Marco Bercella
Michele Corrado
Tanti sono i generi musicali e le scene, globali e nazionali, che oggi è possibile seguire e tanti sono i tesori che ciascuno di questi ambiti serba, che ogni anno che passa diventa più difficile produrre una playlist che sia concisa e soddisfacente.
L’unico modo per affrontare una missione del genere è imporsi regole stringenti. Nel mio caso, altrimenti non la finivo più, qualche anno fa mi sono detto “okay, 2023, 23 canzoni soltanto”. È nata così un'infilata di brani incostante e disinibita, che se ne frega di generi e paletti, bensì soltanto di bellezza e rapinoso coinvolgimento.
Quello che sta per volgere al termine è il 2025, quindi eccovi qui i 25 brani che più mi hanno rapito quest'anno.
Valerio D'Onofrio
Giuliano Delli Paoli
Di certo un anno caotico, imprendibile per generi, geografie e variazioni, a conferma di un periodo globale con buona probabilità di transizione. Meraviglie spuntano comunque dai luoghi talvolta più impensabili e per mano di musisti sommersi dal tempo o dalle paludi. E' l'anno degli agognati ritorni, delle rinnovate fughe country o delle sofisticazioni pop dall'altro lato del mondo. Un anno a tratti surreale, eppure denso di canzoni e dischi a loro modo significativi.
Claudio Fabretti
Il 2025 è stato l'anno d'oro della musica italiana. Raramente ricordo tanti dischi belli e importanti come quelli che abbiamo ascoltato dai vari Andrea Laszlo De Simone, Carmen Consoli, Nero Kane, La Niña, Massimo Silverio, ma anche lo stesso Lucio Corsi sanremese, più Castelli, Dalila Kayros, Nowhere, Gaia Banfi, Deca e tanti altri. La mia playlist cerca di riportarne alcune delle canzoni più memorabili, oltre alla consueta panoramica internazionale, da Anna von Hausswolff, sempre più sovrana del regno oscuro, fino a rivelazioni dell'anno come Oklou, Maruja, Rún, Sophia Djebel Rose e a ritorni attesi e graditissimi come quelli di Swans, These New Puritans, Pulp e Stereolab.
Alberto Farinone
Mai come quest'anno le voci femminili hanno dominato i miei ascolti. C'è chi ha guardato agli anni Settanta – dalla svolta soft rock dei Wolf Alice di Ellie Rowsell ai rimandi new wave delle Last Dinner Party e di Sharon Van Etten – e chi ha invece pescato a piene mani dai Nineties: l'indolente lo-fi delle Horsegirl, il college rock dei Momma, il ritorno delle riot grrrl grazie alle Die Spitz, o il rock cantautorale con un tocco à-la Cranberries di Blondshell. Altre rocker in gonnella hanno innestato una decisa vena country nel proprio sound (dai Wednesday alle più altalenanti HAIM), mentre c'è anche chi ha scelto di spingersi ancora più indietro nel tempo, come le esordienti New Eves, con il loro immaginario punk-folk horror pagano.
Non sono mancati debutti promettenti (tra cui l'Ep delle giovanissime irlandesi Florence Road) e gradite riconferme, come le Wet Leg, alle prese con la sempre insidiosa prova del secondo album. Tra i dischi più rappresentativi del 2025 non si possono non citare almeno i Turnstile, con la loro opera più ambiziosa ma anche più accessibile al grande pubblico, e i newyorkesi Geese, sempre più acclamati dalla critica internazionale. Se invece siete retromaniaci innamorati di Beatles e Big Star, fatevi un favore e ascoltate gli Sharp Pins, progetto solista di Kai Slater. E, a proposito di nostalgia, possono dirsi soddisfatti anche gli aficionados del britpop, coccolati dai solidi ritorni di Suede e Pulp.
Fabio Ferrara
Quattro ore di ascolti eterogenei per accompagnare i momenti in movimento (viaggi, spostamenti) o le lunghe attese che sono del resto la dimensione in cui mi capita di utilizzare le playlist.
In apertura ho voluto la freschezza di Peki Momes e l’originalità di Mohinder Kaur Bhamra, due brani che sintetizzano bene lo spirito della selezione: curiosità, varietà e un equilibrio tra leggerezza e carattere.
Non mancano i protagonisti del 2025, come Geese, Maruja, Sam Fender, Sharon Van Etten, Viagra Boys e molti altri, ma accanto a loro trovano spazio anche piccole sorprese e scoperte più personali.
Le canzoni sono raggruppate per assonanza, seguendo fili sottili di timbro, ritmo e atmosfera più che per genere o provenienza. A chiudere, come ogni anno, una carrellata di musica italiana, particolarmente fortunata in questa stagione.
Stefano Fiori
È stata un'annata caratterizzata dalla nostalgia per gli anni 90 (e quindi della mia adolescenza), sicuramente dovuta al ritorno di tanti nomi illustri del britpop ma anche alle sonorità vagamente trip-hop, da Jamie Woon a Lily Allen passando per FKA Twigs (qui nella sua più impressionante impersonificazione di Kate Bush). In più il 2025 mi ha regalato due dei più bei e vorticosi middle-eight come non se ne sentivano da tempo in un pezzo pop (Rosalìa e Miley Cyrus).
Fabio Guastalla
Vassilios Karagiannis
You got a front row seat and I, I got a taste to the glamorous life.
Un 2025 strano per un 2026 che si vorrebbe davvero un po' più glamour.
Claudio Lancia
Quest'anno ho organizzato la mia work-in-progress-playlist in capitoli tematici da cinque tracce ciascuno. Grosso modo i titoli dei capitoli potrebbero essere i seguenti:
1-5 - cinque modi diversi di essere pop al femminile
6-10 - ragazze incazzate che suonano musica rock
11-15 - post-hardcore e dintorni
16-20 - electro euphoria pt. 1
21-26 - post-post-post-punk (qui ne ho messa una in più)
27-30 - rock & pop con voci femminili pt.1
31-35 - rock & pop con voci femminili pt. 2
36-40 - britpop & modern classics
41-45 - urban & nu-soul
46-51 - indie zone pt. 1
51-55 - indie zone pt. 2
56-60 - alt-country con intruso...
61-65 - electro women
66-70 - industrial & experimental
71-75 - pop ladies pt. 1
76-80 - electro euphoria pt. 2
81-85 - delizie ispaniche
86-90 - dream & gaze
91-95 - songwriter
96-100 - pop ladies pt. 2
101-105 - ragazzetti con la chitarra elettrica.
A chiudere la selezione provvedono cinque instant classic di area jazz e una doverosa bonus track, un omaggio alla memoria di Nell Smith, non so se conoscete la sua storia...
Gianfranco Marmoro
In un anno pieno di conferme eccellenti, delusioni ed esordi scoppiettanti c'è spazio per 30 canzoni e una eccellente promessa per l'anno nuovo racchiusa nella prima traccia della playlist. Buon 2026!
Daniel Moor
Federico Romagnoli
Canzoni dagli album che ho ascoltato di più quest'anno, tutti recensiti da OndaRock (il folk ricercato degli ucraini Zgarda, il labirintico jazz-rock dei giapponesi Betcover!!, il cantautorato sociopolitico dello statunitense Jesse Welles e l'indie pop introspettivo del suo connazionale Sombr, il misto fra acid jazz e rap della coppia argentina Ca7riel & Paco Amoroso, l'hip-hop d'atmosfera di Wos, anche lui da Buenos Aires, e la world music elettronica dei francesi Ko Shin Moon, di cui ho scelto la collaborazione col più grande cantautore turco contemporaneo, Mabel Matiz), più brani sfusi di altri artisti che seguo, pure loro spesso trattati in passato su questi lidi (gli alfieri del pop progressivo ucraino Ziferblat, il gigante del rock argentino Charly García che duetta con Sting, la leggenda del pop giapponese Yumi Matsutoya, alcuni nomi importanti della scena alternativa coreana quali Aleph, 4bout e soprattutto Silica Gel). Ci sono anche un paio d'italiani, a cui però non servono presentazioni. Sono in tutto una quindicina di brani, giusto per dare un'idea.
Marco Sgrignoli
Canzoni e tracce strumentali: una playlist in due parti per rappresentare le due anime degli ascolti che mi hanno accompagnato lungo il 2025. Da una parte riff e ritornelli che si piantano in testa e impediscono di fare qualsiasi cosa che non sia il canticchiarseli in mente: Petey e il suo synth-heartland-rock, i levigatissimi groove yacht rock dei Young Gun Silver Fox, l'emo-pop liberatorio degli Anxious; dall'altra gli sviluppi più discreti, capaci di restare in sottofondo e valorizzare con nuovi colori le attività che quotidianamente si svolgono (massimo traguardo in questo senso le luccinanti geometrie ambient-techno di Aleksi Perälä).
Ovviamente la cesura non è così netta: ci sono canzoni, come quelle di Bon Iver e Richard Sallis, dove il mood è tutto, e pezzi che anche senza parole monopolizzano al volo l'attenzione con melodie zigzaganti e incastri ritmici - è il caso ad esempio del nu jazz frenetico di Varra e Jameszoo. C'è l'hip-hop di confine (scoperta dell'anno gli italiani Esseforte) e c'è il prog (tanto prog!) in cui ovviamente ritornelli e riff cambiano, sorprendono, si moltiplicano.
Soprattutto lontano dagli hype comandati il 2025 è stato per me un anno musicalmente ricco, vario, decisamente soddisfacente: spero che con questa playlist il mio entusiasmo possa contagiare anche altri.
Francesco Inglima
Martina Vetrugno