Un tributo a chi?
C'è chi sogghigna, chi resta incredulo, chi sostiene come oramai l'industria musicale non sappia più cosa spremere. Però andiamoci piano, la figura di Umberto Palazzo è assolutamente centrale nel panorama indipendente del nostro minuscolo e problematico staterello.
Umberto Palazzo è stato (con Emidio Clementi, Vittoria Burattini e Gabriele Ceci) il membro fondatore dei Massimo Volume: già questo potrebbe bastare per farlo entrare nel gotha della musica che conta. Anzi, gli stessi Massimo Volume lo hanno sempre riconosciuto come vero fulcro del progetto iniziale.
Uscito dalla band mentre questa si apprestava a pubblicare il fulminante esordio "Stanze" e dopo un Ep autoprodotto che ha fatto storia, Umberto ebbe un breve momento di sbandamento dopo il quale mise in piedi la creatura Santo Niente, una delle migliori formazioni post-punk/post-grunge di casa nostra.
In tanti anni non è che abbiano pubblicato chissà quanto (appena tre album e un Ep, sempre comunque di altissimo pregio), ma Palazzo è stato sempre attivo su molti versanti, affiancando alla carriera di musicista, quella di produttore, dj e direttore artistico per uno dei locali "alternativi" di riferimento della costiera adriatica, il Wake Up di Pescara.
Un personaggio schivo e poco accomodante, da tutti riconosciuto come artista di grande ingegno e spessore.
"Generazioni" è un impagabile atto d'amore pubblicato dalla Disco Dada e coordinato dal giovanissimo Marco Gargiulo (non ha ancora compiuto ventuno anni!), responsabile di Mag-Music.
Gargiulo oltre un anno fa ebbe l'illuminazione e dopo aver racimolato a fatica cinque band stava per gettare la spugna, quando ebbe l'idea di allargare il giro attraverso il social network più frequentato del mondo. Da quel momento tutto iniziò a prendere forma, e tutto a totale insaputa di Palazzo, il quale venne coinvolto soltanto a giochi fatti, senza minimamente entrare nel merito delle scelte artistiche, rivestendo semplicemente il ruolo dell'autore lusingato. Sedici band hanno così ripescato altrettante composizioni del Santo Niente, concedendo loro una nuova opportunità per mettersi in luce.
Il risultato finale mette in risalto la straordinarietà del misconosciuto repertorio di Umberto Palazzo, che avrebbe certamente meritato fortune ben più ampie di quelle fin qui raccolte.
Piuttosto sorprende l'idea di concepire un disco tributo per un musicista che si trova nel bel mezzo della propria vitalità artistica: negli ultimi anni all'attività del Santo Niente ha affiancato il progetto parallelo del Santo Nada, inoltre fra poche settimane sarà pubblicato il suo esordio solista che ha già un titolo: "Canzoni della notte e della controra".
"Generazioni" è nobilitato dalla presenza di almeno due pezzi da novanta che, piazzati a inizio tracklist, fungono quasi da gran cerimonieri: Simona Gretchen, che riprende "Junkie" e Giorgio Canali che fa sua "Luna viola", entrambi con risultati davvero entusiasmanti. Poi una sfilata di artisti emergenti, molti dei quali di sicuro col tempo si imporranno all'attenzione nazionale.
Colpisce la varietà dei generi proposti: c'è chi punta sulle spigolosità, fra questi applaudiamo a scena aperta Ilenia Volpe, che reinterpreta con grinta marlenekuntziana "Fiction", e chi preferisce movimenti più sinuosi, quasi sensuali, come nel caso dei Lilies From Mars, con "Il posto delle cose da non trovare".
C'è chi predilige scenari electro (Tying Tiffany in "È aria"), chi decide di spianare i chitarroni (i Veracrash nella title track), chi sceglie la strada del dark-industrial (Marco Campitelli dei Marigold in "Quando?") e chi punta sull'orecchiabilità indie-rock (i Motel 20099 in "Angelo nero").
Chi resta profondamente ossequioso agli originali ("Cuore di puttana" riproposta dagli Zippo, che hanno la stessa sezione ritmica del Santo Niente), e chi preferisce metterci del proprio, vedi la bella rilettura in inglese di "Elvira" trasformata dagli Spiral69 quasi in un apocrifo dei Depeche Mode.
Se proprio si deve intercettare una costante, la si può trovare in un elemento di cupezza presente in quasi tutte le tracce: elementi post-punk che in fin dei conti rappresentano la radice principale del Santo Niente. Inoltre, è da sottolineare la forte presenza femminile, che permea circa la metà delle canzoni proposte.
L'impressione è che questa operazione possa essere ricordata nel tempo come una preziosa e lungimirante ribalta concessa a una generazione (scusate il giochino di parole con il titolo) di musicisti emergenti. E se a distanza di anni, artisti che all'epoca erano ancora in fasce desiderano cantare queste canzoni, significa che tutto sommato non dovevano essere così male.
Il giovane Marco Gargiulo giura che non si fermerà qui, e ci ha confidato di avere già in cantiere altri tributi per rispolverare vecchi brani finiti nel dimenticatoio e dare una chance alle nuove leve.
Come dire che Manuel Agnelli da oggi non deve più considerarsi l'unico talent scout della scena indie nazionale: grazie al lavoro del responsabile di Mag-Music, "Generazioni" potrebbe essere interpretato come "Il paese è reale" di Umberto Palazzo, anzi, gli auguriamo che possa diventare l'inizio del suo Tora! Tora!
01/06/2011
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