Dopo le cover più o meno celebri e le accoppiate di band più o meno ”fisiologicamente legate”, “Loser, my religion” festeggia il terzo compleanno con una compilation iniziata da undici ascoltatori di Loser (su più di cento creatori di campioni) che hanno inviato i loro sampler. Ventisei gruppi sono partiti da queste tracce e hanno creato canzoni diverse, per genere, attitudine e impostazione. Una sola targa in comune, la scritta indipendente che rappresenta, seppur in modi differenti, ogni formazione.
Cose semplici e banali: più di diecimila persone hanno scaricato il secondo volume e le prime voci parlano di dati ancora superiori, in prospettiva, per la nuova compilation. Dicevamo… semplici e banali, perché pochi possono sorprendersi di un così grande interesse. La crescita di Loser come web radio è direttamente proporzionale all’aumento di valore della raccolta, con una marea esorbitante di formazioni di assoluto valore. Prendiamo gli Yuppie Flu, sempre più in area Grandaddy (ma sono i Grandaddy forse oggi a non essere nell'area degli yuppies..), inesorabili nel mostrare il loro talento, così come i Midwest non hanno timori a regalarci una delle loro perle di dolce malinconia.
Ottimi pure i Tiger Wood di americana memoria (e di “giardinesco” DNA), i soliti Zu impegnati nella solita pazzia e i Candies col loro sporco indie rock. Una spanna sotto, ma ben oltre la sufficienza, i curiosi Joe Leaman vicini a una strana concezione di country, lo pseudo pop degli Slumber e i “tucsoniani” Mosquitos, mentre un menzione speciale (ma francamente ormai poco originale) la meritano i Perturbazione: “The Sample & The Loser (Il campione ed il perdente)” è un’autentica gemma, illuminata dalla scontata raffinatezza e resa ancor più abbagliante da incursioni elettroniche estranee ai geni del gruppo piemontese.
Ovviamente su ventisei brani ne troverete alcuni più affini alla vostra indole e altri meno, incontrerete qualche momento di noia e qualche piacevole sorpresa, ma la certezza è che il termine delusione non vi sfiorerà nemmeno per sbaglio durante i quasi centoventi minuti di “Loser, My Religion #3”. Qualità in rete.


