Come una pungente, forse sofisticata risposta napoletana alla lunga e fortunata serie delle compilation della Buddha Bar, quella messa su dal Dj napoletano UèCervone è una raccolta di “epoche e colori diversi, di note, umori e stili differenti che trovano lo stesso comune denominatore nel ballo”.
“Sangennarobar”, giunta alla sua seconda edizione, volteggia instancabile tra i suoni di un mondo in continua ebollizione, rimescolando rumbe, tarantelle, mambo, bagnandosi tra le acque effervescenti dello ska, del folk, della cumbia o del klezmer.
Troverete, certo, Sophia Loren che canta “Mambo Bacan”, ma non del momento migliore si tratta. E, allora, perdiamoci, senza starci molto a pensare, in questo gorgo di effervescenze sonore, lasciandoci accecare dalla solarità mediorientale di “Yazaman (A Long Time Ago)” (Orange Blossom), dal folclore trascinante di “Bufa el Vent” (La Troba Kung-Fù), da una “Cinnamon Girl” scivolosa (a cura di [dunkelbunt] feat. Boban i Marco Markovic Orkestar) o dall’euforia incontenibile della Municipale Balcanica (“Foua”).
Non c’è tempo di riprendere fiato, sappiatelo. Il ballo non consente distrazioni, non permette ripensamenti. Lo sa bene il Vieux Farka Tourè giulivo di “Sangare”, lo Ska Cubano di “La Boquilla” e il Goran Bregovic della festa scoppiettante di “Ne Siam Kurve Tuke Sijam Prostitutke”. Non manca, naturalmente, il classico immortale di Carosone, quel “Torero” che continua ad emanare un fascino immacolato. Fascino che si riverbera nell’”Azul” di Muchachito Bombo Infierno, ma anche nelle atmosfere nostalgiche di Dusminguet (“L’Enterro”).
Un ascolto rinfrescante, senza molte pretese. Ma rinfrescante.
(07/12/2009)


