La collaborazione mancata

Quando David Bowie disse di no ai Coldplay

Un gran rifiuto che lasciò il segno nella storia della band britannica di maggior successo degli ultimi anni e del suo frontman. Ebbene sì, i Coldplay, al culmine della loro parabola commerciale, dovettero incassare un netto e inappellabile "no" da parte di David Bowie. A raccontare l’episodio è stato lo stesso Chris Martin nel 2014, durante i Bbc Music Awards. 
"Una volta ho mandato a Bowie una canzone, chiedendogli di registrare le parti vocali - ha raccontato il cantante dei Coldplay - Lui mi ha chiamato e mi ha detto: 'Non è uno dei vostri migliori lavori'. David ha standard molto elevati, e lo apprezzo. Il suo rifiuto ci ha insegnato a mantenere i nostri standard elevati".

L’idea di una collaborazione era legata alle sessioni di “Viva La Vida Or Death And All His Friends”, disco realizzato con Brian Eno, il produttore che aveva già collaborato con Bowie ai tempi della trilogia berlinese e in occasione della lavorazione di "Outside". Secondo quanto ricordato dal batterista Will Champion, uno dei brani conteneva un passaggio nello stile del Duca Bianco: "In una canzone c'era un passaggio à-la David Bowie. Chris Martin gli telefonò o gli scrisse una lettera per dirgli: 'Per favore, ti andrebbe di cantarla?'. E lui rispose opponendo un cortese rifiuto, dicendo 'Non è proprio un grande brano, vero?'". L'album avrebbe poi venduto 6,8 milioni di copie a livello mondiale, consacrando il fenomeno Coldplay.

Nel corso della stessa cerimonia, Martin commentò anche il ritorno discografico di Bowie nel 2013 con “The Next Day” e, in particolare, l’impatto di “Where Are We Now?”, un brano che lo colpì profondamente: “Sono rimasto senza parole e devo dire anche un po’ contrariato. Ho pensato che non fosse giusto, lui, che aveva già in archivio tutte queste canzoni incredibili, è stato capace ancora una volta di realizzare un disco che è diventato subito un instant classic...”.



I Coldplay, tuttavia, non serbarono rancore per quel clamoroso rifiuto. "Lui era molto selettivo: non avrebbe mai messo il suo nome su qualsiasi cosa. Bisogna riconoscergli questo merito", ha sottolineato Champion, aggiungendo che "per qualsiasi musicista, Bowie era uno dei punti di riferimento per tutto" e che la sua morte era stata "uno shock". Il chitarrista Jonny Buckland ha anche aggiunto: "Abbiamo tutti amato le sue canzoni da quando abbiamo iniziato a conoscere la musica". Peccato che per i Coldplay non ci sia stata una seconda opportunità. Ma quel rifiuto sicuramente fu utile a capire la direzione da intraprendere. Anche se non molti dei dischi successivi sono riusciti ad essere all'altezza dei migliori standard della band di "Parachutes".

08/04/2026



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