Una serata dedicata al genio dei primi
Pink Floyd. Giovedì 9 ottobre alle 23 su Rai5 (poi in streaming su
RaiPlay) andrà in onda il documentario "
Syd Barrett: Have You Got It Yet?".
Diretto dal regista Roddy Bogawa e dal compianto
designer Storm Thorgerson, cofondatore dello studio Hipgnosis (
Led Zeppelin,
Pink Floyd,
Paul McCartney,
Black Sabbath…) e autore di gran parte degli
artwork della band (tra cui "
The Dark Side Of The Moon" e "Wish You Were Here"), e prodotto da Orian Williams ("England Is Mine", "Creation Stories", "
Control"), il lungometraggio indaga sul carattere prismatico e sull'abilità artistica del genio di Syd.
Visionari pionieri
psichedelici, i primi Pink Floyd, sotto la guida di Barrett, hanno lasciato un'eredità monolitica nella storia della musica e della cultura. Syd, che ideò il nome del gruppo, combinando i nomi di due oscuri bluesmen - Pink Anderson e Floyd Council - giocò un ruolo cruciale nell'accendere quella storia, per poi lasciare il gruppo prima del successo mondiale.
Il film, uscito in versione Dvd+Blu-ray, sarà reso disponibile anche in Digitale e On Demand da Mercury Studios, la divisione audio-video di Universal Music Group.
"Have You Got It Yet?" propone filmati di repertorio e interviste con gli altri membri della band,
David Gilmour, Nick Mason e
Roger Waters, che rivelano lo straordinario impatto di Barrett sul gruppo, oltre a una testimonianza speciale della sorella di Syd, Rosemary Breen. Narrato dall'attore Jason Isaacs, il film presenta anche i manager della band originale Peter Jenner e Andrew King, così come interventi di Pete Townshend degli
Who e
Graham Coxon dei
Blur. È l'occasione per ripercorrere il drammatico giorno in cui i Pink Floyd scaricarono Syd Barrett, ma anche per ascoltare le recensioni di entrambi i suoi album solisti, "The Madcap Laughs" e "
Barrett".
Oltre al lungometraggio, la versione Dvd+Blu-ray include numerosi contenuti
bonus, ovvero due toccanti esibizioni dal vivo di "Arnold Layne": la prima presenta David Gilmour e
David Bowie (originariamente pubblicata in "Remember That Night Live At The Royal Albert Hall" di David Gilmour nel 2007); la seconda è un'esibizione tratta da "The Madcap's Last Laugh" (sempre del 2007), un concerto tributo a
Syd Barrett con David Gilmour, Nick Mason e Richard Wright nella loro ultima esibizione come
Pink Floyd.
Il Dvd+Blu-ray include un'intervista con Bogawa, che commenta anche l’intero film insieme a Rupert Truman e Julius Beltrame. Esplorando ulteriormente le sue opere creative, la pellicola contiene anche un'analisi dei dipinti di Barrett e
spoken word dei suoi testi recitati dal comico Noel Fielding ("Dark Globe"), dal poeta Rob Fitterman ("Rats") e dall'attore Gerard Bell ("Lucifer Sam"). Il
packaging, ideato da StormStudios, è completato con un poster esclusivo di "Have You Got It Yet?", anche questo progettato dallo studio grafico di Thorgerson.
Le leggende su
Syd Barrett proliferano da oltre 50 anni, ma ora a offrire nuovi spunti è il libro "Shine On - The Definitive Oral History", firmato dal massimo storico dei
Pink Floyd, Mark Blake, e in arrivo nei negozi dal 9 ottobre. Il volume, di cui la rivista Mojo ha fornito alcune anticipazioni, riassume 33 anni di interviste con la band in un racconto avvincente, dalle origini musicali dei protagonisti fino al presente.
Nei mesi del 1965, prima che i Pink Floyd diventassero una realtà affermata, Syd Barrett scriveva lettere alla fidanzata di allora, Jenny Spires. Quelle missive, rimaste inedite fino a oggi e ora pubblicate su "Shine On", restituiscono un ritratto sorprendentemente vivido e quotidiano del giovane Syd, ancora lontano dalla leggenda e immerso nella vita di un gruppo in ascesa.
Con tono ironico e spontaneo, Barrett racconta le incertezze del gruppo, che in quel momento aveva addirittura rischiato di sciogliersi: Nick Mason e Roger Waters sembravano avviati verso carriere da architetti, ma presto sarebbero tornati a suonare insieme. Emergono i primi approcci in studio – esperienze che Syd confessa di vivere con disagio (“odiava il suono della sua voce” e si sentiva intimorito dall’ambiente) – e un clima goliardico ma non privo di frizioni.
Syd racconta anche della sua prima sessione di registrazione – odia il suono della sua voce e si sente piuttosto intimidito in un piccolo studio a West Hampstead. C’è anche una battuta deliziosa sul fatto di condividere una stanza a Londra con
Roger Waters: "You can have too much of Roger, even though he’s a good mate” ("Roger può essere eccessivo, anche se è un buon amico…”).
Quelle lettere, scritte tra nottate con l'influenza, mal di denti, ascolti degli Small Faces e invenzioni linguistiche come il motto “twistravegrooveygroove”, mostrano un Barrett rilassato, giocoso, che si dilettava a creare illustrazioni pop-art. Ma dietro la leggerezza affiorava già in filigrana la fragilità che avrebbe presto incrinato la sua parabola creativa.
Blake, intervistato da Mojo, sottolinea quanto questi documenti colmino un vuoto: Barrett, infatti, smise di concedere interviste dopo il 1971 e la sua voce diretta è di fatto venuta meno nel grande mosaico della storia floydiana. Ora invece si ha l’impressione che a parlare, accanto agli ex-compagni e alle molte testimonianze raccolte, sia anche lui, giovane e pieno di idee, prima che l’oscurità e l’isolamento prendessero il sopravvento.
A proposito, invece, dello stato attuale dei Pink Floyd, Blake ha sottolineato: “Hanno venduto il loro catalogo alla Sony, credo ci sia la sensazione di lasciar andare, un sollievo nel non sentirsi più incatenati a questa bestia. C’è anche il desiderio di voler avere l’ultima parola – certamente nel caso di
David Gilmour, per rimettere alcune cose a posto e spiegare che il suo contributo è stato più rilevante di quanto a volte si sia fatto credere, rispetto all’idea che fosse tutto merito di Roger Waters. Sarà interessante vedere come andranno le cose nei prossimi anni, perché la Sony ha pagato una fortuna. Non resterà in silenzio".