggi le stesse piattaforme streaming propongono playlist dove tutto è ricontestualizzato.

Mentre si discute di scenari che, come abbiamo già visto, sono destinati a cambiare ogni quattro-cinque anni (stando agli ultimi dati BPI i servizi streaming hanno assorbito non solo una consistente fetta di acquirenti di cd, ma anche di chi negli anni Zero acquistava album e singoli "liquidi"), c'è un'etichetta storica come Cherry Red che continua a venire incontro a una nicchia di ascoltatori alla ricerca di dischi dimenticati dal grande pubblico e che con intelligenza ha investito in cofanetti tematici realizzati con cura rivolti in primis ai cultori ("Dreams To Fill The Vacuum - The Sound Of Sheffield 1978 - 1988" e "Scared To Get Happy" sono solo due esempi), disposti a spendere qualche pound in più se questo serve a rendere più ricco e interessante il libretto e più accurata la rimasterizzazione. È grazie a Cherry Red (e alle etichette che hanno negli anni concesso le licenze) che abbiamo potuto riascoltare "No Sense of Sin" dei Lotus Eaters, "The Wrong People" dei Furniture, il disco omonimo dei Lover Speaks, i primi due lavori degli irlandesi Microdisney. Ed è sempre grazie a loro che dopo ben trent'anni dall'ultima ristampa europea (con l'eccezione di un'edizione on-demand fornita da Universal nel 2004) torna tra le nostre mani un gioiello nascosto come "Trapped And Unwrapped", primo e unico Lp degli scozzesi Friends Again.

Ristampa attesissima dai fan di certo pop intelligente di quel vituperato decennio - quello dei conterranei Aztec Camera di Roddy Frame, o degli Orange Juice, dei Bible di Boo Hewerdine, di Lloyd Cole and the Commotions - e ovviamente dei Love and Money, che nacquero proprio da una costola dei Friends Again. Il chitarrista James Grant, che abbiamo apprezzato anche da solista e nella sua recente collaborazione con Craig Armstrong, Paul McGeechan e Stuart Kerr fecero infatti parte di entrambe le band, mentre il leader Chris Thomson diede vita a un progetto d'impronta chamber-pop, The Bathers, con sette album all'attivo (per uno dei quali, "Sunpowder" del 1995, si scomodò anche Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins). La supervisione della nuova, opulenta reissue (dai dodici brani dell'Lp originale pubblicato dalla Phonogram nel 1984 siamo passati a trentadue tracce nel nuovo doppio cd, tre delle quali totalmente inedite) è dello stesso McGeechan, che ha curato il remastering partendo dai nastri originali.
C'è tutto ciò che si può chiedere a una ristampa: la riproduzione corretta della copertina (di Fraser Taylor, studente della Glasgow School of Art e già all'opera con Spandau Ballet e i già citati Aztec Camera), un suono tirato a lucido senza esagerare troppo con gli steroidi, un booklet ricco di informazioni sulla band, ritagli di giornale, testi delle canzoni e una discografia per capire meglio da dove provengono le numerose bonus track presenti (lati B, per esempio "Dealing In Silver" dal singolo "Sunkissed", "Winked At" dal 45 giri "State Of Art", "Bird Of Paradise" e "Why Don't You Ask Someone" da "South Of Love", ma anche versioni strumentali, mix 12", demo primordiali e l'intero contenuto del "Friends Again Ep" del 1984).

I fan di Lloyd Cole ritroveranno in questo disco la medesima ricerca della bellezza e gli stessi slanci poetici, che si adagiano tra chitarre, pianoforte e archi (autentici e sintetizzati), ma anche chi ama il David Bowie più pop, Van Morrison e Tim Buckley troverà più di un motivo per tentare un approccio. James Grant si schernisce, nelle note del libretto: "In fondo non eravamo altro che ragazzi che facevano quello che amavano". Ma la verità è un'altra: Chris Thomson aveva appena quindici anni quando iniziò a comporre canzoni chiuso nella sua cameretta nella casa di famiglia tra Uddingston e Bothwell. Tempo un anno e arrivò l'incontro con McGeechan. "Aveva degli Lp di Bowie che comprò con i soldi guadagnati con un lavoro estivo". I due scelsero il bassista Neil Cunningham tra i compagni di classe per farsi le ossa con la punk band Craniums ("Neil e io non sapevamo neppure accordare gli strumenti", ammette il leader). Dopo arrivarono gli A Choir Holy, poi i Future Daze (con cover che andavano dai Clash a Bowie fino ai Velvet Underground) e quando nei primi anni 80 l'insegna si tramutò in Friends Again si aggiunse Stuart Kerr alla batteria.

A rendere sofisticati i testi di Thomson erano le letture delle edizioni paperback dei romanzi di Tolstoj, Dostoevskij, Camus, Kafka e Nabokov. Grant entrò nella band dopo un incontro al Cafè Gandolfi di Glasgow; aveva già una discreta esperienza, e si presentò alle audizioni suonando "Sweet Jane" dei Velvet Underground. Ma ci fu un brano in particolare, tra quelli di Chris, che lo conquistò subito: "State Of Art aveva parole misteriose, come protectorate".
Per i primi provini i Friends Again lavorarono con Jon Turner (tastierista di Demis Roussos) al Palladium Studio di Edinburgo. Oltre a "Sunkissed" viene registrato il brano "Honey At The Core" (Grant ammette che la linea di basso è ispirata da una hit degli Heaven 17, "(We Don't Need This) Fascist Groove Thang". Alla fine del 1982 arrivò il contratto stipulato con la Phonogram, che diede ai ragazzi un anticipo di 40.000 sterline.
L'album venne registrato ai RAK Studios di Londra con Bob Sargeant, amante dei suoni autentici e influenzato tanto dai Little Feat e dalla Band quanto da Gary Katz, storico produttore degli Steely Dan. Per gli archi di "State Of Art" venne contattato addirittura Paul Buckmaster (nel suo curriculum "Space Oddity" di Bowie, "You're So Vain" di Carly Simon e diversi album di Elton John), ma nonostante i remix di Pat Moran (nome legato a Iggy Pop e Robert Plant) il singolo non arrivò nella Top 40. Non tutte le dodici canzoni furono prodotte da Sargeant; "Swallows In The Rain" vide la band in studio con Tom Verlaine. "Neil e io eravamo grandi fan dei Television", rivela Chris Thomson nel saggio incluso nel booklet.

La storia di "Trapped and Unwrapped" sembra quella di tanti altri dischi con un grande potenziale ma una popolarità solamente da cult heroes. Non tutti sanno, tuttavia, che il titolo "Honey At The Core" venne preso in prestito da una fanzine tre anni dopo per una compilation distribuita su cassetta, con brani di esordienti scozzesi scelti da John Williamson (ci sono degli Wet Wet Wet ancora sconosciuti al grande pubblico, i Deacon Blue all'esordio, i Goodbye Mr. Mackenzie di una giovane Shirley Manson pre-Garbage e i primi passi degli Hue and Cry). I fan dei Dire Straits più attenti si saranno accorti del manifesto di un concerto dei Friends Again che compare in "Alchemy Live", e magari avranno cercato canzoni (con scarsa fortuna, fino a poco tempo fa) su YouTube. Ma qualcuno che riconoscerà le melodie baciate dal sole di "Sunkissed" (da qualche parte nello spettro che va da Edwyn Collins agli Haircut One Hundred di Nick Heyward) e "State Of Art" (la loro "Rattlesnakes"), e le lievi venature soul sotto pelle in "South Of Love" (i semi dei Love and Money sono già qui), e il fatto che queste canzoni siano state ignorate per così tanto tempo dalle retrospettive degli anni Ottanta ha mantenuto intatto il loro fascino e fa sembrare ancora attuali la passione e il senso di urgenza che emergono da alcune performance vocali di Thomson, sempre attento a non cadere mai nel kitsch.

Non aspettatevi rivoluzioni. D'altronde, come descriveva Chris Thomson la sua musica "umana" durante un'intervista dell'epoca, "i Friends Again non vi scioccheranno: il nostro scopo è affascinarvi". Un piccolo capolavoro, nel 1984 come oggi a sette lustri di distanza.
Da (ri)ascoltare e da (re)innamorarvisi.

(26/01/2020)

  • Tracklist
Cd One

  1. Lucky Star
  2. Sunkissed
  3. Lullaby No. 2
  4. Vaguely Yours
  5. Skip the Goldrush
  6. Tomboy
  7. State of Art
  8. Swallows in the Rain
  9. South of Love
  10. Old Flame
  11. Honey at the Core (Reprise)
  12. Moon 3 Has Gone
  13. Honey at the Core (extended mix)
  14. Sunkissed (extended version)
  15. South of Love (12" version)
  16. State of Art (remix)

Cd Two

  1. Lucky Star (Moonboot version)
  2. Dealing in Silver
  3. State of Art (12" version)
  4. Winked At
  5. State of Art (instrumental)
  6. Lullaby No. 2 (Love on Board) (12" version)
  7. Honey at the Core (long version)
  8. Snow White
  9. Sunkissed (new version)
  10. Wand You Wave
  11. Thank You For Being An Angel
  12. Bird of Paradise
  13. Why Don't You Ask Someone
  14. A Reader Decides (demo)
  15. If You Can't Love Her Madly (demo)
  16. Caller (demo)


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