E ora arriva il turno del dark-punk; in effetti un territorio già esplorato dall’etichetta statunitense con un bel 7” dei newyorkesi Anasazi, ma questa volta la label si dedica a un lavoro di “ricerca”, recuperando una serie di brani registrati negli eighties al di qua e al di là dell’Atlantico.
Troviamo quindi una manciata di gruppi europei: i Kitchen And The Plastic Spoons (“Liberty”), vere e proprie meteore sulla scena svedese dei primi Ottanta, con i loro synth sghembi e conturbanti, seguiti dal gothic-punk degli scozzesi Twisted Nerve: un sound veloce e dal respiro “epico”, in bilico tra Theatre Of Hate e Southern Death Cult.
Il quarto brano della compilation è forse la vera “chicca” del lotto: vengono infatti recuperati i misconosciuti (“ungoogleable”, come vengono definiti nella press release) Move, di Firenze, con “Casa Domani”, un bell’esempio di death-rock cantato in italiano, originariamente pubblicato su un 12” dalla A&D Records nel 1986.
Spostiamoci oltralpe per il brano successivo, “My Own Way”, dei francesi Bunker (poi Bunker Strasse), tra i più oscuri ensemble cold-wave, un pezzo suggestivo e inquieto, mentre la “Factory” dei tedeschi Taste Of Decay, è tirata, punkeggiante.
Torniamo negli Usa con il lato B del vinile: la “Satellite Of Love” degli Afterimage (1981) non è una cover di Lou Reed, bensì un brano di vibrante post-punk: dei “prime movers” nella scena dark losangelina; sempre dagli Usa, ma dall’altra costa, arriva “The Love”, degli Screaming For Emily, death-rocker del New Jersey. Una voce alla Jay Ashton e delle tastiere “sinfoniche” delineano un brano molto gotico, proveniente da un contesto decisamente insolito, come insolito è lo scenario di San Francisco per i joydivisioniani Glorious Din (“Tenement Roofs”).
I “The Naked And The Dead” non sono “famosi” come Christian Death e 45 Grave, ma meritano senz’altro un posto d’onore nella storia del death-rock statunitense: anche loro furono attivi per un lasso di tempo brevissimo, si sciolsero infatti nello stesso anno della loro formazione (il 1985), dopo aver pubblicato un demo omonimo. Marziali e ossessivi: una band sicuramente meritevole di riscoperta. Chiude quest’ottima compilation un altro gruppo francese, e si torna quindi in ambito cold-wave con i Baroque Bordello e l’energica “Put It Down”.
Da notare che alcune band erano già state oggetto di una prima riscoperta grazie al Drop Dead Festival, la manifestazione itinerante organizzata dal collettivo NY Decay: alcuni fortunati ricordano infatti le esibizioni di Twisted Nerve e Kitchen And… rispettivamente a Praga e a Lisbona, e qualche tempo prima i Naked And The Dead nella terza edizione newyorkese.
La speranza ora è che il marchio Sacred Bones contribuisca a generare ulteriore interesse per questo microverso oscuro e affascinante, una speranza alimentata da quel “Vol. 1” sulla (bella) copertina del disco.
05/03/2014
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