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Wild Tigers I Have Known (original soundtrack)

2007 (Durtro/ Jnana) | alt-rock

"Wild Tigers I Have Known" di Cam Archer è uno dei piccoli film di cui più si sta parlando in questi ultimi mesi. Sviluppato nei laboratori di scrittura del Sundance, vede fra i produttori esecutivi i nomi di Gus Van Sant e Scott Rudin; è stato anche presentato in concorso al 59° Festival Internazionale del Film di Locarno, nella sezione "Cineasti del Presente".
Narra la storia del piccolo Logan, un ragazzo di tredici anni che sta vivendo il primo turbamento amoroso, ma non nei confronti di una coetanea, bensì di Rodeo, un ragazzo di poco più grande, che è l’unica persona a dimostrare interesse e amicizia per lui. Il protagonista arriva al punto di inventare un proprio alter ego femminile (Leah) per intrattenere Rodeo in telefonate erotiche durante la notte, fino ad accettare un incontro risolutorio per affrontare la situazione di petto.

Mentre Cam Archer (il regista) montava il film in maniera quasi casalinga, nella stanza accanto Nate Archer (il fratello) disegnava i paesaggi sonori che avrebbero funzionato da commento alla pellicola, e delle oltre venti ore di registrazioni alcuni stralci sono finiti nel disco, idealmente suddiviso in due tipologie di composizioni.
Il primo tipo è il frutto delle creazioni di Nate, il quale con una strumentazione ridotta all’osso e un paio di sintetizzatori ha ideato brevi landscape che si avvicinano molto ai vecchi dischi di effetti sonori e si approvvigionano alla grande fonte dell’ambient avanguardistica di Brian Eno. In "Summoning" il vento lascia spazio a tribalismi incentrati su poche e scarne percussioni, in "Ocean + Bells" c’è il mare a fare da sfondo a un paesaggio presumibilmente invernale e vagamente claustrofobico. I sogni, gli incubi, le paure e il mondo interiore di Logan sono rappresentati dalle lente evoluzioni di "Locker Dream", "To Live With The Lions" e "Rodeo’s Room", anche se resta difficile supporre una vita autonoma per queste tracce, se slegate dalle immagini che ne hanno consentito lo sviluppo.

Il secondo tipo di composizioni presenti nel disco è invece costituito da vere e proprie canzoni, tutte basate su un approccio fondamentalmente acustico, fra le quali spicca da subito "Without A Care" con la quale cercano di mettersi in mostra Anders & Woods, grazie a una struttura molto Radiohead, ma con voce femminile.
Fra gli interpreti più noti nel circuito underground, spiccano i nomi di Six Organs Of Admittance (con "The Night Knows Nothing At All") e Current 93 (protagonisti nella drammatica "A Soft Voice Whispering Nothing"), che confermano entrambi una splendida vocazione acoustic-folk in grado di generare arpeggi cristallini, perfetti da consumare al tramonto.
Non sfigurano nemmeno la giovane Emily Jane White, praticamente una novella Edie Brickell che dà luogo all’unica composizione per piano e voce (trattasi del brano che prende il titolo dal film), e Djuna Bel con la malinconica "Mightly", mentre "High Stars" dei Pantaleimon (che ritornano più avanti con "Idumea") non è altro che un arpeggio ripetuto all’infinito.

Niente di rivoluzionario, ma, con l’inverno ormai alle porte, sarebbe un peccato non lasciarsi cullare dalle tenuità di questi suoni.

(22/10/2007)

  • Tracklist
  1. David Tibet - Intro
  2. Nate Archer/Dan Kocher/Stephanie Volkmar - Summoning
  3. Anders & Woods – Without A Care
  4. Nate Archer - Ocean + Bells
  5. Nate Archer - Locker Dream
  6. Six Organs Of Admittance – The Night Knows Nothing At All
  7. Djuna Bel - Mighty
  8. Pantaleimon – High Stars
  9. Nate Archer - To Live With The Lions
  10. Nate Archer - Rodeo's Room
  11. Current 93 – A Soft Voice Whispers Nothing
  12. Pantaleimon - Idumea
  13. Emily Jane White – Wild Tigers I Have Known
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