“Perché realizziamo questo omaggio a Rodolfo Santandrea? Vogliamo dare il nostro contributo alla riscoperta dei tesori del passato, spingervi a fermare il tempo e guardarvi indietro, con calma e cuor contento”.
La Snowdonia fa le cose per bene, per dirla con le parole di un vecchio slogan pubblicitario. E le undici canzoni contenute in questa raccolta omaggiante il grande Rodolfo Santandrea lo dimostrano a mani basse. Con sommo stupore, infatti, l’etichetta celebra alla sua inconfondibile maniera il cantautore romagnolo, autore tra il 1983 e il 1995 di quattro dischi imperdibili, il primo dei quali, l’omonimo del 1984, conteneva “La fenice”, canzone meravigliosa scritta con Riccardo Cocciante, che in quello stesso anno all’Ariston vinse il premio della critica. Un primo importante passo versi i piani alti, che però fu un episodio isolato nella carriera di Santandrea, attratto in futuro più da una sana sperimentazione che dai richiami delle classifiche.
Ci si ritrova così al cospetto di canzoni scazzate e di melodie scivolose, ubriacanti di vita, gioia e dolore, talmente disilluse da rubare il fiato, parafrasando un passaggio di “Guance bianche”, qui cantata da Stefano Barotti in una versione noir che punta al disarmo dello spirito. Una carriera singolare, quella di Rodoldo Santandrea, di certo scevra da logiche di mercato, pura e profumata come il pane fatto in casa, contraddistinta da un senso di libertà che a un certo punto lo porterà ad allontanarsi da tutto il “sistema” per darsi anima e corpo alla musica in strada e all’insegnamento del violino ai bambini, così come agli arrangiamenti singolari e folli delle canzoni di “È piazza del campo”, album del 1985 di Mario Castelnuovo, altra perla del miglior cantautorato italiano.
Ma veniamo alla raccolta ideata da Snowdonia in collaborazione con Mei: dentro c’è il meglio di una penna autentica interpretato da musicisti enormi, come ad esempio Riccardo Lolli, in attacco sulle note de “La Fenice”, canzone che è manifesto di un sentimento di rinascita evocato al piano con un’epica d’altri tempi.
La fenice rinasce
Dalle ceneri cresce
Ogni volta
La fenice rinasce
Dalle ceneri cresce
Ogni volta
Puoi distruggerla come vuoi
Ti rinasce da dentro
La fenice rinasce in te
E tu vivi, vivi, vivi!
Ci sono poi Jet Set Roger sulla melodia scanzonata e leggerissima di “Niente”, Le Forbici di Manitù sugli spigoli orchestrali de “Sui Marmi di Carrara”, Mapuche e Mario Castellano nell’irriverente ballata folk di “Marta”, a metà tra la goliardia di Ivan Graziani e il genio di Enzo Jannacci. E ci sono ovviamente i Maisie, che fanno loro “Un’arancia”, altra canzone maledettamente strafottente da tramandare ai posteri o comunque a chiunque voglia imparare il mestiere del cantautore.
In questo sinuoso fluire di perline nascoste della grande canzone d’autore italiana, rimbomba lo spirito di un collettivo di musicisti scelti con cura, ciascuno dei quali adagia a proprio agio, si perdoni il mezzo bisticcio di parole, note e parole di un cantautore fuori dal tempo, che ha mantenuto fede alla propria poetica, spinto e sorretto da un talento unico nel suo genere. A tal proposito, basta ascoltare i versi di “Un delfino” per capacitarsi di tutto il mondo sommerso racchiuso nell’animo di Santandrea.
Un delfino
Fatto a pezzi sul mio tavolino
Fatto a pezzi nella zuppa, povero delfino
Fatto a pezzi dalla vita
Io, seduto al ristorante, povero delfino
Fatto a pezzi dalla vita, come suo destino
Io, seduto al ristorante con il mio delfino
Ho il destino nella zuppa
“Un sentito omaggio a Rodolfo Santandrea” è quindi più di una doverosa celebrazione alla musica di uno dei grandi talenti da riscoprire del cantautorato cosiddetto semi-nascosto del nostro paese. In queste undici rievocazioni c’è pathos, voglia di far riemergere un diamante e brillare con esso di luce propria. Operazioni del genere non possono dunque che far bene a tutti. Menzione speciale infine per Claudio Milano (NichelOdeon), che oltre ad avere realizzato una versione amabilmente pazz(issim)a de “La fenice”, ha anche creato disegni originali per l’album.
30/11/2023
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